Bruno Morassutti (1920-2008) è il protagonista di un nuovo docufilm

In anteprima per il Trentino, sarà proiettato il 2 gennaio 2026 alle 17.30 alla Sala Congressi di San Martino di Castrozza un docufim che racconta la vita e le opere dell’architetto Bruno Morassutti, conosciuto a Primiero anche per aver progettato “Villa Morassutti” e il complesso residenziale “Le Fontanelle” a San Martino di Castrozza

[ Bruno Morassutti e la locandina del docufilm – © architetti.san.beniculturali.it // AirPixel Production ]

di GianAngelo Pistoia

NordEst – Sarà proiettato alla Sala Congressi di San Martino di Castrozza venerdì 2 gennaio 2026 alle ore 17.30 un interessante docufilm dal titolo “Bruno Morassutti – Tema e Variazioni” del regista Davide Maffei. Il documentario della durata di 79 minuti è stato prodotto da AirPixel che si è avvalsa, fra l’altro, della collaborazione dell’Università IUAV di Venezia e dell’Associazione Bruno Morassutti Project di Belluno. Il film ricostruisce il lascito umano e professionale dell’architetto Bruno Morassutti attraverso le testimonianze di amici e collaboratori e grazie ai preziosi materiali di studio e alle riprese nei suoi suggestivi edifici. La narrazione si snoda attraverso diverse location, da Milano a Madrid fino a San Martino di Castrozza – suo “buen retiro” per le vacanze e luogo del cuore – seguendo il filo che tiene insieme una carriera durata 60 anni e progetti variegati, dalle piccole abitazioni unifamiliari alle grandi infrastrutture, tutti accomunati dalla lucida visione di chiarezza strutturale e libertà estetica.


Valentina Morassutti racconta
Valentina Morassutti, figlia dell’architetto Bruno, e presidente dell’Associazione Bruno Morassutti Project, spiega in che modo l’associazione è stata coinvolta dal regista Davide Maffei in questo progetto filmico; racconta pure i suoi rapporti con il padre e perché l’illustre genitore era stato ammaliato dalle Dolomiti e da San Martino di Castrozza. Chiosa Valentina Morassutti: «Sono figlia dell’architetto Bruno Morassutti e presidente dell’Associazione Culturale Bruno Morassutti Project. Insieme ai miei fratelli, Sebastiano e Antonella, e ad altri soci e amici, dal 2018 promuoviamo e valorizziamo l’opera di nostro padre e dell’architettura in generale.Siamo stati contattati, tre anni fa, da Davide Maffei e da Alberto Barbieri che stavano concludendo un loro lavoro, il docufilm su Angelo Mangiarotti, iconico architetto del dopoguerra italiano: Mangiarotti e Morassutti per sei anni lavorano insieme a Milano, a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Davide ci propone un nuovo docufilm su nostro padre, una storia che prenderà forma man mano che il film cresce e si struttura. Il docufilm “Bruno Morassutti – Tema e Variazioni” risulta così un racconto, non solo sull’architettura e il lavoro e la vita professionale di Morassutti, ma anche una storia personale e familiare; Bruno Morassutti ricordato dalle parole dei tanti colleghi e amici che hanno lavorato con lui e dai ricordi di famiglia, raccontati proprio nella casa più iconica e amata da papà, Villa Morassutti a San Martino di Castrozza.

[ Valentina Morassutti nel soggiorno della Villa Morassutti a San Martino di Castrozza – © AirPIxel Production ]

Il fortissimo legame di Bruno Morassutti con il territorio di San Martino di Castrozza e Primiero, dove torna e lavora in molti differenti progetti, dalle unità abitative private al condominio “Le Fontanelle”, fino ai progetti urbanistici e di paesaggio, ci fa capire quanto amasse queste montagne. Riconosciuto come uno dei capo scuola italiani e europei dell’architetture di montagna, proprio nel territorio del Comune di Primiero San Martino di Castrozza, ha lasciato tracce indelebili del suo illuminato lavoro. Ricordo con qualche parola la figura di Bruno Morassutti; per una figlia è difficile scindere affetti e ricordi dalla sua professione e dalla sua carriera. Papà era un uomo abbastanza fuori dal comune, di grande generosità e di grande apertura mentale. Allievo di Frank Lloyd Wright, aveva da lui assorbito oltre che la lezione architettonica, anche uno spirito di condivisione del sapere, fatto proprio nel suo studio a Milano, che apre ai giovani architetti, che a periodi si susseguono e si fermano a lavorare realmente con lui, collaborando ai progetti in un clima famigliare, formativo e costruttivo. Si fa amare per la sua disponibilità, capace di collaborare anche con le maestranze nei cantieri, apprezza il lavoro artigianale, da cui è attratto e ne riconosce il valore, riesce a instaurare rapporti umani che esulano da quelli lavorativi.

