A Primiero, in Trentino, l’ultimo saluto a Mattia Debertolis, scomparso a 29 anni, per un malore in Cina

L’intero Trentino e il mondo dello sport hanno reso omaggio a un giovane che, con passione e dedizione, ha incarnato i valori più autentici dello sport e della vita. Insieme alla famiglia, alla fidanzata Jessica e agli amici di sempre, erano presenti tra gli altri il Ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi, il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, il presidente della Federazione Italiana Sport Orientamento Sergio Giomi, con le autorità locali e provinciali, e i suoi compagni della nazionale italiana e di allenamento dalla Svezia

Mattia Debertolis, scomparso a soli 29 anni durante una gara internazionale in Cina

Primiero (Trento) – Oltre ad Andrea Abodi, Ministro per lo Sport e i Giovani e Luciano Buonfiglio, Presidente CONI, in Val Canali c’erano Maurizio Fugatti, Presidente della Provincia autonoma di Trento, Paola Mora, Presidente CONI Trento, il Presidente Nazionale FISO, Alfio Giomi con gli amministratori locali. Particolarmente toccanti le parole di don Giuseppe Da Pra, parroco di Primiero, che ha ricordato la voglia di vivere di Mattia, la sua bussola, mentre il diacono Alessandro Chiopris ha letto un messaggio di vicinanza del Vescovo Lauro Tisi. “Mattia ci accoglie a casa, tra le bellezze della nostra terra, al cospetto delle Pale di San Martino. Un abbraccio di tutto cuore ai familiari, agli amici di Mattia e a tutte le istituzioni”, ha detto don Giuseppe aprendo la cerimonia, dopo il canto del Coro Sass Maor di Primiero.

“Mattia lascia in eredità tanta ricchezza nel cuore di molti – ha ricordato invece nel suo messaggio il Vescovo Lauro – a noi il compito di conservare gelosamente questo tesoro di umanità. Grazie Mattia per aver orientato la tua esistenza su ciò che conta davvero, mostrando anche ai tuoi cari i sentieri del buono e del bello che profumano di eternità già in questa vita”. “Qui dove l’unico rumore è quello del fiume e del vento, sento che pur non avendolo conosciuto è come se avessi camminato insieme a lui – ha detto il ministro Abodi – la sua scelta è stata lo sport, seguire le regole e farlo anche nella vita. Il compito delle istituzioni è fare in modo che lo sport rappresenti opportunità per tutti”.

La vicinanza del presidente Fugatti

“In questi giorni, trovandomi in queste valli, ho potuto comprendere quanto la comunità fosse legata a Mattia – ha detto il presidente della Provicina, Fugatti nel suo intervento- qui, in questa valle, lui ha mosso i primi passi nello sport che amava e qui ha vinto titoli importanti. Oggi si vede tutto l’affetto della comunità del Primiero, che si stringe attorno alla sua famiglia e a Mattia. Il Primiero è una vera culla dell’orienteering a livello nazionale: ha dato molti atleti alle squadre azzurre e Mattia era uno dei migliori, come dimostra la sua storia. Questa terra, che ama lo sport e la natura, era amata profondamente anche da lui. Il nonno era una guida alpina e Mattia, fin da bambino, aveva iniziato a coltivare la sua passione grazie a un insegnante di geografia che gli fece scoprire le cartine -ha continuato Fugatti – da allora nacque in lui l’amore per questo sport, che lo ha portato a distinguersi anche a livello internazionale. Infine, voglio ringraziare le istituzioni, le ambasciate e i consolati per l’impegno e la vicinanza dimostrata alla famiglia e al nostro territorio in questi giorni. È stato un segno concreto di solidarietà e di attenzione che tutti abbiamo profondamente apprezzato”.

