Il sindaco Ianeselli: “Un onore accogliere la Fiamma, lo sport porta speranza e ride in faccia alle discriminazioni

”Emozione per l’accensione del braciere in piazza Duomo. Il presidente della Provincia ha accolto i tedofori assieme al sindaco. Per Trento è un onore grandissimo accogliere la Fiamma olimpica, simbolo potente di unione, di pace, lealtà. Il viaggio in tempo reale della fiaccola può essere seguito in tempo reale sul sito ufficiale di Milano Cortina 2026

Trento – L’accensione del braciere affidata a Ruggero Tita assieme agli altri atleti simbolo dello sport trentino come Nadia Battocletti, Matteo Anesi, Francesca Dallapè, Orietta Bertò è il momento più intenso della grande festa che ha animato Trento per l’arrivo della fiamma olimpica. I tedofori partiti per il tratto cittadino dalle Gallerie di Piedicastello sono stati accolti in una piazza Duomo gremita dal presidente della Provincia autonoma di Trento e dal sindaco di Trento, presenti con le altre autorità, tra cui il commissario del governo Isabella Fusiello e il questore Nicola Zupo, i comandanti provinciali di carabinieri e guardia di finanza, oltre a Paola Mora e Tito Giovannini. Come ha ricordato il presidente, la fiaccola olimpica è un simbolo di pace, dialogo e condivisione, capace di unire persone e territori. Accoglierla rappresenta dunque un’emozione speciale, per la quale il presidente ha ringraziato tutti i tedofori, dai campioni dello sport ai volontari che si sono candidati a partecipare alla staffetta, estendendo poi il ringraziamento a coloro che in tutto il Trentino stanno collaborando per la preparazione del Grande evento alle porte.

L’arrivo della fiamma a Trento, ha aggiunto il presidente, segna un momento importante del suo viaggio nelle comunità alpine, che oggi ha coinvolto anche Mezzocorona e con un’apparizione speciale a Baselga di Piné, suggellando il legame con le Olimpiadi giovanili del 2028. Venerdì invece si prosegue nelle valli di Non e Sole, sottolineando ancora una volta il coinvolgimento della comunità trentina nel legame tra valori olimpici, sport e crescita del territorio. La staffetta nel capoluogo ha visto 34 tedofori percorrere le vie cittadine: i campioni insieme a volontari e cittadini che si erano candidati oltre un anno fa hanno percorso un tratto di 200 metri ciascuno. Momento conclusivo della tappa numero 53, iniziata a Merano e coperta da 134 tedofori in totale, che sarà seguita dalla numero 54 (a -6 dall’arrivo a Milano e a -7 dall’inaugurazione del 6 febbraio). Venerdì partenza da Cles per proseguire verso Malé, Croviana, Dimaro Folgarida, il passo del Tonale e quindi in Lombardia verso ponte di Legno, Aprica, Livigno.

Fiaccola, simbolo di pace

“Per Trento è un onore grandissimo accogliere la Fiamma olimpica, simbolo potente di unione, di pace, lealtà. Io ricordo sempre quello che ha detto Nelson Mandela a proposito dello sport, capace di ispirare, di ridere in faccia a ogni discriminazione, di creare speranza”. Così, dal palco allestito per l’occasione, il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, si è rivolto alle persone in attesa dell’arrivo in piazza Duomo della staffetta dei tedofori e dell’accensione del braciere. “Noi come città siamo così felici di questa occasione di festa che abbiamo deciso di accompagnare l’arrivo della Fiamma olimpica con uno spettacolo – ha continuato il primo cittadino – E visto che non ospitiamo gare, in queste giornate olimpiche piazza Battisti si animerà, diventerà una piazza della cultura, della montagna, dello sport, con presentazioni di libri, con il cinema, ovviamente con la possibilità di guardare le competizioni sul grande schermo”.

Infine il sindaco ha ringraziato le persone che hanno lavorato per le Olimpiadi: “Grazie ai tantissimi volontari che sono in campo, qui vedo ad esempio tanti vigili del fuoco volontari. Un grazie alle forze dell’ordine che stanno già svolgendo un compito fondamentale con grandissima professionalità. Tra queste c’è anche la nostra polizia locale che in parte verrà distaccata proprio sui luoghi delle Olimpiadi. E grazie anche al meteo per le nevicate degli ultimi giorni che hanno reso tutto più bello. Come si dice in questi casi, che vinca il migliore! Però, da sindaco di Trento, permettetemi di rivolgere un augurio speciale ai 18 atleti trentini e ai 7 che risiedono nella nostra provincia”.

