Operazione antidroga della Polizia con 28 misure cautelari

Dieci persone residenti a Bolzano sono in carcere

Bolzano – Le misure riguardano altrettanti indagati, prevalentemente di nazionalità albanese. Dieci persone residenti nel capoluogo altoatesino sono state condotte in carcere, mentre per altre otto sono stati disposti gli arresti domiciliari e per 10 l’obbligo di dimora, con provvedimenti che hanno interessato anche le province di Barletta-Andria-Trani, Brescia, Monza Brianza, Pordenone e Sondrio. All’operazione hanno partecipato gli investigatori della Squadra Mobile di Bolzano, supportati dai colleghi di diverse città del Nord Italia, dalle unità Sisco, dal Servizio Centrale operativo, dai Reparti prevenzione crimine e dalle unità cinofile. I dettagli dell’indagine saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa indetta per le ore 11 alla Questura di Bolzano.

Come è stato illustrato dagli inquirenti durante la conferenza stampa in Questura, l’indagine, avviata nel 2023, ha permesso di smantellare non un unico gruppo criminale, bensì sei diverse organizzazioni strutturate e collegate tra loro, capaci di garantirsi mutuo supporto nella gestione del narcotraffico. Il bilancio complessivo dell’attività investigativa conta 22 persone arrestate dall’inizio dell’inchiesta e il sequestro di 34 chili di cocaina, 23 chili di marijuana e oltre 5 chili di hashish. Sono stati inoltre rinvenuti 76.000 euro in contanti, ritenuti provento dello spaccio, e una pistola. Gli episodi di spaccio documentati dagli inquirenti sono ben 150.

Secondo quanto ricostruito dalla Polizia, il traffico non era limitato al territorio nazionale: lo stupefacente, di elevata qualità, arrivava in Italia da Belgio e Spagna attraverso canali diretti con Bolivia e Colombia. La complessità dell’indagine è derivata dalle sofisticate tecniche adottate dai gruppi, che utilizzavano sistemi di comunicazione VoIP, autovetture con doppi fondi e depositi in locali non riconducibili agli indagati. Il nome dell’operazione, “Daku”, deriva dalla formula di saluto utilizzata abitualmente dai componenti dei gruppi criminali.