Continua il periodo di emergenza, anche se vengono registrati i primi timidi segnali positivi. A breve obbligo guanti e mascherine per la spesa, che saranno distribuite nei prossimi giorni. Ricordati in conferenza stampa, anche i due recenti decessi a Canal San Bovo, riferiti agli ospedali bellunesi

Trento – Emergenza Coronavirus in Trentino, 6 nuovi decessi e 95 contagi, ma risulta dimessa già da giovedì scorso dall’ospedale di Belluno, anche la bambina di 5 anni residente nel Primiero, positiva con la famiglia.
La situazione nella Comunità di Primiero
Nel Primiero Vanoi i casi Covid positivi diventano quindi 15 da sabato: 6 Mezzano, 6 Primiero San Martino e 3 nel Vanoi (2 dopo recente decesso – anziana e un uomo senza fissa dimora), numeri però destinati a crescere ulteriormente nei prossimi giorni.
Sulla situazione locale sono nuovamente intervenuti in conferenza stampa a Trento, l’assessore Stefania Segnana, che ha comunicato i due decessi dei giorni scorsi a Feltre e Belluno di due persone con patologie pregresse.
Mentre il presidente Maurizio Fugatti ha ricordato la videoconferenza avvenuta venerdì con gli amministratori locali, tranquillizzando la popolazione: “Non si vuole nascondere nulla, si tratta di una difficoltà oggettiva nel trasferimento dei dati”.
Proprio in queste ore sulle istanze avanzate dalla popolazione locale, erano intervenuti anche il sindaco di Primiero San Martino, Danie Depaoli con un video sui social (clicca e guarda) e il presidente della Comunità di Primiero, Roberto Pradel (Leggi la nota a questo link)
Ascolta la risposta di Fugatti su Primiero (AUDIO)
I controlli sul territorio
Il Comandante provinciale dei Carabinieri Simone Salotti, da Trento ha illustrato l’attività straordinaria dell’Arma sul territorio. Si segnalano infatti in questi giorni, anche controlli con l’elicottero dei Carabinieri in diverse valli trentine. Una pesante sanzione nella giornata di venerdì è stata inflitta ad uno scialpinista a passo Rolle, sorpreso mentre faceva una escursione in quota. L’invito è di restare a casa, soprattutto in questi giorni ormai primaverili, per evitare la diffusione del virus.
I tamponi effettuati
Sono stati circa 750. Le positività riscontrate dall’inizio dell’emergenza sono in tutto 2984. 81 attualmente le persone in terapia intensiva. In questi giorni il numero dei contagiati rispetto al numero dei tamponi eseguiti si sta riducendo: attualmente la percentuale è di circa un 15,8%, rispetto al 40% e oltre di qualche tempo fa.
“Ciò non vuol dire che le cose debbano cambiare – ha detto il presidente Maurizio Fugatti nel corso della tradizionale conferenza stampa di aggiornamento – . Ringrazio a questo proposito tutti i trentini che stanno rispettando le regole; se usciremo da questo momento difficile sarà per merito loro. Oggi è una bella giornata, lo sarà anche domani, che è domenica, ma vi chiedo di avere la pazienza di rimanere ancora a casa. I nostri nonni dovevano andare al fronte, nelle giornate di primavera.
Noi dobbiamo solo restare a casa. Ieri sera abbiamo fatto una conferenza assieme agli altri presidenti delle Regioni ed al presidente del Consiglio, nel corso della quale abbiamo riportato la nostra volontà di sperimentare il test sierologico per certificare l’eventuale immunità in una parte della popolazione. La comunità scientifica non ha ancora espresso una opinione definitiva su questa patente di immunità. Ma noi abbiamo deciso di procedere lo stesso e siamo quindi fra quei territori che faranno da apripista”. Attualmente, ha spiegato Antonio Ferro, direttore del Dipartimento prevenzione dell’Apss, il test sierologico viene effettuato assieme al tampone, per verificarne l’affidabilità, e seguendo le linee indicate dall’Istituto superiore di sanità.
