E’ precipitato lungo la via di accesso ad una cascata di ghiaccio

Un iceclimber di 29 anni, Walter Pfeifer, di Velturno, ha perso la vita mentre stava raggiungendo una cascata di ghiaccio nella zona di Merano 2000. L’uomo era in compagnia di un amico. Mentre camminava sul sentiero, lungo la via di accesso denominata Katzenleiter (“scala dei gatti”), è scivolato sul posto precipitando per una quarantina di metri

(ph BRD AVS Meran)

Bolzano – Tragico incidente venerdì mattina in montagna, nella zona di Merano 2000.  Due alpinisti erano impegnati a scalare una parete ghiacciata quando uno dei due è scivolato, precipitando per circa 40 metri. Il suo compagno ha immediatamente dato l’allarme, poi ha raggiunto il ferito per tentare di rianimarlo. 

Sul posto l’elicottero dell’Aiut Alpin e due squadre del Soccorso Alpino di Merano: una al sito di atterraggio intermedio e l’altra a Falzeben per raggiungere a piedi il luogo dell’incidente.  L’elicottero ha portato due soccorritori sul posto usando un verricello, ma il  medico d’emergenza non ha potuto che constatare il decesso di Walter Pfeifer (nella foto/social).

In breve

Merano, mamma e figlia, residenti a Rifiano, perdono la vita in un incidente in Romania. Le vittime sono Corina Matras, 26 anni, e la figlia di 5 anni. La donna lavorava alle Terme di Merano. L’auto su cui viaggiavano si è schiantata contro un camion rimasto fermo sulla carreggiata. Gravemente ferito un altro passeggero di 53 anni.

Brucia un garage a Levico, tre intossicati. L’allarme, in via lungo Parco a Levico Terme, è scattato attorno alle 19 di giovedì 22 gennaio: a lanciarlo l’inquilino di uno stabile che aveva notato delle fiamme provenire da un garage di un condominio vicino. Le cause del rogo ancora non sono chiare: l’edificio ospita otto appartamenti, in totale una ventina di persone che sono state evacuate. Ad avere la peggio un 50enne che ha tentato di spegnere le fiamme e i due anziani proprietari del garage e che abitano proprio sopra: per loro una lieve intossicazione da fumo.

Strigno, in una chiesa piena di gente, il parroco don Claudio Leoni ha ricordato più volte quanto la comunità sia stata scossa dall’omicidio di Mauro Sbetta. Il pensionato di 68 anni ucciso – secondo la ricostruzione dei carabinieri – la sera di sabato 10 gennaio. Per la sua morte è in carcere il manovale 40enne Khalid Mamdouh.  Nell’ordinanza di 19 pagine il giudice per le indagini preliminari Gianmarco Giua parla di un’aggressione di estrema violenza, con modalità definite “abnormi”, tali da far ritenere concreto il rischio di recidiva. Per il Gip il manovale 40enne avrebbe agito volontariamente, colpendo più volte – e massacrandolo – Mauro Sbetta, 68 anni, con mani e oggetti contundenti, per poi buttarlo giù dalle scale di casa, fino a provocarne la morte. Decisive le tracce di sangue e l’impronta palmare rinvenuta nella villetta del pensionato. Il movente sarebbe legato a questioni di denaro: è emerso infatti che la vittima inviava regolarmente denaro a Khalid Mamdouh che il giorno successivo al delitto aveva in tasca denaro contante per 600 euro.