A Tonadico avrà sede la Casa della comunità di Primiero: taglio del nastro con Fugatti e Tonina
La struttura rafforza la collaborazione tra medici di medicina generale, specialisti, professioni sanitarie, servizi sociali, terzo settore e volontariato, introducendo strumenti concreti come il Punto unico di accesso, l’infermiere di famiglia e comunità e l’utilizzo crescente della telemedicina, che facilita il contatto e la continuità assistenziale senza sostituire la relazione diretta con il cittadino

Primiero (Trento) – Taglio del nastro per una struttura che esiste da tempo, alla presenza delle autorità locali e provinciali, ma che oggi si rinnova. La Casa della Comunità di Primiero serve i cittadini dei Comuni di Canal San Bovo, Imer, Mezzano, Primiero San Martino di Castrozza e Sagron Mis, per un totale di circa 9.500 abitanti. A questi si aggiungono le presenze turistiche, con una media giornaliera di quasi 3.000 persone tra turismo invernale nelle aree montane e turismo estivo prevalentemente nel fondovalle, caratterizzato anche da soggiorni prolungati e dalla presenza di numerose seconde case.
Molte sono ancora le criticità da risolvere a livello locale. Oltre alla carenza di medici (parzialmente rientrata), nella Comunità di Primiero pesano ancora – tra gli altri – i problemi legati alla consultazione delle cartelle cliniche nel vicino ospedale di Feltre, mai risolti dalla politica locale, così come la storica problematica del 112 non operativo da mobile in caso di emergenza.
La Casa della Comunità di Primiero rappresenta un caso particolare nel panorama provinciale: è infatti una struttura già consolidata da tempo, che ha richiesto solo interventi limitati, non finanziati dal PNRR, perché già coerente con i modelli organizzativi previsti dalla normativa nazionale sull’assistenza territoriale. Un presidio ancora più strategico considerando la distanza dai principali ospedali di riferimento — circa un’ora dall’ospedale di Borgo Valsugana e circa 40 minuti dall’ospedale di Feltre — che rende fondamentale disporre sul territorio di servizi sanitari e sociosanitari integrati.
Il Punto Unico di Accesso rappresenta la porta di ingresso ai servizi sanitari e sociali: accoglienza, orientamento, supporto amministrativo e valutazione dei bisogni permettono una presa in carico coordinata dei cittadini. Nella struttura operano i Medici di medicina generale organizzati in Aggregazione funzionale territoriale, un Pediatra di libera scelta e il servizio di continuità assistenziale (ex guardia medica) per le ore serali, notturne e festive. Sono in sviluppo ulteriori progetti per ampliare l’accessibilità e le modalità di assistenza.
La struttura ospita anche diverse attività specialistiche ambulatoriali mediche e chirurgiche — tra cui cardiologia, pneumologia, neurologia, diabetologia, ortopedia, oculistica, ginecologia e odontoiatria. Sono inoltre attivi percorsi di teleconsulto tra medici di famiglia e specialisti. Dieci infermieri operano tra ambulatori, punto prelievi e assistenza domiciliare. Centrale sarà la figura dell’infermiere di famiglia e di comunità, orientata alla presa in carico dei pazienti cronici e alla promozione della salute. La struttura dispone di strumenti diagnostici come ECG ed ecografo e del punto prelievi attivo dal lunedì al venerdì. Sono allo studio ulteriori sistemi diagnostici rapidi per rafforzare la capacità di risposta territoriale. Attivo l’ambulatorio vaccinale per tutte le età, la consulenza per viaggiatori internazionali e programmi di screening oncologici e pediatrici. Sono inoltre sviluppate attività di educazione sanitaria e prevenzione negli ambienti di vita e di lavoro. All’interno della struttura trovano spazio anche: il Consultorio familiare e il percorso nascita; il Centro di salute mentale, psicologia clinica e neuropsichiatria infantile; i servizi per le dipendenze, alcologia e antifumo; servizi riabilitativi territoriali; una postazione operativa di Trentino Emergenza 118 attiva 24 ore su 24.

