Approvato con 19 sì e 12 astenuti il ddl 66/XVII dell’assessore Tonina
Le minoranze nominano Roberta Raffaelli nel cda Mach

Trento – Via libera in Consiglio provinciale a Trento, alla nuova Azienda Sanitaria Universitaria Integrata del Trentino. In dichiarazione di voto, Francesco Valduga ha annunciato un voto di astensione di Campobase ricordando che rimangono le perplessità sulle scelte Facoltà di medicina, soprattutto sul bacino di utenza; mentre è sospeso il giudizio sul protocollo d’intesa che verrà analizzato in commissione nella consapevolezza comunque che l’integrazione Università e sanità trentina è un valore. Manca poi tutta la parte socio – sanitaria che verrà affrontata in un nuovo ddl di Tonina. Quindi Campobase non vota contro in attesa di verifiche ulteriori anche in base alle proposte della minoranza che sono state accolte.
Stefania Segnana (Lega) ha detto che la Lega vota con convinzione il ddl che è frutto di un percorso lungo e difficile. E ha ribadito che l’apertura di medicina è stata solamente una scelta politica portata avanti, nonostante le resistenze e i no, da Bisesti in sintonia con l’assessorato alla salute nella scorsa legislatura. Una scelta la cui bontà è stata riconosciuta da Unitn. Soddisfazione Segnana ha espresso anche per il voto di astensione della minoranza.
Paola Demagri (Casa autonomia) ha affermato che l’astensione significa anche rispetto della coerenza e all’equilibrio con la contrarietà che l’opposizione ha espresso più volte su questi temi. Infine, la consigliera ha auspicato che il ddl possa camminare con gambe solide anche perché è frutto degli emendamenti presentati dalla minoranza.
Filippo Degasperi (Onda) ha detto che il dibattito ha fatto sorgere qualche dubbio sull’astensione, anche perché la partecipazione sulla programmazione sanitaria rimane più che altro passiva e tutti gli organismi di fatto rimangono semplici “parerifici”.
Paolo Zanella ha annunciato il voto di astensione del Pd perché rimangono perplessità sul percorso che ha portato all’Asuit e ha ricordato che la programmazione dei medici fino a ora in difetto sarà in eccesso, un fatto che andrà ad alimentare la sanità privata. La necessaria attrattività andrà a svantaggio degli studenti trentinoi e rimane completamente aperta la questione della carenza di infermieri e Oss. Il progetto Asuit è da mettere in piedi, ma comunque impatta duramente sulla sanità trentina e porterà problemi a chi vuol fare carriera dentro le strutture sanitaria. Inoltre, si introduce una variabile complessa in un sistema già sotto stress e si rischia di peggiorare la situazione. Ci sarebbe stata l’occasione di allargare la partecipazione, ha continuato, e invece si è ridotta sui temi della programmazione. Un tema che rimane aperto in una realtà che partecipa sempre meno. Infine, Zanella ha detto che questa riforma inciderà ben poco, nella sostanza, sulla qualità dei servizi e sulla necessità di far tornare pubblico il sistema sanitario.
Christian Girardi (La Civica) ha annunciato il sì del suo gruppo e ha ricordato che le scelte in campo sanitario hanno bisogno di tempo. La maggioranza ha però tracciato un percorso, nel medio e lungo periodo, chiaro partito con la scelta di istituire la facoltà di Medicina e oggi prosegue con l’integrazione con l’Università.
Mirko Bisesti (Lega) ha detto che quando si è partiti con Medicina c’era (e c’è) una carenza di medici. E anche se sei su 10 studenti trentini e altoatesini se ne andranno, va tenuto conto che, dall’altra, ne avremo altrettanti che si fermeranno qui. Insomma, per Bisesti si stanno riparando gli errori di programmazione nazionali.