L’abbraccio della comunità, in un clima di silenzio e raccoglimento, ha voluto accompagnare Mattia nel suo ritorno a casa, in quella Val Canali che lo aveva visto crescere e distinguersi anche nello sport, fino a conquistare un titolo mondiale studentesco proprio tra queste montagne. Prima dell’inizio della funzione una lunga fila di persone ha voluto rendere omaggio a Mattia benedicendo con l’acqua santa la sua bara. “Mattia ha avuto una bussola del tutto speciale: un orientamento che lo ha fatto apprezzare da tutti -ha detto Don Giuseppe Da Pra durante l’omelia – ed era una bussola del cielo, il suo cuore. Grazie alla sua famiglia, ai suoi maestri, agli amici dell’US Primiero. La sua è stata una bussola del cuore unica, fatta di passione, sorriso, serietà e umiltà: qualità che lo hanno portato ai campionati italiani, in nazionale e fino alle coppe del mondo. Ha collezionato tante vittorie, una delle quali proprio qui, in Val Canali. Il suo stile e la sua tenacia lo hanno accompagnato anche negli anni di studio del dottorato a Stoccolma, dove ha saputo creare amicizie attorno a sé. Amicizie e amore: quell’amore che ha incontrato negli occhi di Jessica, con la quale ha condiviso questi anni con tanta passione”.

“Non posso immaginare fino in fondo i sentimenti che provate voi, familiari e amici – ha detto ai presenti durante il suo intervento il ministro allo sport e ai giovani Andrea Abodi – ma quello che noi istituzioni abbiamo il dovere di fare è interpretare al meglio il nostro ruolo, con rispetto per Mattia, per i suoi principi, per i suoi valori. Il nostro compito è fare in modo che lo sport continui a rappresentare una grande opportunità per tutti, in ogni luogo. Qui, nella natura incontaminata e generosa, alcune cose sembrano più semplici, più naturali. È più facile immaginare che la vita possa proseguire partendo proprio da questo luogo, che oggi è un luogo di dolore e di dispiacere, ma che domani tornerà ad essere un luogo di vita – ha concluso il ministro – perché Mattia è e resterà qui, in mezzo a questi boschi”.

L’abbraccio del mondo dello sport

Al termine della cerimonia, le società sportive presenti hanno deposto una maglia di squadra, su un’apposita pedana, come gesto simbolico e collettivo di omaggio. Sulla bara di Mattia è stata posta esclusivamente la bandiera italiana. Moltissimi i fiori, tanti i giovani presenti e grande impegno per i volontari dei vigili del fuoco, soccorso alpino, croce rossa oltre alle forze dell’ordine.

L’arrivo del ministro per lo sport, Abodi in Val Canali

L’area di “Camp” è stata scelta dalla famiglia perché significativa per Mattia, che proprio lì aveva vinto i campionati studenteschi nel 2011.

Il saluto degli amici sui social

Mattia era nato per l’Orienteering. Un talento naturale, capace di correre a velocità altissime nel bosco e di interpretare con lucidità le indicazioni della mappa. Atleta di livello internazionale, era diventato una delle colonne portanti sia del PWT Italia che della Nazionale, sempre umile e mai una parola fuori posto. Felice di gareggiare, considerava la fatica non come un limite, ma come una compagna di viaggio.

Disponibile con tutti, non esitava a dare un consiglio ai compagni più giovani, o a compiere piccoli gesti quotidiani come sparecchiare la tavola durante i raduni. Ma una volta in gara diventava un leone: determinato, concentrato, in grado di mantenere un livello di attenzione e di gestione del tempo fuori dal comune. Accanto all’attività sportiva, infatti, portava avanti la carriera di ricercatore all’Università di Stoccolma, con lo stesso rigore e la stessa passione. Voleva crescere, raggiungere la top 10 mondiale con costanza. Per questo era stato costruito un team attorno a lui, con il preparatore atletico e grande amico Samuele Tait e con Svetlana Mironova per la preparazione tecnica. Con loro aveva tracciato un percorso chiaro: conquistare una medaglia mondiale entro due anni. Una vita pianificata con determinazione, senza scorciatoie.