La Casa della comunità opera in stretta sinergia con la Comunità di Primiero per favorire l’integrazione tra sanitario e sociale, in particolare attraverso Spazio Argento, punto di riferimento per anziani e caregiver. Importante anche la collaborazione con le APSP del territorio: APSP San Giuseppe e APSP Valle del Vanoi. Tra gli obiettivi futuri c’è il rafforzamento della partecipazione della comunità locale attraverso tavoli di confronto tra professionisti sanitari, servizi sociali, enti locali, terzo settore e associazioni di cittadini, per sviluppare risposte sempre più aderenti ai bisogni reali della popolazione.
Il nuovo progetto di comunità
«Questi incontri sul territorio – ha dichiarato il presidente della Provincia Maurizio Fugatti ringraziando i sindaci e il presidente della Comunità del Primiero e della Valle di Fiemme – testimoniano la volontà della Giunta di mantenere alta l’attenzione sulle esigenze delle realtà più lontane dal centro del Trentino. In queste inaugurazioni colgo l’occasione per tracciare quelle che saranno le tappe della sanità trentina del futuro: l’Asuit rappresenta una sfida avviata già dalla precedente amministrazione, così come il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, dove a giugno si laureeranno i primi studenti; dai circa 60 iscritti iniziali siamo già passati a 80, metà dei quali trentini». Il presidente ha poi ricordato il percorso che porterà alla costruzione del nuovo ospedale del Trentino che consentirà di arrivare a una struttura integrata, una vera e propria «cittadella universitaria della salute capace di attrarre chi desidera studiare e lavorare nella sanità. Sappiamo che vi sono alcune criticità – ha concluso il presidente Fugatti – ma il lavoro su questo è costante. Sono convinto che il cittadino che entra nelle strutture sanitarie trentine esce con la consapevolezza di aver ricevuto cure efficienti, competenti e attente anche alla dimensione umana. L’impegno della Provincia resta costante per garantire servizi anche a questi territori, nella convinzione che l’unità di intenti tra amministratori locali e istituzioni provinciali sia decisiva per affrontare le sfide future».
L’assesore Mario Tonina ha ricordato invece: «Questo è un momento importante per me e per il presidente Fugatti: siamo convinti come Giunta che la Casa della Comunità, con i servizi rivolti al Primiero e anche ai turisti che animano questi posti bellissimi, sia fondamentale. In un territorio lontano dai centri principali, i servizi che una Casa della comunità può garantire sono strategici. Questo vuole essere uno spazio integrato dove la salute non è solo cura della malattia, ma anche accoglienza, prevenzione e vicinanza ai bisogni socio-sanitari dei cittadini. Oggi inauguriamo una struttura, ma poi dobbiamo continuare a costruire insieme: all’interno ci sono già servizi e professionisti, e la differenza la fanno sempre le persone che lavorano dentro queste mura». L’assessore ha sottolineato l’importanza del lavoro di squadra».
Soddisfazione è stata espressa anche dalla consigliera provinciale Antonella Brunet: «l’inaugurazione della Casa della Comunità di Primiero rappresenta un passaggio importante per un territorio con un’identità particolare, distante dagli ospedali principali e quindi bisognoso di servizi sanitari rafforzati. In questo senso è significativa anche la collaborazione attiva con l’Ospedale di Feltre». Il presidente della Comunità di Primiero, Bortolo Rattin: «La sanità è un ambito particolarmente sentito dalla comunità e l’inaugurazione della Casa della comunità di Primiero rappresenta prima di tutto un impegno verso le persone. Oggi inauguriamo una struttura, ma ciò che conta davvero sono i servizi e la capacità di rispondere concretamente ai bisogni dei cittadini, spiegando con chiarezza il percorso, le soluzioni e l’organizzazione messe in campo».
