Inchiesta ‘Romeo’, il gip Borrelli dispone l’imputazione coatta

Il provvedimento riguarda gli indagati principali

NordEst – Il giudice per le indagini preliminari Enrico Borrelli ha disposto l’imputazione coatta – si andrà quindi in tribunale – per i principali indagati nell’inchiesta “Romeo”, su affari e politica in Trentino Alto Adige. Lo scorso dicembre la procura aveva richiesto l’archiviazione per le accuse più pesanti ridimensionando molto l’indagine sui presunti intrecci tra affari, politica e pubblica amministrazione, che nel 2024 – con otto arresti e 77 indagati – provocò un terremoto nel mondo politico e economico in Trentino Alto Adige.

Il gip, lo stesso che aveva firmato le ordinanze di custodia cautelare, ha deciso per l’imputazione coatta conservando sostanzialemente tutte le accuse, togliendo soltanto imputazioni che gli avvocati difensori – che parlano di un processo “senza prove” – definiscono “marginali”.

In breve

Trento, la polizia postale ha arrestato un ultrasessantenne di Martignano, sobborgo di Trento, accusato di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico. Gli agenti hanno tracciato l’indirizzo ip dell’uomo partendo dagli Usa sino ad arrivare in Trentino.  Sequestrato il suo computer ed altri dispositivi. Durante la perquisizione dell’appartamento sono stati rinvenuti anche tre fucili non regolarmente registrati e quindi è scattata la denuncia anche per detenzione abusiva di armi.