Livelli essenziali di assistenza: Alto Adige inadempiente, Trento quarta

Nel 2023 (ultimo anno disponibile) 8 Regioni risultano non adempienti

Trento/Bolzano – In Alto Adige, nel 2023 (ultimo anno disponibile) a fronte di un punteggio medio nazionale di 226 punti, il totale degli adempimenti ai Livelli essenziali di assistenza (Lea) è di 202. In Trentino, invece, il punteggio complessivo è di di 278. Lo dice l’analisi della Fondazione Gimbe sul disegno di Legge per la definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni relative alla sanità. La provincia autonoma di Bolzano (14/a in classifica, mentre Trento è 4/a) viene quindi considerata inadempiente secondo il Nuovo sistema di garanzia (Nsg) e ha registrato 58 punti per l’area della prevenzione, ovvero 40 punti in meno rispetto al Trentino (98 punti) e al Veneto che sono in prima posizione. L’Alto Adige ha inoltre 82 punti per l’area distrettuale (il Trentino ne ha 83), 14 punti in meno rispetto al Veneto che è in prima posizione, e 62 punti per l’area ospedaliera, cioè 35 punti in meno rispetto al Trentino (97 punti).

Nel 2023 (ultimo anno disponibile) 8 Regioni risultano non adempienti ai Lea non raggiungendo la soglia minima di 60 punti su 100 in almeno una delle tre macro-aree: prevenzione, distrettuale e ospedaliera. Inoltre, sommando i punteggi ottenuti nelle tre macro-aree, a fronte di un punteggio medio di 226 punti su 300, esistono divari molto marcati: Veneto e Toscana superano i 280 punti, mentre altre Regioni non raggiungono i 200 punti, in particolare nel Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Sicilia) e in Valle d’Aosta.

Infine, in ciascuna macro-area, il divario tra le Regioni con le migliori performance e quelle in maggiore difficoltà supera i 40 punti, arrivando in alcune aree a scarti ancora maggiori, con criticità soprattutto sull’assistenza territoriale e sulla prevenzione, concentrate soprattutto al Sud. “Tenendo conto che il NSG fornisce solo un quadro generale sull’adempimento dei Lea ma non misura l’effettiva qualità dell’assistenza erogata né tantomeno l’effettiva esigibilità del diritto costituzionale alla tutela della salute, l’entità delle diseguaglianze regionali e territoriali è largamente sottostimata”, evidenzia il presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta.