Le ricerche dell’escursionista erano riprese domenica
Nelle ultime ore, sulla base di alcune segnalazioni ritenute attendibili, sono state perlustrate due aree principali: la zona del Pasubio e la zona del monte Baffelan e del monte Cornetto. Domenica le operazioni si sono concentrate nella zona del monte Baffelan, nel gruppo delle Piccole Dolomiti

In aggiornamento
NordEst – Ritrovato senza vita domenica, Simone Dal Bon, l’escursionista di Schio disperso da sette giorni al confine fra Veneto e Trentino: la sua auto era stata individuata a Pian delle Fugazze.
Nella giornata di sabato, le squadre di terra del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino e Veneto – Stazioni di Vallagarina, Riva del Garda, Schio, Arsiero e Recoaro – Valdagno – hanno percorso i sentieri nell’area che da Pian delle Fugazze, luogo dove è stata trovata la macchina dell’uomo disperso, portano verso il rifugio Papa e il rifugio Lancia sul Pasubio, con il supporto delle unità cinofile e dei cani molecolari della Scuola provinciale Cani da ricerca e catastrofe. Nella zona del monte Baffelan, invece, ci si è concentrati nella zona tra il monte e il rifugio Campogrosso, oltre che sul monte Cornetto.
Nelle ricerche è stato utilizzato anche l’elicottero della Provincia Autonoma di Trento per effettuare dei sorvoli sul Pasubio e sui suoi canali e per trasferire le squadre di soccorritori in diverse rotazioni a Cima Palon, da dove hanno proseguito a piedi per perlustrare gli itinerari verso i Rifugi Papa e Lancia. Presenti anche i droni dei Vigili del Fuoco permanenti di Trento e del Soccorso Alpino bellunese. Hanno collaborato alle operazioni di oggi i Vigili del Fuoco di Vallarsa e Mori, oltre che le forze dell’ordine.

Le prime ricerche
Nei primi giorni dalla scomparsa, denunciata il 29 dicembre, le sue ricerche si sono focalizzate in ambiente urbano, per poi spostarsi in montagna, dopo il ritrovamento della sua macchina a Pian delle Fugazze, al confine tra Trentino e Veneto, avvenuta nella serata di ieri. Le operazioni di ricerca, coordinate dalla Stazione Vallagarina del Soccorso Alpino e Speleologico con il supporto del Gruppo Tecnico Ricerca, prevedono il coinvolgimento dei cani molecolari della Scuola provinciale cani da ricerca e catastrofe per provare a trovare una traccia a partire dai reperti che l’uomo ha lasciato nella sua macchina, aperta dai Carabinieri e dai Vigili del Fuoco.
Ultimi aggiornamenti dal Soccorso alpino veneto
Nel frattempo, gli operatori e le operatrici delle Stazioni Vallagarina del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino e delle Stazioni di Schio, Arsiero e Recoaro del Soccorso Alpino e Speleologico Veneto, oltre che le unità cinofile, stanno scandagliando via terra i sentieri nelle zone attorno alla macchina, al Pian delle Fugazze, ma anche del rifugio Campogrosso e del monte Baffelan, dopo la segnalazione da parte di due persone che potrebbero averlo visto lungo il sentiero 177. Coinvolti nell’operazione di ricerca anche l’elicottero del nucleo elicotteri della Provincia Autonoma di Trento per un sorvolo dall’alto, i Vigili del Fuoco permanenti di Trento con i droni, i Vigili del Fuoco volontari, la Guardia di Finanza per le indagini su celle telefoniche e telecamere.