«L’inaugurazione della Casa della Comunità di Primiero – ha evidenziato il direttore generale di Asuit Antonio Ferro – è il risultato di un percorso avviato già nel 2021, che anticipava la riorganizzazione della sanità territoriale prevista dal DM77, con l’obiettivo di portare i servizi sempre più vicino ai cittadini e di fare della “casa” il miglior luogo di cura possibile. Un percorso che si intreccia necessariamente con la riorganizzazione della medicina di famiglia: non più professionisti “isolati”, ma che lavorano in rete grazie alle Aggregazioni funzionali territoriali, per garantire continuità assistenziale. In questa struttura medici di famiglia, specialisti e servizi sociali possono collaborare in modo integrato, rispondendo ai bisogni di salute di una popolazione che in Trentino vive più a lungo, ma presenta bisogni sanitari crescenti, dove prevenzione e appropriatezza delle prestazioni diventano centrali. La sfida principale ora è organizzativa: costruire un “modello trentino” che concentri i servizi senza perdere la capillarità territoriale, mantenendo forti i presidi periferici e rafforzando l’assistenza domiciliare. Si tratta di un lavoro che continuerà nel tempo, con servizi costruiti sulle esigenze di ogni territorio in cui sorge la Casa della Comunità».
Ad illustrare le attività e i servizi e a tracciare il cammino che darà piena operatività al percorso partecipativo di costruzione della Casa di Comunità è stata come sempre la direttrice sanitaria di Asuit Denise Signorelli: «L’inaugurazione della Casa della comunità di Primiero, la prima del Distretto est, rappresenta un passaggio importante nel “modello trentino” di riorganizzazione della sanità territoriale, fondato su due parole chiave: territorio e rete. L’obiettivo è sviluppare una sanità sempre più di prossimità, non più centrata esclusivamente sull’ospedale ma integrata con i servizi territoriali, capace di intercettare e accompagnare i bisogni delle persone lungo tutto il percorso di cura. Questa struttura rafforza la collaborazione tra medici di medicina generale, specialisti, professioni sanitarie, servizi sociali, terzo settore e volontariato, introducendo strumenti concreti come il Punto unico di accesso, l’infermiere di famiglia e comunità e l’utilizzo crescente della telemedicina, che facilita il contatto e la continuità assistenziale senza sostituire la relazione diretta con il cittadino. Oggi siamo all’inizio di un percorso che continuerà nel tempo: dopo la fase di avvio seguirà quella di sviluppo, con l’ascolto dei bisogni della comunità e la costruzione di progetti mirati. L’obiettivo è promuovere non solo la cura ma sempre più la prevenzione e la qualità della vita, lavorando insieme per una sanità davvero vicina alle persone e al territorio».
«Questa inaugurazione – ha sottolineato il direttore del Distretto est Enrico Nava – è il risultato del lavoro di molte persone, operatori sanitari, tecnici e personale amministrativo, che hanno contribuito a rendere possibile un progetto importante per il territorio. La Casa della comunità, come previsto dal DM 77, deve essere un punto chiaramente riconoscibile dai cittadini, capace di offrire servizi vicini e integrati, in stretto collegamento anche con la componente sociale, un percorso già rafforzato negli anni attraverso esperienze come Spazio Argento e altre progettualità sviluppate sul territorio. La struttura, già conosciuta dalla popolazione e oggetto di interventi mirati ma contenuti, assume oggi un ruolo ancora più strategico, soprattutto in un ambito particolare come quello di Primiero, distante dai principali ospedali trentini e che necessita quindi di un’offerta specialistica qualificata: qui sono presenti circa quindici specialità, un dato non comune in molte altre Case della Comunità. Un ringraziamento va anche alla collaborazione con i territori vicini, come la Valle di Fiemme, e alle istituzioni locali che hanno sostenuto questo percorso, contribuendo a costruire servizi sempre più vicini ai bisogni delle persone».