Fra i tedofori della 53/a tappa della fiamma olimpica di Milano Cortina 2026 che è approdata a Trento c’erano anche padre e figlio. “Un onore correre con la torcia e una fortuna essere stati selezionati”, spiega il genitore, Alberto Miotto, ex arbitro di serie C di calcio, che ha corso in via Veneto, poco lontano da dove ha abitato per anni. Alessio, il figlio 16enne, cestista, è stato il secondo a portare la fiaccola.

La tappa della Fiaccola a Trento città

È partito dalle Gallerie il Viaggio della Fiamma Olimpica nella città di Trento durante la 53esima tappa. I tedofori hanno così attraversato in anteprima la mostra Competition. Poco prima, la visita istituzionale di Domenico De Maio e Fanny Maud Monange – rispettivamente direttore Education & Culture ecoordinatrice del programma Education & Culturedi Fondazione Milano Cortina 2026 –  e dell’Assessore all’istruzione, cultura, per i giovani e per le pari opportunità della Provincia autonoma di Trento.

Una grande mostra sulle emozioni di atleti e atlete

Verrà inaugurata venerdì 30 gennaio alle 18 alle Gallerie la mostra Competition, terza tappa del progetto espositivo triennale Anelli di Congiunzione. Una grande mostra sulle emozioni di atleti e atlete e sulla storia dello sport Olimpico e paralimpico per capire cosa si prova durante i momenti della competizione. Sono questi i contenuti di Competition, il percorso espositivo a cura della Fondazione Museo storico del Trentino e della Provincia autonoma di Trento con la prestigiosa partnership culturale del Museo Olimpico situato a Losanna in Svizzera e in collaborazione con la Fondazione Milano Cortina 2026 nell’ambito dell’Olimpiade Culturale, il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che animerà l’Italia per promuovere i valori Olimpici attraverso la cultura, il patrimonio e lo sport, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l’Italia ospiterà rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026. . La mostra è anche parte del progetto culturale di sistema Combinazioni_caratteri sportivi, ideato e promosso dall’Assessorato alla Cultura della Provincia autonoma di Trento. Intrecciando la dimensione umana della competizione con l’evoluzione storica dello sport Olimpico, Competition è un viaggio appassionante nell’Olimpismo di ieri e di oggi.

La mostra affronta la competizione sportiva e la sua storia come un’occasione di riflessione sulle emozioni, sul corpo e sul significato stesso della gara, invitando chi la visita a immedesimarsi negli atleti e riconoscere nella loro emotività qualcosa di profondamente umano e universale. Le emozioni dello sport diventano la chiave per comprendere l’esperienza interiore di chi gareggia (il peso delle aspettative, il rapporto con la vittoria e la sconfitta, la costruzione dell’identità atletica, il confronto con il limite) ma anche per capire meglio il punto di vista di chi osserva la gara dalle tribune e in televisione (la tensione, il coinvolgimento, l’ammirazione, le delusioni, gli entusiasmi).

Felicità, tristezza, rabbia, paura, sorpresa, disgusto: come si declinano le 6 emozioni di base nelle esperienze passate e presenti delle discipline Olimpiche e Paralimpiche? Presenze costanti nello sport, le emozioni uniscono atleti e pubblico nelle Olimpiadi e nelle Paralimpiadi di ieri e di oggi, dentro e fuori dal campo da gioco. Per questo la mostra si apre con un viaggio alla scoperta della nascita delle emozioni di base attraverso gli studi ottocenteschi di Charles Darwin sulle “espressioni facciali nell’uomo e negli animali” e attraverso le scoperte scientifiche dello psicologo americano Paul Ekman nella seconda metà del ’900. Atleti e atlete che sanno gestire meglio le proprie emozioni fanno oggi la differenza. Ai più alti livelli delle competizioni, le diversità fisiche e tecniche sono minime. Per questo, dove le medaglie si giocano sul filo dei millesimi, l’aspetto emotivo riveste sempre più importanza nello sport professionistico.

“Speed and Emotion”, “Before the competition”, “During the competition” e “After the competition”: sono queste le principali aree della mostra, ciascuna delle quali si presenta come una grande installazione immersiva audiovisiva. “Prima della gara, ogni atleta riproduce nella sua testa la danza, il copione, la sequenza dei movimenti che sta per eseguire con il suo corpo. Durante la gara, c’è solo tempo per eseguire il piano e mettere in atto il copione. Dopo la gara, fuori dalla pressione della competizione, arriva lo sfogo, l’estasi, il dolore, i ricordi degli errori commessi, la consapevolezza di aver superato l’ignoto, il persistente riverbero di un turbinio sensoriale” sottolinea Jeffrey Schnapp direttore del MetaLab di Harvard che ha curato l’installazione “Speed and Emotion”. Tutte le immagini presenti in queste installazioni provengono dai ricchi archivi del Museo Olimpico.

