Giorno della Memoria: a Pieve va in scena “Il Volo di Angelo” con Marco Ballestracci

Un toccante racconto teatrale sulle vicende dell’internamento di Angelo Gatto, tratte dal libro del figlio Alessandro. Ingresso gratuito

Primiero (Trento) – Nel Giorno della Memoria, non mancherà nemmeno a Primiero, un momento di profonda riflessione attraverso il teatro e l’arte visiva. All’Oratorio di Pieve, alle ore 20.30, andrà in scena “Il Volo di Angelo”, il nuovo spettacolo narrato da Marco Ballestracci. L’evento, a ingresso gratuito, è realizzato con la collaborazione della Parrocchia di Fiera di Primiero e del Comune.

Una storia di padre e figlio Lo spettacolo si preannuncia come un racconto teatrale di forte impatto emotivo. L’opera è tratta dal libro di Alessandro Gatto e ripercorre le dolorose vicende dell’internamento vissute da suo padre, Angelo Gatto. La particolarità di questa narrazione risiede nell’intreccio tra la parola e l’immagine: la storia, infatti, è accompagnata e arricchita dalle illustrazioni realizzate dallo stesso figlio, Alessandro, che ha saputo tradurre in immagini la memoria storica e familiare della prigionia.

Un appuntamento da non perdere con Marco Ballestracci, noto per la sua sensibilità con cui affronta temi storici e sociali, porta sul palco questa testimonianza proprio nella serata di martedì 27 gennaio. “Il Volo di Angelo” non è solo uno spettacolo, ma un atto di memoria attiva, pensato per non dimenticare le sofferenze del passato attraverso lo sguardo intimo di chi le ha vissute e di chi le ha tramandate. La cittadinanza è invitata a partecipare a questo evento gratuito per celebrare insieme il valore del ricordo.

Il volo di Angelo. Edito da Silvana editoriale, in occasione della Giornata della Memoria, questo volume ripercorre la storia di Angelo Gatto, giovane allievo ufficiale d’aeronautica, catturato dai tedeschi l’8 settembre 1943 insieme a 427 compagni e deportato nei lager nazisti: non come prigioniero di guerra – non avendo mai combattuto – ma come internato militare. Due anni di patimenti, di fame, di marce serrate, di lavori forzati, di atrocità indicibili alle quali riesce a sopravvivere grazie a un talento, il saper disegnare: Angelo baratta i suoi ritratti con la vita. Tornerà a Treviso, a casa, nell’ottobre 1945. Degli allievi ufficiali deportati insieme a lui, poco più di duecento sopravvissero. La storia di Angelo è narrata nelle tavole di suo figlio Alessandro, a sua volta affermato illustratore, accompagnate dalle parole dello scrittore Marco Ballestracci: un racconto condotto con lucidità ed estrema delicatezza, che rende ancora più commovente la lettura di queste pagine.