Claudio Cia (Misto) ha detto di riconoscere il mezzo bicchiere pieno e ha ricordato che mai nessuno ha detto che con questa riforma si risolvono i problemi della sanità. L’aspetto fondamentale è il ruolo dei professionisti che fanno la sanità al di là dei limiti delle strutture e dell’organizzazione. Questo ddl non è una rivoluzione, ma una riforma che tenta di valorizzare quello che si è fatto nella scorsa legislatura come l’università abbandonando l’autoreferenzialità che spesso serve a nascondere gli errori. Inoltre, ha ricordato che il privato puro cresce perché non vengono date risposte dal pubblico.
Eleonora Angeli (Lista Fugatti) ha affermato che il suo è un sì convinto e ha ricordato che questa riforma è un tassello e ha ricordato che, oltre all’università, c’è il ruolo della formazione delle professioni sanitarie. La sanità trentina ha problemi, ha chiuso, ma rimane sempre un’eccellenza sul piano nazionale.
Roberto Stanchina (Campobase), riconoscendo a Tonina una maggiore attenzione alla minoranza, ha chiesto che venga ben monitorata la funzione dell’Università per evitare problemi sul piano della gestione assistenziale e ha sottolineato la questione sempre attuale dei tempi d’attesa che riguardano tutti i settori della sanità trentina.
Mario Tonina ha ringraziato il Consiglio per la profondità del dibattito in commissione e in aula e tutta la struttura della Pat e di Palazzo Trentini. Il percorso iniziato dal 2020 oggi, ha detto, è coronato con l’Asiut che è un vero orgoglio trentino garantito dalla nostra autonomia. Tonina ha auspicato che non ci siano voti contrari e ha affermato che da gennaio l’impegno sarà ancora maggiore anche per sottolineare il ruolo della politica nel governo della nuova azienda integrata del Trentino. Una sfida che va vinta e si vincerà se le persone saranno in grado di assumere il loro ruolo fino in fondo, con senso di responsabilità (responsabilità che Tonina si assume appieno) all’interno di un’Autonomia che ha portato la sanità trentina ai vertici nazionali.
Infine, il presidente Maurizio Fugatti ha detto che il ddl è importante: chiude un percorso normativo e apre un percorso di lavoro che ha davanti a sé molte sfide. Ma raggiungere l’obiettivo dell’Asuit, nel 2020, non era per nulla scontato. Una riforma, ha aggiunto, che ora va vista nell’ambito del nuovo ospedale e nell’ottica di un miglioramento dei servizi sanitari. Ovviamente, ha continuato, le tematiche della sanità sono conosciute, ma non si può dimenticare che quando la sanità trentina viene paragonata alle altre risulta sempre un’eccellenza. Il cittadino trentino, ha concluso, che entra nel sistema sanitario ne esce orgoglioso da tutti i punti di vista.
Roberta Raffaelli nel cda della Fondazione Mach
Concluso con l‘approvazione l’esame del disegno di legge sull’Asuit, il Consiglio provinciale ha provveduto alla designazione di un componente del consiglio di amministrazione della Fondazione Edmund Mach. Su indicazione delle minoranze è stata nominata Roberta Raffaelli che nella votazione a scrutinio segreto, ha ricevuto 16 voti (12 le schede bianche, 2 le nulle). Ai sensi dalla legge provinciale sulla ricerca 2005 e dell’articolo 6 dello Statuto della fondazione, il presidente e i componenti del consiglio d’amministrazione sono scelti tra persone di riconosciuta competenza scientifica o manageriale, due terzi dei quali vantano conoscenza ed esperienza nel settore agro-alimentare trentino. Il Consiglio di amministrazione è formato da un membro designato dalle minoranze del Consiglio provinciale, quattro designati dalle organizzazioni professionali agricole e dall’associazione di rappresentanza del movimento cooperativo trentino e due di diretta nomina della Provincia autonoma di Trento.
In breve
Mori con l’Apt del Garda, pareri opposti dei due schieramenti
Difensore Civico: firmata la convenzione tra il Consiglio provinciale e il Comune di Ville di Fiemme