Il governo incassa la manovra, scontro sui salari
Proteste in Aula, l’affondo di Schlein e delle opposizioni. Meloni: “E’ seria e responsabile”, scontro sui salari. L’Italia ha ricevuto dalla Commissione europea il pagamento dell’ottava rata del PNRR, pari a 12,8 miliardi di euro, a seguito della valutazione positiva del 1° dicembre scorso sul raggiungimento di 32 obiettivi

NordEst – Via libera alla legge di bilancio 2026. Ad un giorno dall’esercizio provvisorio, arriva il via libero definitivo della Camera. Dopo una volata finale tra fibrillazioni e proteste, il governo tira finalmente il fiato. “È una manovra seria e responsabile”, costruita in un “contesto complesso”, con “limitate risorse a disposizione” concentrate su alcune “priorità fondamentali: famiglie, lavoro, imprese e sanità”, mette il sigillo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ma le opposizioni smontano la “propaganda” della maggioranza e vanno all’attacco: è una manovra di “austerità”, fatta per “i ricchi”. Il disco verde della Camera – con 216 sì, 126 voti contrari e 3 astenuti – arriva all’ora di pranzo.
A Montecitorio la quarta manovra del governo Meloni, che con i suoi 973 commi vale circa 22 miliardi, è arrivata blindata, in linea con il monocameralismo di fatto che ormai caratterizza da qualche anno l’esame della legge di bilancio. Le modifiche apportate questa volta dal Senato, che l’ha licenziata all’antivigilia di Natale, portano quasi tutte il marchio del governo e del Mef, garante più che mai dell’invarianza dei saldi richiesta dalle nuove regole europee. “Ce l’abbiamo fatta: noi l’abbiamo approvata, altri Paesi in Europa no”, è soddisfatto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Che rispedisce al mittente le accuse delle opposizioni. E’ “falso” che sia una manovra per ricchi: lo sforzo “si concentra” sui dipendenti con redditi medio-bassi e ha “permesso di recuperare ampiamente il fiscal drag”, rivendica il ministro. Che ci tiene a rimarcare una misura di cui si è parlato “pochissimo”, la detassazione per i rinnovi contrattuali: significa “aumenti concreti” dei salari e degli stipendi dei lavoratori dipendenti, “una cosa – puntualizza – che ci chiedevano sia i sindacati che i datori di lavoro”.
La Manovra in sintesi
Sconti fiscali al ceto medio, con strascichi automatici anche per i redditi più alti, aiuti ai divorziati, aumento ridotto dell’età pensionabile, spinta alla previdenza complementare. Ma anche rialzo delle tasse sulle sigarette, sul gasolio (compensato dal calo della benzina), sulla rc auto. La manovra, nata da 18 miliardi e lievitata ad oltre 22, porta con sé una lunga serie di novità.
Le principali misure della legge di bilancio 2026
SCONTO IRPEF E AGEVOLAZIONI SUI CONTRATTI – Il piatto forte è il taglio dell’Irpef per i redditi fino a 50 mila euro, con la seconda aliquota che scende dal 35 al 33%. Scatta la tassazione agevolata al 5% sugli incrementi contrattuali: vale per i redditi fino a 33mila euro e per i contratti rinnovati dal 2024 al 2026. Sui premi di risultato e forme di partecipazione agli utili d’impresa, fino a 5mila euro, l’imposta sostitutiva scende all’1%. Sale da 8 a 10 euro la soglia esentasse dei buoni pasto.
PENSIONI, L’ETÀ SALE MA MENO DEL PREVISTO – Se il governo ha concentrato l’attenzione iniziale sull’Irpef, la maggioranza ha invece speso tutta se stessa nel gran finale sulle pensioni.
L’età pensionabile salirà di un mese anziché tre nel 2027, poi di tre nel 2028. Si riducono le risorse per l’anticipo pensionistico di lavoratori precoci e usuranti e viene abolita Opzione Donna, la cui proroga viene bocciata anche come ordine del giorno. Arriva l’adeguamento all’inflazione ma solo per le pensioni più basse. Per i giovani neo assunti arriva da luglio l’adesione automatica alla previdenza complementare: avranno 60 giorni per decidere diversamente.
