Bakken indossava una maschera ipossica, presto l’autopsia a Trento

Deceduto nel sonno per un probabile malore. Il giovane atleta era molto amico anche dell’atleta trentino Tommaso Giacomel che lo ha ricordato sui social

Sivert Bakken (Instagram)

NordEst (Adnkronos) – La Federazione norvegese di biathlon e la famiglia di Sivert Bakken, l’atleta morto nel sonno durante un ritiro pre-olimpico a passo Lavazé, in Trentino, hanno incaricato uno studio legale di curare i contatti con le autorità italiane e occuparsi del rimpatrio della salma. Lo ha comunicato Bernt Heidberg dell’Elden Advokatfirma alla tv norvegese TV2.

Lo studio, che ha sul posto la legale Oline Bredeli, non prevede nuove comunicazioni prima dell’autopsia, che dovrebbe svolgersi la prossima settimana a Trento- Secondo Heidberg, non ci sono elementi per ipotizzare comportamenti illeciti. Bakken, al momento del ritrovamento nella sua stanza d’albergo, indossava una maschera ipossica, chiamata anche maschera per l’allenamento in quota, che – riducendo la quantità di ossigeno – simula l’altitudine per scopi di allenamento. La Federazione norvegese in un comunicato stampa ha precisato di “non essere attualmente a conoscenza delle circostanze relative all’acquisizione e all’utilizzo di questa maschera”. La maschera non è considerata doping.

Il decesso in Trentino

E’ morto nel sonno, per un probabile malore, durante un ritiro pre-olimpico a passo Lavazé, in Trentino, il biatleta norvegese Sivert Bakken. Il 27enne era in val di Fiemme con la sua squadra per un periodo di preparazione in vista delle gare di Coppa del mondo di gennaio e, soprattutto, delle Olimpiadi che svolgeranno a pochi chilometri da passo Lavazé a Tesero. Il biatleta sarebbe stato trovato da alcuni compagni di squadra esanime nella sua stanza d’albergo, allarmati dal fatto che non era sceso a fare colazione all’orario concordato.

“I nostri pensieri ora vanno principalmente alla famiglia di Sivert e a tutti coloro che gli sono vicini. Stiamo collaborando con le autorità italiane sul posto”, ha affermato Emilie Nordskar, segretaria generale ad interim della federazione norvegese di biathlon. Grande il dolore anche di compagni e amici sui social.

Il dolore sui social

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In breve

Un ordinario controllo stradale dei Carabinieri si è trasformato in un’operazione antidroga, che ha portato al sequestro di oltre due chilogrammi e mezzo di stupefacenti e all’arresto di una giovane residente a Lana. I militari della Stazione di Lana hanno fermato la ventisettenne mentre viaggiava a bordo di una vecchia utilitaria, insospettiti da un odore intenso che proveniva dall’abitacolo del veicolo. La successiva perquisizione dell’auto ha confermato i sospetti dei militari, portando al rinvenimento dei primi cento grammi di marijuana nascosti in un sacchetto di nylon. A questo punto, i Carabinieri hanno deciso di estendere le operazioni all’abitazione della donna, dove hanno scoperto un vero e proprio deposito di sostanze illecite di varia natura. All’interno dell’appartamento sono stati recuperati ulteriori 1,4 chilogrammi di marijuana, un panetto di hashish, diverse dosi di cocaina e una novantina di pastiglie di ecstasy. Il ritrovamento più allarmante è stato quello di circa un chilogrammo di metanfetamina, comunemente nota come “Crystal Meth”, una sostanza estremamente pericolosa che ha portato il peso complessivo del sequestro a oltre 2,6 chilogrammi. La donna è stata tratta in arresto con l’accusa di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.

I Carabinieri di Rovereto, in una operazione congiunta con il Commissariato di Polizia, hanno arrestato in flagranza un 35enne locale ritenuto responsabile della rapina al centro “Sisal Matchpoint” di Rovereto. L’uomo è entrato nella sala slot armato di una pistola giocattolo – priva del caratteristico tappo rosso – e, sotto minaccia, si è fatto consegnare il denaro in cassa per poi dileguarsi a piedi. La rapidità della chiamata al 112 da parte di alcuni testimoni è stata decisiva: le pattuglie sono giunte sul posto in pochi istanti, intercettando il rapinatore proprio mentre tentava di far perdere le proprie tracce. Accerchiato grazie al coordinamento tra Carabinieri e agenti della Polizia di Stato, l’uomo è stato bloccato e trasferito presso la Casa Circondariale di Trento, dove resta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.