Sanità, ‘in Alto Adige costo personale a 1.388 euro pro capite’, in Trentino “mobilità sanitaria” positiva
Nel rapporto c’è un passaggio in cui i giudici contabili scrivono che “la Provincia di Trento sta proseguendo con l’inversione di tendenza positiva del saldo economico della mobilità sanitaria”

Trento/Bolzano – “Tra le regioni a statuto speciale e le province autonome (Rss), emerge il dato della Provincia autonoma di Bolzano che nel 2023, pur non sostenendo i maggiori costi di personale in valore assoluto tra le Rss, ha un costo pro capite di 1.388 euro, superiore sia alla media nazionale (664,9) sia alla media delle Rss pari a 768 euro nel 2023”. Così la Corte dei conti nella Relazione sulla gestione dei servizi sanitari per il biennio 2023-24 che la Corte dei conti ha presentata al Parlamento.
Il Trentino, con appena 7 nati ogni mille donne tra i 15 e i 19 anni, è stato registrato il secondo quoziente di “fecondità specifica” d’Italia dietro alla valle d’Aosta con 5. Nel rapporto c’è un passaggio in cui i giudici contabili scrivono che “la Provincia di Trento sta proseguendo con l’inversione di tendenza positiva del saldo economico della mobilità sanitaria”.
Pur essendo una delle quattro realtà del nord Italia con un bilancio negativo nel decennio 2014-2024 (valle d’Aosta, Piemonte e Liguria le altre tre), il Trentino è diventato “attrattivo”. Fino al 2019 erano più gli assistiti che andavano altrove rispetto a quelli che sceglievano le strutture provinciali con un picco nel 2025 (-20.740), mentre dal 2020 la situazione si è capovolta. Fatto eccezione per il 2022 (-3.787), negli altri anni il Trentino è stato scelto per curarsi, fino al saldo positivo di 7.091 unità del 2024: quello complessivo del decennio resta negativo, -61.788.
Da questo punto di vista l’Alto Adige è in attivo (31.750), perché solo nel 2018, nel 2021 e nel 2022 la mobilità sanitaria interregionale è stata negativa. La Corte dei conti ha anche rilevato che gli aumenti dei costi alla produzione nel triennio 2021-2023 sono stati più marcati in Calabria e provincia di Trento (+10,45%) e valle d’Aosta (+10,11%). Quelli del personale negli stessi tre anni, in Trentino sono cresciuti del 7,06%, in Alto Adige del 3,89% a fronte di una media del 5,42%.
Mobilità sanitaria positiva in Trentino
Il Trentino conferma anche per il 2024 un saldo positivo nella mobilità sanitaria interregionale, registrando un avanzo di 7,1 milioni di euro. Il dato riflette la capacità del sistema sanitario provinciale di attrarre pazienti da altre regioni, grazie alla qualità dei servizi offerti, alle specializzazioni presenti e all’efficienza organizzativa delle strutture locali, in particolare ospedaliere e ambulatoriali specialistiche. Il dato è emerso nella Relazione al Parlamento sulla gestione dei Servizi sanitari regionali per il biennio 2023-2024 presentato dalla Corte di Conti. “Il risultato positivo della mobilità sanitaria conferma l’impegno della nostra provincia nel garantire servizi di qualità e accessibili a tutti i cittadini – commenta il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti -. La fiducia dei pazienti è il riconoscimento del lavoro quotidiano dei professionisti sanitari e ci incoraggia a continuare a potenziare le strutture territoriali e l’assistenza di prossimità. Il nostro obiettivo è quello di costruire un polo della sanità che vedrà nuovo ospedale e facoltà di medicina vicini, integrati con la nuova Asuit, una sanità che si completa con la rete degli ospedali del territorio e con le costruende Case della Comunità”.
Il monitoraggio evidenzia anche i progressi nella realizzazione delle Case della Comunità: “Abbiamo inaugurato la terza Casa della Comunità in Trentino, a Mezzolombardo, e nei prossimi giorni sono già programmati Rovereto e Tione. Entro la primavera tutte e 14 le strutture saranno operative: esse rappresentano un tassello fondamentale della rete dei servizi sul territorio, sono un cambio di passo per affrontare le sfide della sanità del futuro, un punto di integrazione fra servizi sanitaria, sociosanitari e sociali del territorio, quindi questo riconoscimento della Corte dei Conti ci fa particolarmente piacere, significa che siamo sulla strada giusta”, così l’assessore alla salute e politiche sociali della Provincia, Mario Tonina.
Il saldo positivo della mobilità sanitaria, che è indice della capacità attrattiva delle strutture ospedaliere e specialistiche ambulatoriali, insieme agli investimenti nelle strutture territoriali, conferma la capacità del Trentino di mantenere standard elevati di qualità nell’assistenza e di attrarre stabilmente pazienti anche da altre regioni italiane (nonchè dall’estero se si considera anche la mobilità sanitaria internazionale), contribuendo in maniera significativa alla sostenibilità e all’efficienza del sistema sanitario provinciale. Il saldo di mobilità sanitaria interregionale nel 2024 è stato il più alto raggiunto dalla Provincia nel periodo 2014-2024. Si tratta di un dato molto significativo che valorizza il contributo di tutte le strutture, sia pubbliche che private accreditate e convenzionate. Questi risultati nel loro complesso costituiscono un ulteriore riconoscimento della strategia sanitaria provinciale orientata alla prossimità delle cure, al miglioramento continuo nella capacità di erogazione di servizi altamente qualificati, all’innovazione dei modelli di assistenza e all’integrazione tra ospedale e territorio.