[ Valentina Morassutti, figlia di Bruno Morassutti – © Luigi Gugliemi / L’Amico del Popolo ]

Così anche in famiglia papà è un uomo aperto all’ascolto, pieno di entusiasmo e affettuoso, sempre pronto a mettersi in gioco, a offrire differenti spunti e visuali; educa all’accoglienza e al rispetto, con una modernità che ritengo ancora fuori dal tempo. Nel 2019 la nostra associazione Bruno Morassutti Project ha iniziato una collaborazione con con enti e associazioni di Primiero, organizzando un importante mostra e un convegno alla Casa della Montagna a San Martino di Castrozza sulla figura di Bruno Morassutti, con il coinvolgimento dell’Ordine degli Architetti di Trento e del Politecnico di Milano. Questo nuovo appuntamento, con la proiezione del nuovo docufilm “Bruno Morassutti – Tema e Variazioni” del regista Davide Maffei, a San Martino di Castrozza durante il periodo natalizio 2025/26, e una futura proiezione in primavera anche a Primiero, vuole consolidare un legame, un’occasione speciale per la valorizzazione della figura di Bruno Morassutti, che può essere risorsa, da spendere ora come in futuro, per accrescere quell’offerta di turismo culturale, strettamente legata al territorio, sempre più apprezzata e cercata da molti». Forse incuriositi da questo “storytelling” di Valentina Morassutti alcuni lettori desidereranno avere ulteriori informazioni biografiche su Bruno Morassutti e sulle principali opere progettate dall’architetto negli anni Cinquanta e Sessanta per San Martino di Castrozza in Trentino.

Chi era Bruno Morassutti
Nato nel 1920 a Padova, dopo gli studi classici si iscrisse alla facoltà di Architettura dell’Istituto Universitario di Venezia (IUAV), dove si laureò nel 1946. Il numero di laureati in quell’anno fu inferiore a dieci, e diversi di loro sarebbero poi divenuti famosi: ad esempio Marcello D’Olivo, Edoardo Gellner e Angelo Masieri. Con un numero così esiguo di studenti, grazie anche alla grande apertura mentale e disponibilità di Giuseppe Samonà – eletto Direttore proprio in quegli anni – l’affiatamento degli allievi con docenti e assistenti era ottimo. Nonostante questa preparazione eccellente, il giovane architetto Bruno Morassutti si sentiva impreparato per affrontare la professione. Scrisse quindi a uno dei maestri del movimento moderno: Frank Lloyd Wright, che aveva aperto uno studio-scuola a Taliesin, nel Wisconsin. Lì, alla guida del grande maestro, gli allievi disegnavano e lavoravano, vivendo in una sorta di comunità. Nella primavera del 1949 Bruno Morassutti si trasferì negli Stati Uniti lavorando e studiando a Taliesin Est (Wisconsin) nel periodo estivo, e a Taliesin West (Arizona) in quello invernale. Ebbe così l’occasione, disse in seguito, di «apprendere e sperimentare quanto era mancato alla mia formazione universitaria». Oltre alla vita comunitaria e alla vicinanza quotidiana con Frank Lloyd Wright, alcuni mesi prima di lasciare gli Stati Uniti ebbe modo di compiere un viaggio di istruzione da est a ovest dell’America per visitare le opere di Ludwig Mies van der Rohe a Chicago, Richard Neutra in California e anche dello stesso Wright raccogliendo una nutrita documentazione fotografica che utilizzerà per lezioni e conferenze.