MAXI-INCENTIVI ALLE IMPRESE – Esteso fino al 30 settembre 2028 l’iperammortamento per gli investimenti in beni strumentali. La misura è maggiorata del 180% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 100% per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro, e nella misura del 50% per gli investimenti oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro in relazione agli investimenti in beni prodotti nell’Ue. Arrivano poi risorse per il credito d’imposta Transizione 5.0 (1,3 miliardi) e Zes (532,64 milioni). Rifinanziata anche la Nuova Sabatini.
ROTTAMAZIONE VERSIONE QUINQUES – I debiti maturati dal primo gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 potranno essere estinti attraverso la nuova definizione agevolata delle cartelle, che prevede una rateizzazione su 9 anni con 54 rate bimestrali. Il tasso di interesse sulle rate sarà al 3%.
SIGARETTE, RC AUTO, PACCHI, LE NUOVE TASSE – Come mossa anti Shein e Temu, e soprattutto come nuova copertura, arriva un contributo, pari a 2 euro, a carico delle spedizioni di valore inferiore a 150 euro in arrivo dai Paesi terzi. L’aumento delle accise porterà un rincaro fino a 15 centesimi a pacchetto per le sigarette, mentre l’aliquota fiscale sulle garanzie accessorie della rc auto, come l’infortunio del conducente e l’assistenza stradale, sale al 12,5%. Raddoppia dallo 0,2% allo 0,4% la Tobin Tax, l’imposta sulle transazioni finanziarie. I Comuni potranno inoltre aumentare la tassa di soggiorno. Salgono infine le accise sul gasolio, compensate dal calo di quelle sulla benzina.
COMPROMESSO SUGLI AFFITTI BREVI – E’ stato uno dei tormentoni soprattutto nella prima fase dell’esame parlamentare. A seguito delle modifiche introdotte in Senato, viene confermata nel 2026 l’aliquota ridotta al 21% sul primo immobile locato e del 26% sul secondo immobile, rendendo obbligatoria la qualificazione come attività d’impresa dal terzo affitto e non più, come nel precedente regime, dal quinto.
BONUS CASA E PER I DIVORZIATI – Confermato nel 2026 il bonus ristrutturazioni al 50% per la prima casa, che resta invece al 36% per le altre. Prorogati anche il sismabonus, l’ecobonus e il bonus mobili, con uno sconto del 50% fino a 5mila euro. Vengono stanziate nuove risorse per il Piano casa e arriva un contributo per il sostegno abitativo ai genitori separati o divorziati.
Sale il tetto di esclusione dell’abitazione dall’Isee: sarà di 91.500 euro, 200mila nelle città metropolitane.
BONUS LIBRI E PER LE SCUOLE PRIVATE – Arriva il bonus libri per le superiori con un contributo comunale per le famiglie con Isee non superiore ai 30mila euro. Per le famiglie che scelgono la scuola paritaria viene invece introdotto un bonus fino a 1.500 euro per studente con Isee fino a 30mila euro. Le paritarie potranno anche essere esentate dall’Imu. La nuova Carta Valore Cultura per l’acquisto di materiali e prodotti culturali sarà destinata solo ai neo-diplomati.
STUDENTATI E RICERCA – La manovra garantisce il raggiungimento dell’obiettivo dei 60mila nuovi posti letto per studenti universitari fuori sede e istituisce il Fondo per la programmazione della ricerca, con una programmazione triennale: per il prossimo triennio supera complessivamente 1,5 miliardi di euro, nei quali confluiscono Fis, Fisa, First, Fisr, Fres ed è rafforzato con oltre 800 milioni di euro.
TAGLI AL FONDO CINEMA – La dotazione per il cinema passa dai 700 milioni di euro annui a 610 milioni di euro per il 2026 e a 500 milioni dal 2027. Arrivano qualche risorsa in più per l’indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo e deroghe sul numero minimo di giornate di contribuzione richieste. Stanziati 5 milioni annui per sostenere in modo strutturale i musei non statali.
L’ORO AL POPOLO ITALIANO – La misura introdotta al Senato ha scatenato un putiferio e ha richiesto un lungo carteggio con la Bce. La norma chiarisce che le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d’Italia “appartengono al popolo italiano”.