Azienda sanitaria, Zanella (Pd): “qualcuno si assuma le responsabilità”
Dichiarazioni non attesa dell’assessore provinciale alla Salute nella giornata di venerdì, a margine della giunta provinciale riunita a Cavedine. Dura presa di posizione da parte dei consiglieri Pd, Zanella e Manica

Trento – “Mi riservo un paio di giorni per decidere se rimettere il mandato. Mi assumo le mie responsabilità: i disagi devono essere superati. L’obiettivo comune è dare risposte ai cittadini. Rispetto il ruolo delle minoranze e la loro richiesta”, ha ribadito l’assessore provinciale Mario Tonina, con riferimento alla nota diffusa dai consiglieri Pd Manica e Zanella. Lo ha riferito nella conferenza stampa che ha seguito la riunione della giunta provinciale trentina che si è tenuta a Cavedine. Il riferimento dell’assessore è ai disservizi alla sanità registrati nelle ultime settimane in provincia di Trento, sia con il centro per le prenotazioni che per i prelievi, ripresi dopo due giorni di stop.
Zanella e Manica sui disservizi
I consiglieri provinciali del Pd Paolo Zanella e Alessio Manica parlano di “responsabilità pesanti di assessorato e azienda” e di un vero e proprio “disastro nei sistemi informativi del Cup”, con ricadute dirette sui cittadini in attesa di visite anche urgenti. Alle criticità del centro unico di prenotazione, secondo il Pd, si aggiungono i problemi del nuovo sistema informativo introdotto nei pronto soccorso, il crash per due giorni del software di gestione del laboratorio, i continui guasti alle apparecchiature radiologiche e una carenza di personale che alimenta il malcontento nei reparti e nei servizi. I consiglieri dem sottolineano anche l’insofferenza che si è creata per la gestione ai vertici dell’azienda sanitaria e parlano di immobilismo e di una poltrona che “preme troppo”.
Di segno opposto la posizione della maggioranza, che respinge le richieste di dimissioni e ribadisce piena fiducia nell’operato di Tonina. Viene riconosciuto che negli ultimi giorni si siano verificati disservizi, ma si sottolinea come la risposta debba essere organizzativa e non politica. “La comunità trentina – spiega Fugatti – è consapevole delle difficoltà attuali, tra ritardi al Cup e attese nei pronto soccorso, ma riconosce anche la qualità complessiva del sistema sanitario”.
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