Entro il 2026 sarà operativo il nuovo Centro per i rimpatri
Il Cpr sorgerà a maso Visintainer, in un’area fra la tangenziale e l’autostrada. Capienza 25 posti, per un costo di circa 1,5 milioni, pronto nel 2026. In Trentino Alto Adige anche l’ex ministro Andrea Orlando (Pd) che ha fatto tappa nel distretto della Vallagarina durante il suo viaggio nei territori dell’industria manifatturiera italiana e poi a Bolzano

Trento – “Con la firma di quest’accordo partiranno tutti gli iter burocratici, amministrativi, tecnici e progettuali per arrivare all’istituzione del Cpr. La previsione che abbiamo noi è che possa iniziare nel corso del 2026“. Lo ha detto il presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti alla firma dell’accordo con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che ufficializza la realizzazione del Cpr a Trento.
Costerà 1,5 milioni
Il costo per la costruzione della struttura, a carico della Provincia, è stimato in “un milione e mezzo, due” e l’area su cui realizzarla “è da acquisire”, mentre “il personale, la gestione e la futura manutenzione sarà a carico dello Stato”. L’area a maso Visintainer è un’area prevista sul comune di Trento. Perché il Comune di Trento? Perché si tratta di un luogo di pubblica sicurezza, e quindi deve essere vicino alle arterie stradali principali, alla Questura, alle forze di polizia e a tutte le strutture idonee per gestire una struttura di questo tipo. Abbiamo individuato un’area del tutto particolare, che è quella di Maso Visintainer. “Un’area – ha aggiunto Fugatti – incastrata tra l’autostrada del Brennero e la tangenziale di Trento, in un angolo. Quell’immobile verrà abbattuto, e verranno previste le strutture necessarie per il Cpr. La gestione farà a capo al ministero dell’Interno. Sarà un Cpr di 25 posti e l’accordo prevede che il Centro riservi due terzi dei posti disponibili per i migranti destinatari di un provvedimento di espulsione rintracciati sul territorio trentino”, ha sottolineato Fugatti.
Il protocollo siglato a Trento
“Si tratta di un accordo importante non solo per il contesto territoriale della provincia di Trento, ma anche perché riteniamo di fare di questa iniziativa un modello da portare anche in altre realtà. Questo Cpr si andrà ad aggiungere alla rete che stiamo cercando di rafforzare sul territorio nazionale, in linea anche con un obiettivo europeo sui rimpatri, e risponderà per almeno due terzi alle esigenze locali. Da inizio 2025 in Trentino vi sono state 61 espulsioni e ogni accompagnamento in un Cpr fuori regione richiede tre uomini delle forze dell’ordine per almeno tre giorni. L’istituzione di un centro locale permetterà quindi di rafforzare significativamente la sicurezza sul territorio”, ha affermato il ministro Piantedosi.
“Con la firma di questo accordo si concretizza un percorso che è partito oltre un anno fa e che ha richiesto una serie di incontri tecnici tra Ministero e Provincia. Da adesso parte l’iter amministrativo e progettuale per arrivare alla realizzazione del Cpr da 25 posti, di cui due terzi destinati a migranti destinatari di provvedimenti di espulsione rintracciati sul territorio trentino. La nostra previsione è che possa iniziare l’attività nel corso del 2026. La nostra è una scelta di responsabilità: anche l’istituzione di una sezione distaccata della commissione per la protezione internazionale, non solo rappresenta un riconoscimento della specificità del nostro territorio, ma va verso l’intento di favorire l’accoglienza dei migranti legali e di contrastare con rigore l’immigrazione illegale”, ha spiegato il presidente Fugatti.
Costruzione e gestione del Centro
Il protocollo, approvato con delibera dalla Giunta provinciale nella seduta di venerdì, stabilisce gli impegni delle rispettive istituzioni in vista della realizzazione della struttura, che verrà collocata in località Maso Visintainer, a sud della città di Trento, lungo la strada statale 12, su un’area di 2.700 metri quadrati. La zona è stata ritenuta facilmente raggiungibile, ma sufficientemente esterna alle zone residenziali. Il centro verrà realizzato con risorse provinciali, senza spese a carico dello Stato, mentre gli oneri per la gestione e la manutenzione saranno interamente in capo al Ministero. Il costo complessivo stimato è di 1,5 milioni di euro.
La sottoscrizione del documento segue il parere positivo del Dipartimento di pubblica sicurezza sulla documentazione tecnica per la realizzazione del Cpr in località Maso Visintainer a Trento inviata la scorsa estate dal Commissario del governo per la provincia di Trento al Ministero dell’Interno. In particolare, il progetto prevede l’acquisizione e demolizione dell’edificio esistente e la realizzazione di un centro con doppia recinzione. All’interno si prevede la costruzione di moduli prefabbricati, con spazi funzionali per i migranti e per le forze dell’ordine.
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Orlando a Rovereto: “Serve piano industriale anche per il Trentino”

L’ex ministro ha fatto tappa nel distretto della Vallagarina durante il suo viaggio nei territori dell’industria manifatturiera italiana. Il distretto industriale della Vallagarina, motore trainante del Pil trentino, soffre come molti altri distretti italiani. Il Pd sta lavorando a un libro verde; critiche all’attuale governo ma anche proposte costruttive in favore di un tessuto produttivo di cui l’Italia non può fare a meno, ha detto Orlando. A fare gli onori di casa, la sindaca di Rovereto, Giulia Robol, e la parlamentare trentina Sara Ferrari. Tappa pomeridiana a Bolzano, con il PD dell’Alto Adige, per un incontro importante con le rappresentanze sindacali aziendali delle acciaierie Valbruna, una realtà produttiva strategica.
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