Turismo veneto, sistema è ‘solido e in equilibrio’
La montagna (+4%) segna la crescita più significativa nel tasso di occupazione. Le Olimpiadi Milano Cortina 2026 saranno un passaggio fondamentale, ma il vero successo si misurerà dopo

NordEst – Quello Veneto è un sistema ricettivo “solido e in equilibrio”, capace di crescere senza strappi e di adattarsi alle trasformazioni della domanda. Il dato emerge dalla rilevazione di Federalberghi relativa al periodo dal primo gennaio al 15 dicembre scorsi. Mare, lago, città d’arte e montagna registrano andamenti complessivamente in linea con lo scorso anno, con la montagna che segna la crescita più significativa nel tasso di occupazione (+4%).
Le terme attraversano una fase di assestamento (72,2% di occupazione) che va letta non come arretramento, ma come passaggio verso una nuova stagione di sviluppo, sostenuta dagli importanti investimenti strutturali in corso. Per quanto riguarda le Città d’Arte, è del 73,7% il tasso di occupazione annua complessiva, il più alto tra i vari comprensori. Il Lago copre il 20% del movimento turistico totale veneto, in forte crescita, con il 72,8% di occupazione complessiva. Le Terme hanno segnato un 86,4% di occupazione a Capodanno e il 72,2% annuo complessivo. Il Mare segna un 70,6% di occupazione annua, che consolida la tenuta, con un +9,3% a Natale e un +14,8% a Capodanno, segno che la destagionalizzazione è in atto.
Per Massimiliano Schiavon, presidente di Federalberghi Veneto e di ConfTurismo Veneto, “il Veneto è oggi il primo sistema turistico d’Italia non solo per volumi, ma per capacità di organizzazione e visione. Questo primato non è casuale: è il risultato di anni di lavoro, di programmazione e di una crescente consapevolezza che il turismo non è più un fenomeno spontaneo, ma un settore che va studiato, governato e accompagnato. Il rischio più grande è pensare che ciò che funziona oggi funzionerà anche domani. Dobbiamo continuare a cercare nuove idee, nuovi modelli, nuove forme di accoglienza. Le Olimpiadi Milano Cortina 2026 saranno un passaggio fondamentale, ma il vero successo si misurerà dopo. Se sapremo usare questa occasione per far crescere un sistema più consapevole, più coordinato e più innovativo – conclude – allora il Veneto potrà rafforzare ulteriormente il proprio ruolo di riferimento nel turismo europeo”.