Poste Italiane a Canal San Bovo: raccolta firme per sollecitare la riapertura della sede chiusa da mesi per lavori

I disservizi causati dalla prolungata chiusura dell’ufficio postale di Canal San Bovo arrivano anche in Parlamento con una interrogazione della Lega Nord Trentino al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso per chiedere chiarimenti e un intervento urgente

I vari avvisi con le scadenze dei lavori esposte nell’ufficio di Canal San Bovo

Canal San Bovo (Trento) – “Spettabile Redazione, scrivo per segnalare l’insostenibile situazione che la comunità di Canal San Bovo sta vivendo a causa della prolungata chiusura dell’ufficio postale locale. Quello che doveva essere un temporaneo disagio si è trasformato in un calvario burocratico e logistico che dura ormai da mesi. L’ufficio era stato inizialmente chiuso lo scorso 20 ottobre 2025, con fine lavori previsti per il 7 novembre. Da quella data, i cittadini hanno assistito a un balletto di rinvii sistematici che offende la pazienza degli utenti e assume sempre più le fattezze di una Salerno-Reggio Calabria: prima la proroga di fine lavori al 17 novembre, poi al 3 dicembre, poi al 18 dicembre, fino alla penultima rassicurazione (puntualmente disattesa) che indicava il 5 gennaio 2026 e ulteriormente prorogata al 19 gennaio.

Ad oggi, l’ufficio risulta ancora chiuso e, cosa ancor più grave, regna la totale incertezza sulla data effettiva di riapertura, vista l’attendibilità riscontrata finora con le molteplici proroghe. Oltre al danno per i residenti, il disservizio ha colpito duramente anche i numerosi turisti che hanno scelto la nostra valle per le festività natalizie: trovarsi davanti a una porta chiusa (con un bancomat appena installato ma non ancora operativo) nel pieno della stagione turistica rappresenta un pessimo biglietto da visita per il territorio e un disagio concreto per chi necessitava di servizi essenziali durante il soggiorno.

Per un comune montano come il nostro, l’ufficio postale non è un semplice sportello, ma un servizio vitale. L’assenza prolungata del presidio costringe i cittadini – molti dei quali anziani e privi di mezzi di trasporto propri – a spostarsi verso altri uffici della valle o fuori valle, con enormi disagi legati alla distanza e ai tempi necessari per raggiungere altri sportelli operativi. Sorge spontaneo il sospetto che, dietro i presunti ritardi tecnici, non vi sia solo l’incapacità gestionale dei dirigenti, ma la precisa volontà di dirottare il personale su altri uffici limitrofi, evitando strategicamente nuove assunzioni a discapito dei piccoli centri.

È inaccettabile che nel 2026, in un territorio che già lotta contro lo spopolamento, una società come Poste Italiane non sia in grado di garantire il rispetto dei tempi o di fornire una comunicazione trasparente. Chiediamo che Poste Italiane faccia chiarezza immediata e che le istituzioni intervengano con fermezza per tutelare i diritti di una comunità che non può essere lasciata isolata per calcoli di bilancio”.

Leandro Pasqualetto con oltre 70 firme di sostegno – Canal San Bovo (Trento)