E' stato fermato nella tarda mattinata di giovedì il marocchino ricercato per la tragedia di Castagnole di Paese. Ad incastrare Fahd Bouichou, sarebbe stata una telefonata partita da una cabina telefonica della stazione di Trieste., diretta alla sorella in Marocco. Era a piedi e da solo, Fahd Bouichou, il marocchino di 27 anni fermato dalla Polizia slovena a Cosina, per l'omicidio della compagna Elisabetta Leder e della loro figlioletta Arianna, sgozzate martedi' a Castagnole di Paese (Treviso).

Bouichou e' stato individuato dai poliziotti sloveni sulla base delle immagini e delle descrizioni che erano state trasmesse dalle Questure di Treviso e di Trieste. Secondo le ipotesi degli investigatori, l'uomo potrebbe aver passato il confine a piedi, dopo essere arrivato nella zona con un passaggio di un automobilista o con un mezzo di trasporto pubblico. Si e' poi incamminato verso Cosina, un piccolo comune di circa quattromila abitanti a ridosso del confine, sull'altopiano carsico, a poche decine di chilometri da Trieste.

Telefono intercettato – Il giovane marocchino, ha chiamato la sorella, ma il suo telefono era controllato  dalla polizia, così come quello di altri parenti. Sono scattate immediatamente le ricerche nella zona di Trieste, fino al fermo appena oltre il confine. Secondo quanto confermato dalla Questura di Treviso e in base alle prove raccolte fino a questo momento, l'uomo sarebbe l'autore del duplice omicidio.

Auto abbandonata a Venezia – La skoda della vittima, era stata abbandonata a Venezia. Gli investigatori trevigiani avevano già individuato l'automobile con cui il marocchino era fuggito. E' stata ritrovata a Jesolo (Venezia). Il marocchino – secondo le notizie della Questura -, aveva con sé due cellulari, uno dei quali appartenente alla vittima, che però aveva spento subito dopo essere fuggito dal Trevigiano, per evitare di essere localizzato. Disperati i familiari della donna uccisa a Castagnole di Paese. Il piccolo centro ha deciso di proclamare il lutto cittadino nel giorno dei funerali.

Il principale sospettato – Fahd Bouichou, cittadino marocchino di 27 anni, era ricercato fin da subito per l'omicidio della ex compagna Elisabetta Leder, 36 anni e della figlioletta, Arianna di due anni.

Fin dalle prime ore è stato il principale sospettato e la sua posizione si è aggravata in seguito alla sua scomparsa. Pochi minuti dopo il ritrovamento dei due cadaveri sgozzati, il telefonino dell'uomo sarebbe stato individuato a Casier. Nella tarda mattinata di mercoledì il cellulare era localizzato nella zona di Musile, poche ore dopo da Trieste.

Il movente – La tragedia potrebbe essere legata a questioni inerenti la custodia della bimba o persino il battesimo di quest'ultima, scoperto dall'uomo solo poco tempo fa. Sarebbe stato motivo del litigio che si è trasformato poi in tragedia.

Le reazioni politiche –"Una Società civile, ricca di storia, tradizione, cultura, come quella veneta non può accettare né tollerare, l'atteggiamento di chi viene in Italia solo per delinquere, ammazzare e commettere reati", ne è convinto l'assessore regionale alle Politiche dei Flussi Migratori della Regione Veneto, Oscar de Bona, subito dopo aver appreso la notizia del fermo in Slovenia di Fahd Bouichou.

"Mi complimento con le forze dell'Ordine che hanno saputo nell'arco di pochissime ore, chiudere questa orribile faccenda – ha sottolineato l'esponente regionale – un particolare ringraziamento va al Procuratore Capo di Treviso, Antonio Fojadelli e al Questore di Treviso, Carmine Damiano per la celerità nel condurre le indagini".

Mi rammarico del fatto che episodi di follia e crudeltà come questo o come l'omicidio dei coniugi Pellicciardi a Gorgo al Monticano in provincia di Treviso di un anno e mezzo fa, rischino di rovinare il lavoro e l'immagine di quegli stranieri regolari che in Veneto vengono per lavorare rispettando la Legge.

Ricordo che solo nella nostra Regione da anni ci sono più di cinquanta associazioni di immigrati che quotidianamente operano sul territorio proprio per cercare di migliorare i rapporti di integrazione nel rispetto dei valori e delle tradizioni venete. Ideali genuini, che hanno da sempre rappresentato il Veneto nel mondo, come una regione di brave persone".