La sua tenacia era esemplare: lo scorso inverno, costretto a correre con limitazioni per un infortunio, non si era arreso e si era allenato in bici, affrontando anche il gelo svedese pur di non fermarsi. Dal 2023 era entrato a far parte del PWT, ma il rapporto con il team era già solido da tempo. «Era molto fiero e orgoglioso della nuova maglia» ci ha confidato la mamma. Nel 2024 aveva raggiunto i migliori risultati della carriera Elite: il 10° posto in Coppa del Mondo a Genova, due volte ai quarti di finale in gare di Sprint internazionale e i titoli italiani Middle e Long Distance. Quest’anno tutto era stato programmato per arrivare al picco di forma in occasione delle finali di Coppa del Mondo in Svizzera a fine settembre, avendo iniziato la preparazione in ritardo a causa del problema al piede. Nessuno avrebbe mai pensato di dover organizzare, invece, questo suo ultimo viaggio. Ora sarà lui a guidarci da lassù, con lo stesso sorriso e la stessa forza che ci ha sempre trasmesso.

Il ricordo di Mattia

Durante la cerimonia ha preso la parola il Ministro Andrea Abodi: «Porto la vicinanza del Governo che rappresento e di tutto il mondo dello sport alla famiglia di Mattia, al Presidente CONI Buonfiglio e al Presidente FISO Giomi, che rappresenta l’Orienteering. In questi momenti prevale un senso di inadeguatezza: una vita che si spezza è un dolore immenso. In questa Val Canali, dove si sente solo il rumore del fiume, del vento e il peso dei nostri cuori, sento che Mattia continua a camminare accanto a noi. Dobbiamo rispettare i suoi principi e i suoi valori: lo sport come dono per tutti. La mamma di Mattia, Erica, ci ha detto che dobbiamo andare avanti: è vero, dobbiamo proseguire nel rispetto della vita e dello sport. Nei giorni scorsi abbiamo sperato, pregato e pianto, anche chi non lo conosceva. Questo è il senso più profondo dello sport. Da questi luoghi di natura ripartiamo, ricordando la potenza della vita. Ciao Mattia».

Il Presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, ha aggiunto: «Ho pensato a lungo alle parole da dire, ma non ce ne sono. Mi rivolgo direttamente a te: ciao Mattia. La tua presenza qui, testimoniata da così tante persone, dimostra quanto tu abbia lasciato in ognuno di noi. Il mondo dello sport ti è vicino. Sei stato un orgoglio per tutti noi e il tuo ricordo continuerà a vivere nei nostri progetti e nel nostro impegno, magari attraverso un evento o un impianto sportivo».

Il Presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha sottolineato: «In questi giorni, in Primiero, ho potuto vedere con i miei occhi l’affetto della comunità per Mattia. Questa terra, culla dell’orienteering, ha dato tanti atleti alle Nazionali. Mattia, nipote di una guida alpina, fin da piccolo amava le cartine: questa passione lo ha portato a risultati di rilievo internazionale. Ringrazio tutte le istituzioni che, in questo percorso doloroso, hanno dimostrato grande vicinanza alla famiglia e al territorio».

Molto commossi gli interventi degli amici. Riccardo Scalet, parlando in dialetto, ha ricordato: «Ci siamo conosciuti a scuola, quando scambiavamo figurine. Poi l’orienteering ci ha uniti in tante avventure. Non è facile raccontarle tutte. Sei stato un grande avversario e un grande amico. Ogni volta che parlerò di una persona buona e dal sorriso aperto, parlerò di te».

Sebastian Inderst ha aggiunto: «Ci siamo conosciuti più tardi rispetto ad altri, ma ci siamo trovati subito. Porterò nel cuore la tua grinta, la concentrazione e la forza. Ciao, “trattore”». La cugina Elena ha espresso con dolore:
«Le persone migliori vengono chiamate prima. Amavi le montagne, e questa volta hai scelto la cima più alta. Noi terremo vivo il tuo ricordo».

Dalla Svezia, la squadra del Lidingö, con Veronica Kalinina, ha voluto ricordarlo: «Abbiamo corso tanto insieme. Era un atleta forte e una fonte di ispirazione. Sempre presente, anche con il freddo o durante l’infortunio al piede, non smetteva di allenarsi. Quando l’anno scorso mi feci male, fu lui a portarmi in spalla fino al pronto soccorso. Questa sera, a Lidingö, lo ricorderemo con una cerimonia».

La cronaca dei giorni scorsi