In casa a Trento, processo per direttissima
Trento – Arrestato a Trento un cinquantenne accusato di avere aggredito in casa la compagna e la figlia e di aver reagito all’intervento dei carabinieri.
Secondo una prima ricostruzione, l’uomo, infastidito dal comportamento della ragazza, che invece di studiare stava giocando, dapprima l’ha colpita ad un ginocchio con un tablet e, successivamente, ha aggredito la compagna intervenuta in difesa della figlia.
I carabinieri, giunti sul posto, sono riusciti a ristabilire la calma ma poi, acquisiti gli accertamenti sanitari sulle condizioni della donna, hanno accompagnato l’uomo in caserma dove è stato trovato in possesso di un coltello.
A questo punto l’uomo ha incominciato ad inveire contro i carabinieri, spingendoli ed offendendoli. E’ stato quindi tratto in arresto in attesa del giudizio per direttissima previsto per oggi. L’uomo deve rispondere dei reati di violenza e resistenza a pubblico ufficiale, maltrattamenti in famiglia, percosse e detenzione di armi.
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In breve
Due arresti e una denuncia: è il bilancio di tre operazioni distinte, effettuate dai carabinieri nelle ultime ore in Alto Adige. A Bolzano i militari hanno arrestato un trentenne italiano, accusato di una serie di furti in negozi del centro storico, come anche al Twenty. Sarebbe inoltre autore di alcuni furti di biciclette di valore e dell’aggressione ai danni di una donna a settembre ai Piani di Bolzano.
E’ finito in carcere anche un rumeno 26enne, che lavorava come raccoglitore di mele a Naturno, contro il quale la Germania aveva emesso un mandato d’arresto europeo per ben nove furti commessi tra il 2017 e il 2018. Infine i carabinieri di Rio Pusteria hanno denunciato una slovacca di 23 anni, dipendente di un albergo della zona, che avrebbe rubato alimentari, lenzuola, accappatoi ma anche bicchieri, piatti e posate dall’esercizio nel quale lavorava.
Robert Kerer, il brissinese di 59 anni che il 20 aprile 2018 uccise la moglie Monika Gruber, di 57 anni, con diverse coltellate alla gola, è stato condannato dal gup Emilio Schonsberg ad una pena di 16 anni di reclusione. L’imputato in aula si è scusato con i figli. Kerer, che era accusato di omicidio premeditato aggravato, ha ottenuto una riduzione della pena in virtù del rito abbreviato. Sono state anche concesse le attenuanti generiche, che erano state richieste dall’avvocato difensore Alessandro Tonon. Subito dopo aver ucciso la moglie, Kerer tentò per tre volte di seguito il suicidio, senza riuscirvi. Kerer avrebbe infatti avuto intenzione di compiere un omicidio-suicidio, a causa di gravissime difficoltà economiche e personali, ma venne fermato dai carabinieri quando si trovava sui binari, alla stazione di Bressanone, in attesa di un treno per farla finita.