Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella a Padova, per i funerali di Stato con la premier Meloni e molte autorità
Marco Piffari, 56 anni, Davide Bernardello , 36 anni, e Valerio Daprà, 56 anni, sono morti nell’esplosione durante lo sgombero di un casolare. In chiesa tra le molte autorità, anche Mattarella, Meloni e Schlein. Funerali carabinieri uccisi, l’arrivo dei feretri in chiesa – Video. In tutte le scuole italiane si è tenuto un minuto di silenzio per commemorare i tre militari, ha fatto sapere il ministro Valditara.
NordEst (Adnkronos) – Sono stati celebrati venerdì pomeriggio a Padova, nella Basilica Santa Giustina di Prato della Valle, i funerali di Stato dei tre carabinieri morti nell’esplosione durante lo sgombero del casolare a Castel D’Azzano, in provincia di Verona: Marco Piffari, 56 anni, Davide Bernardello , 36 anni, e Valerio Daprà, 56 anni.
In un ordinato silenzio, i molti presenti, hanno atteso l’arrivo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accolto dal presidente del Veneto Luca Zaia e dal sindaco di Padova Sergio Giordani. Ed ancora in silenzio la folla ha atteso alle 18.00 esatte l’uscita dei feretri coperti dal tricolore. Gente da tutta Italia, moltissimi con i baschi dei corpi dell’esercito. Pochissimi con il cellulare in mano, molti di più quelli con un fazzoletto ad asciugare gli occhi gonfi di commozione. Qualcuno urla tra la folla “presenti”, e tutti applaudono. Presenti anche la premier Giorgia Meloni e il presidente del Senato Ignazio La Russa. Hanno partecipato anche la segretaria del Pd, Elly Schlein e una delegazione di Alleanza verdi e sinistra, composta da Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa verde, e Luana Zanella, capogruppo alla Camera.
Alla funzione erano presenti anche il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano, e il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Salvatore Luongo. Hanno concelebrato le esequie, mons. Claudio Cipolla e mons. Domenico Pompili, vescovo di Verona. Centinaia di uomini delle forze dell’ordine, mischiati a semplici cittadini, si sono radunati già dal primo pomeriggio davanti alla basilica.
I tre carabinieri sono stati promossi ‘per meriti speciali’ e con questi gradi sono stati ricordati durante i funerali. Il brigadiere capo Valerio Daprà, 56 anni di stanza a Padova, è stato promosso a maresciallo. Il suo collega, il carabiniere scelto Davide Bernardello di 36 anni, è stato promosso ad appuntato. Il luogotenente Marco Piffari, 56 anni, in servizio a Mestre ma che viveva anch’egli in provincia di Padova, è stato promosso a sottotenente. Un lungo applauso ha accolto l’arrivo dei feretri contenenti le salme dei tre carabinieri, dopo la camera ardente. Le bare, avvolte dalla bandiera tricolore, sono state accompagnate in chiesa da una staffetta dell’Arma sulle note della fanfara dei carabinieri.
Arcivescovo Saba: “Marco, Valerio e Davide sono nelle mani di Dio”
“Marco, Valerio e Davide sono nelle mani di Dio e con questa eucarestia li consegniamo all’ultima dimora terrena”. Così l’arcivescovo Gian Franco Saba, ordinario militare per l’Italia, durante l’omelia per i tre carabinieri. “Questi nostri fratelli ora sono nella casa del Padre, attesi, amati e salvati. E voi, loro familiari, nella fede attendete e amate coloro che sono al sicuro in Dio. Vogliamo pensare che in quel tragico momento si sono rese vive le parole di Gesù, di speranza, che egli era presente nel buio” ha poi aggiunto.
“Ci stringiamo a fianco di tutti coloro che sono stati dolorosamente coinvolti e feriti nel tragico evento. È duro, dolorosamente e umanamente incomprensibile il drammatico evento dove hanno perso la vita Valerio, Marco e Davide e il ferimento di tanti operatori in servizio per il bene comune”, ha detto l’arcivescovo. “Da questa casa di preghiera un saluto carico di affetto, vicinanza e affidamento sostenuto dall’intercessione materna di Maria, vergine fedele” ha poi aggiunto.
Crosetto: “Il nome dei caduti per la Patria scritto nella roccia”
“Ci sono giorni che nessuno di noi vorrebbe vivere. Ci sono parole che nessuno di noi vorrebbe dire, oggi è uno di quei giorni. L’Italia è qua e si raccoglie in un profondo dolore in onore di tre uomini, tre carabinieri, tre soldati, tre servitori dello Stato”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, durante i funerali di Marco Piffari, Valerio Daprà e Davide Bernardello, i tre carabinieri che hanno perso la vita nell’esplosione di un casolare in provincia di Verona.
Rivolgendosi poi alle famiglie dei tre caduti, Crosetto ha rimarcato come “non c’è nulla che possa riempire il vuoto” lasciato da Marco Piffari, Valerio Daprà e Davide Bernardello. “Posso farvi una promessa solenne – ha poi sottolineato il ministro -. I nostri nomi sono scritti sulla sabbia della memoria delle persone a cui siamo cari e sono destinati a scomparire nel tempo, man mano che le persone che ci vogliono bene scompariranno. Il nome dei giusti no, il nome di chi è morto per la Patria è scritto nella roccia della memoria della Repubblica e viene onorato, ricordato e state tranquilli: le forze armate sono il custode di quella memoria”.
“Il loro sacrificio non sia reso vano”
“Il loro sacrificio non sia reso vano, faccio appello a tutti perché episodi così non possano più accadere e le nostre vite siano più libere, più serene, e più sicure”. Lo ha detto prendendo la parola al termine delle esequie dei tre Carabinieri uccisi, il fratello di uno dei tre, Andrea Pifferi, Marco.