Per la Nado possibile assunzione inconsapevole o contaminazione del Letrozolo
La biatleta potrà così partecipare alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 e si aggregherà alla squadra da lunedì 16 febbraio. Coni Alto Adige, ora speriamo Passler possa fare una gara

NordEst – La Corte Nazionale d’Appello di Nado Italia (Nadab) ha accolto il ricorso di Rebecca Passler contro la sospensione provvisoria per positività al Letrozolo riscontrata nel corso di un controllo del 26 gennaio scorso, riconoscendo il “fumus boni iuris”, ovvero l’apparente fondatezza dell’assunzione involontaria o della contaminazione inconsapevole della sostanza in oggetto. Lo riferisce la federazione Sport Invernali (Fisi). La biatleta potrà così partecipare alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 e si aggregherà alla squadra da lunedì 16 febbraio. “Sono stati giorni molto difficili. Ho sempre creduto nella mia buona fede”. E’ il primo commento di Rebecca Passler.
“Ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato – prosegue la biatleta -, dagli avvocati che hanno seguito la mia situazione, alla Federazione Italiana Sport Invernali, ai miei familiari e amici. Adesso posso finalmente tornare a concentrarmi al 100% sul biathlon”. Il presidente Flavio Roda commenta: “La Federazione accoglie con piacere l’esito del ricorso che consente a Rebecca di tornare a disposizione della squadra”.
Coni Alto Adige, ora speriamo Passler possa fare una gara
“Siamo felicissimi, la riammissione della nostra biatleta Rebecca Passler è una delle notizie più belle di questi giochi olimpici e quelle ne abbiamo avute davvero molte in questi giorni”. Ha commentato così il presidente del Coni Alto Adige, Alex Tabarelli la decisione della Nado. “Ora speriamo che riesca fare almeno una gara ad Anterselva – ha aggiunto – anche se la decisione ovviamente spetta allo staff tecnico della nazionale”. Passler, prima della sua sospensione ora revocata, visti anche i recenti risultati in Coppa del mondo, poteva sperare in un posto nella staffetta e forse anche in qualche gara singola. L’altoatesina è riuscita a provare in modo credibile una contaminazione involontaria.