[ Morassutti e Wright: allievo e maestro – © architetti.san.beniculturali.it // F. L. Wright Foundation ]

Al rientro in Italia, nel 1951, dopo un periodo dedicato all’illustrazione e divulgazione dell’opera di Frank Lloyd Wright, realizzò alcune ville e case familiari. Dal 1955 al 1962 si associò con l’architetto Angelo Mangiarotti; insieme svolsero un’ampia attività nei settori dell’urbanistica, dell’edilizia residenziale-industriale e nel design per la produzione. Tra i lavori di questo periodo, oltre a numerosi oggetti d’arredamento e d’uso corrente sono emblematici un magazzino per materiali metallici a Padova, la “Chiesa di Vetro” di Baranzate (Mi) e dei condomini a San Siro e in via Quadronno a Milano. Negli anni successivi, operando da solo e in associazione con gli architetti Gussoni-Memoli-Benevento, ebbe occasione di lavorare su temi innovativi, di sviluppare ingegnosi sistemi prefabbricati e di realizzare alcune opere che ebbero notevoli riconoscimenti sia in Italia che all’estero: ad esempio il condominio residenziale “Le Fontanelle” a San Martino di Castrozza, il Centro Didattico IBM di Novedrate nelle vicinanze di Como, il quartiere di edilizia economico-popolare di Castelnuovo di Conza, paese fortemente colpito dal terremoto d’Irpinia del 1980, e altri ancora. Continuò a lavorare con l’entusiasmo e la creatività di sempre fino alla morte, che lo colse improvvisamente nel settembre 2008.

Villa Morassutti a San Martino di Castrozza
Per parlare del “buen retiro” per le vacanze e luogo del cuore dell’architetto veneto, mi avvalgo di esaustive informazioni estrapolate dal sito web www.villamorassutti.com: «L’architetto Bruno Morassutti, innamorato di San Martino di Castrozza, nel 1956 riuscì a trovare un luogo incantevole per edificare la sua villa: in pieno centro, a pochi passi dalla chiesa e dalla piazza principale, e tuttavia immersa nel verde dei boschi e dei prati che circondano il paese.

[ Esterno di villa Morassutti a San Martino di Castrozza (Tn) – © Manrico Dell’Agnola ]

Nel progettare questa residenza per la propria famiglia, quindi libero dai vincoli di un committente, l’architetto Morassutti poté mettere pienamente in pratica l’esperienza acquisita durante un importante periodo di formazione post-universitaria presso lo studio-scuola di Frank Lloyd Wright a Taliesin (USA). Realizzò questa casa quasi in omaggio al maestro, adottando caratteristiche morfologiche modulari e tecnologiche ricavate dal modello delle “Usonian Houses”.

[ Frank Lloyd Wright nel suo studio “Taliesin Spring Green” in Wisconsin (USA) – © AP Photo ]

La casa reinterpreta sia le abitazioni della tradizione montana del luogo (per materiali e finiture in particolare), ma nell’impostazione planimetrica reinterpreta anche la tradizionale casa “alla veneta” con grande spazio centrale passante con funzione di soggiorno e disimpegno, rappresentato dall’ampio e articolato “living” polifunzionale, cuore dell’abitazione sia da un punto di vista funzionale, sia estetico e simbolico. L’impostazione della casa, ma anche alcuni dettagli, evidenziano comunque il riferimento sia ad alcune realizzazioni di Frank Lloyd Wright ma anche a certi interni di matrice giapponese. La casa, inoltre, nella sua organizzazione planimetrico-distributiva, supera il tradizionale concetto di alloggio moderno, di matrice europea, basato soprattutto sulla giustapposizione fra “zona giorno” e “zona notte” e guarda a modelli più avanzati nella relazione fra i diversi spazi, fattore che la rende innovativa per l’epoca ma anche particolarmente contemporanea. Costruita su un basamento in muratura di pietre locali, la villa ha la restante parte superiore costituita essenzialmente da pannelli modulari prefabbricati che si alternano a grandi vetrate. Il tetto è supportato da una serie di colonne in legno, ben visibili sia lungo il perimetro esterno che all’interno; esse sono staccate dal basamento in pietra mediante un perno metallico, ma sono anche staccate dalle pareti perimetrali che possono così “correre liberamente” dietro a loro dando un piacevole senso di ritmo e leggerezza.