Accompagnano queste sezioni due postazioni interattive: “Face recognition” e “Words of Olympians”. In “Face recognition” il visitatore viene chiamato a un’interazione immediata e personale. Non appena si posiziona di fronte alla postazione, il sistema si attiva e lo invita a riprodurre le espressioni dell’atleta nello sport. Il cuore dell’esperienza risiede nella risposta del sistema: una volta riconosciuta l’emozione, l’installazione presenta al visitatore una galleria di immagini degli Olimpionici colti nel medesimo stato emotivo, creando un potente e istantaneo legame di empatia. L’installazione “Words of Olympians” – cuore emotivo della mostra – consente invece al visitatore di rivolgere la sua intervista all’Olimpionico. Di fronte a un monitor interattivo orizzontale con 12 domande, facendo la propria scelta si ha accesso alle risposte che una selezione di atleti medagliati ha fornito a quella domanda. Le voci e le facce dei medagliati appaiono quindi su una serie di monitor verticali che circondano la postazione. Il titolo di questa sezione prende il nome da un’iniziativa del Museo Olimpico dedicata alla storia orale. “Words of Olympians” è nato a Losanna nel 2009 con lo scopo di fissare i racconti personali di coloro che hanno vissuto in prima persona i Giochi. Volto alla valorizzazione del patrimonio culturale Olimpico, il progetto ha raccolto ad oggi oltre 900 interviste di atleti e atlete di 5 continenti e 123 nazioni.

Grazie alla collaborazione tra la Fondazione Museo storico del Trentino e il Museo Olimpico, è possibile ascoltare alle Gallerie una selezione di 24 voci in una grande installazione immersiva e audiovisiva. Tra di esse, anche quelle di Lindsey Vonn, Kjetil-André Aamodt, Carl Lewis, Michael Phelps, Arianna Fontana, Armin Zoeggeler, Dario Cologna, Janica Kostelic, Federica Pellegrini. Ecco due esempi:

Lindsey Vonn. “Il mio ricordo Olimpico più bello? Sicuramente il giorno in cui ho vinto l’oro a Vancouver, nella discesa libera. È stata una giornata incredibile, piena di emozioni. La mia famiglia era lì… ed è stato davvero quel momento che ha cambiato il corso della mia carriera. Le Olimpiadi hanno questo potere speciale: fanno sognare i bambini, mostrano loro che è possibile avere successo, che un giorno anche loro potrebbero arrivare fin lì”
Carl Lewis. “Quali emozioni ho provato sul podio? Beh, ne ho avute davvero tante… Ma ovviamente la prima medaglia d’oro Olimpica e l’ultima sono state le più grandi. Ogni Olimpiade ha la sua storia: andare alla prima e vincere, poi la seconda e affrontare quella sfida dei cento metri, cercando di ripetersi… Quando mi sono ritirato non avevo rimpianti, potevo guardare indietro con orgoglio e serenità”.

Al termine della mostra, infine, l’installazione sui “Teatri di gara” chiude il percorso espositivo con una descrizione degli impianti che ospiteranno le competizioni in Trentino durante i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026. Competition è la terza mostra del percorso espositivo triennale “Anelli di Congiunzione”. La prima, inaugurata nel 2024, è stata Records, una mostra sulle misurazioni nello sport. La seconda, nel 2025, è stata Performance, un allestimento dedicato al rapporto tra tecnologia e sport.

“Competition completa una trilogia sviluppata con la Fondazione Museo storico del Trentino, dopo Records e Performance. Insieme, queste mostre presentano lo sport come esperienza umana e culturale, esprimendo i valori Olimpici di Eccellenza, Rispetto e Amicizia. Attraverso il nostro progetto di storia orale Words of Olympians e il materiale d’archivio selezionato, Competition esplora la competizione oltre i risultati, salvaguardando l’eredità Olimpica in vista dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026″, afferma Angelita Teo, Direttrice del Museo Olimpico.

I numeri dell’esposizione

280 metri sviluppo in lunghezza della Galleria Nera
2.820 metri quadrati di spazio espositivo
2 postazioni interattive
1 caleidoscopio immersivo
Oltre 25 exhibit espositivi
40 monitor
30 grandi proiezioni
12 postazioni VR
1 palestra digitale interattiva
400 video e immagini dagli archivi del Museo Olimpico (CIO)

In breve

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