Primo morto per overdose di nitazeni, un arresto a Brunico
Operazione anti-droga dei Carabinieri dopo un anno di indagini

Brunico – Un altoatesino di 30 anni è stato arrestato dai Carabinieri di Brunico per quello che viene ritenuto dagli inquirenti il primo morto per overdose di nitazeni, un nuovo oppioide sintetico, in Italia. Il decesso della vittima, un uomo di Brunico sui 30 anni, risale a un anno fa, ma la notizia è trapelata solo ora, dopo l’arresto del presunto pusher. In un primo momento – ha spiegato il procuratore di Bolzano Axel Bisignano – non si sospettava una morte per overdose, a causa dell’assenza di siringhe, sigarette o altre tracce di stupefacenti.
Per questo motivo si supponeva un decesso per cause naturali, per arresto cardiocircolatorio. E’ seguita un’inchiesta, assai complessa, che ha visto il coinvolgimento del Ris di Roma per le analisi chimiche e anche un coordinamento a livello europeo. Per quanto riguarda l’Alto Adige, il procuratore ha parlato di un “significativo campanello d’allarme, 35 segnalazioni correlate a questa sostanza stupefacente”, spesso acquistata nel dark web. Bisignano, durante la conferenza stampa, ha messo in guardia dalla pericolosità di queste nuove droghe. “Si tratta di una bomba, molto più potente del Fentanyl”, ha ribadito.
In breve
Morta a Bolzano all’età di 111 anni Giuseppina ‘Pina’ Zecchini, una nella nonnine d’Italia. Nella classifica delle persone più longeve viventi occupava l’ottava posizione. Nata a Verona nel 1914, a 14 anni si trasferì a Bolzano. Nel 1959, all’età di 45 anni, rimase vedova con tre bambini da crescere. “Nostra madre andava a fare i lavori in casa e ci ha mantenuto così”, ricordavano tempo fa i figli. Pina dal 2014 era ospite della casa di riposo Don Bosco a Bolzano. Nel 2020 sopravvisse al Covid. Lo scorso giugno aveva festeggiato il suo 111/o compleanno in presenza del sindaco Claudio Corrarati.