[ Interno di villa Morassutti a San Martino di Castrozza (Tn) – © Manrico Dell’Agnola ]

Lo schema rigorosamente quadrato della pianta è attraversato dalla grande sala di soggiorno, che si sviluppa a diversi livelli delimitati da bassi muretti in pietra che altro non sono se non i prolungamenti dei muri esterni di base. Attorno a questa ampia sala centrale sono disposte le camere da letto, la cucina e la sala da pranzo. La villa ha undici posti letto, un soggiorno molto grande con un caratteristico caminetto con focolare posto al centro, tre bagni, una terrazza dalla quale è possibile ammirare lo splendido panorama delle Pale di San Martino. La casa è dotata di ampio garage con due comodi posti auto. Tra il 2022 e il 2024 l’edificio è stato oggetto di importanti lavori di restauro conservativo. Villa Morassutti è completamente circondata da un’area verde di proprietà, parte a giardino e parte a boschetto. Un’opera che caratterizza San Martino di Castrozza e che è stata recensita dalle più prestigiose riviste di architettura (“Domus”, “Casabella”, “Architectural Digest”, …) per la sua bellezza e originalità nell’organizzazione degli spazi interni. Villa Morassutti è dunque, un ambiente accogliente e raffinato, al cospetto delle Pale di San Martino, dove assaporare in compagnia il piacere del bello creato dall’uomo e dalla natura».

Condominio “Le Fontanelle” a San Martino di Castrozza
Il complesso residenziale “Le Fontanelle” è uno degli esempi, dell’intensa attività di Bruno Morassutti nella valle del Primiero. L’architetto redige, tra la seconda metà degli anni Cinquanta e gli anni Settanta, diversi progetti per edifici pubblici e privati molti dei quali realizzati, come “Villa Morassutti” e il condominio “Le Fontanelle” a San Martino di Castrozza. Altri sono rimasti solo sulla carta. Così nell’“Atlante Architettura Contemporanea” realizzato dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero Italiano della Cultura, l’esperto Luciano Antonino Scuderi descrive il complesso residenziale progettato da Bruno Morassutti per la “perla delle Dolomiti”: «L’edificio “Le Fontanelle” è composto da diverse cellule abitative autonome aggregate tra loro assecondando l’andamento del suolo. La struttura portante è costituita da setti in calcestruzzo armato dallo spessore di quindici centimetri, mentre le partizioni interne verticali e orizzontali sono realizzate in legno. Le singole unità, pur seguendo un rigido rigore geometrico che ne segna passo e dimensioni, sono disposte in modo libero: i volumi appaiono, infatti, sfalsati sia sull’asse verticale sia in profondità. Gli accessi alle singole unità sono autonomi e distribuiti da una scala in calcestruzzo armato. Il blocco scala è dotato di un parapetto pieno che, insieme alla tettoia separata che ne segue l’andamento, costituisce il segno grafico prevalente del prospetto nord.

[ Condominio “Le Fontanelle” (lato nord) a San Martino di Castrozza (Tn) – © 2020 MIBACT ]

Sul fronte nord le cellule abitative presentano una parete lignea quasi totalmente chiusa, fatta eccezione per le porte d’ingresso e per due finestre a nastro in corrispondenza della parte più alta degli ambienti. Gli assi di legno con cui sono costruite le pareti compongono un motivo a linee verticale, riproposto sul corpo scala in calcestruzzo armato, grazie alla disposizione delle casserature utilizzate durante il getto.

[ Condominio “Le Fontanelle” (lato sud) a San Martino di Castrozza (Tn) – © 2020 MIBACT ]

Il prospetto sud si presenta molto più aperto rispetto al nord, caratterizzato da ampie finestrature che consentono di sfruttare al massimo l’illuminazione naturale. La composizione è regolata da elementi orizzontali e verticali che si sovrappongono a diverse profondità, conferendo dinamismo alla rigida composizione geometrica dettata dagli elementi prefabbricati. Per ogni cellula abitativa emergono in primo piano due assi orizzontali costituenti il parapetto dietro al quale si trova il prospetto, diviso in due dal solaio ligneo. La prima elevazione di ogni modulo ospita la zona giorno, caratterizzata da una parete vetrata con due diverse profondità. La seconda elevazione ospita la zona notte con camere distribuite su entrambi i fronti. La struttura interna degli alloggi è realizzata interamente in legno e tra le pareti e la struttura in cemento armato è frapposto uno strato di coibente per evitare le dispersioni termiche. Le abitazioni sono suddivise in due livelli da un solaio ligneo con travi estradossate. Al livello inferiore si trovano la zona giorno e la cucina, al livello superiore tre camere da letto e il servizio igienico. I due livelli sono collegati da una scala a chiocciola che funge anche da elemento divisorio tra i diversi ambienti. La porta di accesso al terrazzo trova posto all’interno dello scarto di profondità tra i due moduli che compongono la parete vetrata del soggiorno».