Incontro a Palazzo Geremia tra padre Zanotelli e il sindaco Ianeselli

Il sindaco Franco Ianeselli ha incontrato mercoledì a palazzo Geremia padre Alex Zanotelli, già direttore di Nigrizia e poi missionario a Korogocho, baraccopoli alla periferia di Nairobi, da sempre ispiratore e fondatore di svariati movimenti per la pace

Trento – Il sindaco di Trento, Franco Ianeselli ha incontrato a palazzo Geremia padre Alex Zanotelli, già direttore di Nigrizia e poi missionario a Korogocho, baraccopoli alla periferia di Nairobi, da sempre ispiratore e fondatore di svariati movimenti per la pace e la giustizia sociale. Da anni residente a Napoli, nel rione Sanità, Zanotelli è in questi giorni nel suo Trentino, dove ha la famiglia e molti amici.

Durante l’incontro di questa mattina il sindaco e padre Alex hanno parlato della situazione internazionale più che mai drammatica, della figura di Raffaele Nogaro, vescovo emerito di Caserta scomparso proprio martedì, di Trento Capitale del volontariato e delle parole che Papa Leone ha rivolto ai sindaci dei capoluoghi italiani in occasione della recente udienza in Vaticano organizzata dall’Anci: “Citando il prete partigiano don Primo Mazzolari – ha raccontato Ianeselli – il Papa ci ha detto che non basta costruire strade e fognature. Governare una città significa creare i presupposti perché le persone possano affratellarsi”. Padre Alex ha sottolineato l’importanza dell’impegno dei Comuni per la pace, che in Trentino ha un simbolo potente come quello della Campana dei caduti di Rovereto.

In breve

E’ aperto da mercoledì 7 gennaio in zona Clarina a Trento, nella sala polivalente della circoscrizione, un dormitorio per senza dimora richiedenti protezione internazionale, arrivati dopo aver percorso la rotta balcanica. Allestito d’urgenza dal servizio gestione strade e fabbricati con arredi e coperte forniti dalla Protezione civile e dal comitato di Trento della Croce Rossa, il dormitorio può ospitare fino a 24 persone. L’accesso avverrà come per le altre strutture tramite lo sportello unico per l’accoglienza delle persone senza dimora.  L’apertura è stata decisa dall’amministrazione comunale assieme al servizio della Provincia viste le previsioni per i prossimi giorni.

Si era ripreso con il cellulare mentre sottoponeva il figlio di pochi mesi a violenza sessuale, pubblicando poi il video su TikTok. Nei primi due gradi di giudizio, il tribunale di Bolzano lo aveva condannato a 10 anni, ma la difesa ha fatto ricorso in Cassazione secondo la quale è tutto da rifare. Una sentenza della suprema corte, infatti, ha stabilito che l’organo competente, per i casi di violenza sessuale aggravata dal fatto che la vittima abbia meno di dieci anni, sia la Corte d’assise, anziché il tribunale in composizione collegiale. Il nuovo processo si aprirà a Bolzano il 30 gennaio.