Maxi operazione antidroga in diverse città

Tre arresti, 4 denunce e 9 perquisizioni

NordEst – Vasta operazione della polizia in diverse province contro la criminalità diffusa. Il bilancio è di 384 arresti e 655 denunce. Sequestrati circa 1.400 chili di droga. L’operazione, finalizzata al contrasto dello spaccio di stupefacenti a volte attraverso i cannabis shop, è stata eseguita con l’impegno delle Squadre Mobili, coordinate dal Servizio Centrale Operativo. In provincia di Bolzano, nell’ambito della stessa operazione, il personale della Polizia di Stato ha tratto in arresto 3 persone, denunciate altre 4, identificato 266 persone, di cui 182 italiani e 81 stranieri e controllato 19 veicoli. Le 9 perquisizioni eseguite durante l’attività di polizia hanno consentito di sequestrare 12,5 grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina, 120 grammi di cannabinoidi, 500 grammi di eroina, la somma in denaro contanti pari a 5565 euro e sanzionare amministrativamente 6 persone.

In breve

Lavis, tentata rapina alla gioielleria Obrelli. Esploso un colpo di pistola. Quattro persone travisate hanno tentato di introdursi, intorno alle 19 di sabato 20 dicembre, all’interno della storica gioielleria Obrelli di Lavis, mentre i proprietari si apprestavano ad abbassare le serrande. Il gioielliere, intuendo l’intento dei malviventi, è riuscito a chiudersi all’interno, ma non prima che uno di questi riuscisse ad esplodere un colpo di pistola, a scopo intimidatorio, verso il soffitto. Nessuno è rimasto ferito. I rapinatori sono riusciti a fuggire. In corso le ricerche da parte dei carabinieri. Sul posto anche il reparto investigazioni scientifiche dell’Arma.

Un falso commercialista che lavorava nell’ombra mentre percepiva il reddito e la pensione di cittadinanza è stato smascherato dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Bressanone. E’ stato scoperto al termine di una verifica fiscale che ha interessato gli anni dal 2020 al 2024. L’attività ispettiva ha portato alla luce oltre 120.000 euro di compensi occultati, più di 20.000 euro di iva evasa e oltre 16.000 euro di sussidi pubblici percepiti indebitamente in appena due anni. È, inoltre, emerso che il sedicente commercialista esercitava abusivamente la propria attività di consulenza e assistenza fiscale, non risultando iscritto in alcun albo professionale.