Kipchoge e Franco Nones alla cerimonia di apertura
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è intervenuto al Teatro alla Scala alla Cerimonia di apertura della 145ª sessione del Comitato Olimpico Internazionale (CIO). Prima di recarsi alla Scala, nel pomeriggio, il Capo dello Stato ha incontrato i membri del CIO, a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano

NordEst – “Chiediamo – con ostinata determinazione – che la tregua olimpica venga ovunque rispettata. Che la forza disarmata dello sport – ha ricordato il presidente Mattarella – faccia tacere le armi. Lo sport ha una grande forza nel mondo delle comunicazioni globali. I Giochi sono uno strumento coinvolgente per invocare pace e comprensione reciproca. Dobbiamo essere la pace che desideriamo vedere nel mondo” diceva Martin Luther King. Da Milano e Cortina, da Bormio, da Livigno, da Anterselva, dalla Val di Fiemme, da Verona – che ospiterà la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi – lo sport si proporrà come veicolo di questa speranza. Speranza che accomuna i popoli di tutti i Continenti. I valori olimpici di lealtà, inclusione, fraternità sono valori che la Repubblica Italiana ha fatto propri dalla sua fondazione, ottanta anni or sono.
L’incontro con il CIO
La cerimonia di apertura
Sono stati annunciati i portabandiera che accompagneranno la bandiera olimpica durante la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Dieci personalità di rilievo internazionale, scelte dal Comitato Olimpico Internazionale e da Fondazione Milano Cortina 2026: non solo atlete e atleti, ma anche persone che per il valore delle loro storie umane e professionali incarnano i principi di pace, unità e solidarietà.
Avranno questo onore il giapponese Tadatoshi Akiba, sindaco di Hiroshima dal 1999 al 2011, distintosi per l’impegno a favore del disarmo nucleare; la ginnasta brasiliana Rebeca Andrade, atleta olimpica più premiata nella storia del suo Paese; la nigeriana Maryam Bukar Hassan, UN Global Peace Advocate dal luglio 2025, artista e poetessa di fama internazionale; l’italiano Nicolò Govoni, scrittore e attivista, candidato al Premio Nobel per la Pace nel 2020 e nel 2023 per il suo impegno nella protezione dei minori rifugiati, Ceo di ‘Still I Rise’; l’italiano Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati dal 2016 al 2025; il kenyota Eliud Kipchoge, uno dei più grandi maratoneti di sempre.
E ancora la pugile camerunense Cindy Ngamba, prima atleta del Refugee Olympic Team a conquistare una medaglia; il poliedrico Pita Taufatofua, primo atleta tongano ad aver rappresentato il proprio Paese sia ai Giochi Olimpici Estivi (taekwondo a Rio 2016 e Tokyo 2020) sia ai Giochi Olimpici Invernali (sci di fondo a PyeongChang 2018), nonché Unicef Pacific Ambassador. A portare la bandiera Olimpica a Cortina saranno invece Franco Nones, nato in Val di Fiemme nel 1941, è il primo campione olimpico italiano della storia dello sci di fondo a Grenoble 1968, e Martina Valcepina, nazionale italiana di short track, tre medaglie olimpiche ottenute nelle staffette.
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