Mattarella ai funerali di Stato dei tre carabinieri a Padova con la premier Meloni

Marco Piffari, Valerio Daprà e Davide Bernardello sono morti schiacciati dal peso delle macerie. Camera ardente a Padova prima dei funerali. Intanto davanti al giudice i due fratelli Ramponi non hanno parlato. La sorella è ancora ricoverata in ospedale. È stata lei a innescare lo scoppio

NordEst – Viene ipotizzato il reato di strage da parte del Procuratore della repubblica di Verona, Raffaele Tito, nei confronti dei tre fratelli Ramponi, responsabili dell’esplosione che è costata la vita a tre carabinieri, a Castel D’Azzano (Verona). È l’ipotesi di reato che il Pubblico Ministero Silvia Facciotti contesta ai tre fratelli Ramponi, Franco, Dino e Maria Luisa. Volevano uccidere chiunque fosse lì, indipendentemente da chi fosse. La Procura di Verona contesta anche i reati di resistenza e detenzione di esplosivi. Per la sorella Maria Luisa, invece, ancora in ospedale, servirà tempo. Nell’esplosione del casolare di Castel d’Azzano, hanno perso la vita i tre carabinieri Marco Piffari, Valerio Daprà e Davide Bernardello

Una tragedia innescata dai Ramponi: Maria Luisa che accende una molotov. Dalle immagini delle bodycam, con un accendino fa deflagrare una delle bombole di gas che avevano in casa. mentre è in corso una perquisizione dei Reparti Speciali dell’Arma proprio alla ricerca di esplosivi. Da tempo i Ramponi, agricoltori che vivevano senza allacci di luce e gas, lanciavano minacce di far saltare in aria l’immobile. I carabinieri li sorvegliavano da parecchio. Tra febbraio e maggio, coi droni, sul tetto la scoperta di bottiglie molotov.

La casa all’asta

In passato avevano già minacciato di far saltare tutto in aria, perché non si rassegnavano al pignoramento della casa per debiti non saldati, per un prestito acceso con un mutuo di cui non avevano mai pagato le rate, contestandone la validità. Una vicenda che andava avanti almeno dal 2018, e per cui il 23 ottobre la casa sarebbe andata all’asta.

L’ultimo saluto

A Padova l’ultimo saluto in Prato della Valle, con la camera ardente allestita nella sede del Comando regionale in attesa dei funerali domani (venerdì) alle 16 nella Basilica di Santa Giustina. Ci sarà anche il Capo dello Stato Mattarella.