Per il momento, questo percorso sperimentale è stato avviato sui 5 Comuni del Trentino dove si è registrata la maggiore percentuale dei contagi: Vermiglio, Canazei, Campitello di Fassa, Borgo Chiese e Pieve di Bono-Prezzo. Sempre in questi comuni sono aumentati i controlli riguardanti la mobilità.
Ma si guarda anche al futuro, alla salute delle imprese e al lavoro. “La Provincia – ha detto ancora Fugatti – sta iniziando a lavorare sul ‘dopo’ e a disegnare gli scenari economici e sociali che si presenteranno perlomeno quando la fase acuta della pandemia si sarà esaurita. Due gruppi di lavoro istituiti dalla Provincia, composti da esperti e docenti universitari, assieme ai dirigenti e ai tecnici provinciali, stanno già ragionando da una quindicina di giorni sulle misure da assumere a breve, sia su quelle di medio-lungo periodo”.
Dal presidente infine una sottolineatura sulla tenuta della sanità trentina. “Le strutture sanitarie della provincia – ha ricordato – stanno tenendo testa alla pandemia solo con le loro forze. In altre realtà non è successo. Questo deve essere motivo di legittimo orgoglio”.
Carabinieri in azione
Simone Salotti, comandante provinciale dei Carabinieri, ha relazionati sullo stato dell’ordine pubblico e del rispetto delle regole vigenti in questa fase. “C’è una minoranza di persone che ancora non vuole adattarsi alla situazione – ha detto – ma in generale la risposta dei cittadini è positiva. I carabinieri però sono soprattutto al servizio dei cittadini, assieme alla Protezione civile, che qui fa un lavoro egregio. I cittadini possono rivolgersi alle nostre caserme per avere ogni tipo di informazione o consiglio. Controlliamo anche le attività commerciali, sia per verificare che quelle che sono aperte abbiano titolo per esserlo, sia che le condizioni al loro interno sia quelle previste dalle ordinanze sulla sicurezza”. Le persone controllate dall’inizio dell’emergenza sono 2440. 75 le sanzioni comminate.
La situazione a Cavalese
Il dottor Roberto Moggio, responsabile del Reparto di medicina interna dell’ospedale di Cavalese, ha quindi portato la sua testimonianza sulla situazione in zona. “Complessivamente il morale è alto – ha detto – nonostante lo stress accumulato. A Cavalese il primo paziente è stato registrato il 6 marzo. Nei giorni successivo abbiamo assistito a una crescita incredibile, a partire dal Pronto soccorso. Nella seconda fase, quella della riorganizzazione, abbiamo creato una zona Covid-dedicata al secondo piano, dove sono stati ricavati 32 posti letto. In 48 ore li abbiamo saturati. Abbiamo cercato anche, con i colleghi rianimatori, di supportare per mezzo di ventilatori i pazienti meno gravi. E’ stato uno sforzo corale. Per tutti noi è stato un grande atto di umiltà, e anche di rinuncia, per qualcuno, alle sue specializzazioni, per mettersi al servizio di questa emergenza. E’ cambiato anche il modo di relazionarsi con i pazienti, cercando di portare loro conforto nonostante le difficoltà oggettive, le nostre bardature e così via”.
Le donazioni
“Sono stati raccolti finora con le donazioni spontanee oltre 6 milioni di euro” ha ricordato invece l’assessore Stefania Segnana, che ha ricordato anche come siano in arrivo da fuori provincia 4 infermieri e infermiere volontarie che daranno una mano al personale delle nostre strutture sanitarie e Rsa. L’assessore ha inoltre riferito che la bambina di 5 anni del primiero che è risultata contagiata nel frattempo è tornata a casa e in questo momento risulta quindi ricoverata a domicilio.
La corsa contro il tempo, grazie agli Alpini
Pierpaolo Benetollo, direttore sanitario dell’Apss, ha parlato di dispositivi di protezione individuali. La loro scarsità è nota. Ancora ieri, è stato organizzato un trasporto di materiale – oltre 100 scatoloni di dispositivi – da Assisi, giunto in aereo all’aeroporto di Mattarello. I dpi sono stati immediatamente distribuiti ai personale medico-sanitario. Un ringraziamento dall’Apss anche alle Forze armate e in particolare al Comando truppe alpine regionale che ha collaborato in varie fasi dell’operazione.
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