Dopo i momenti di tensione di venerdì pomeriggio a Trento fra leghisti e anarchici, esplode la polemica sulle responsabilità di quanto accaduto. Sabato, è stata invece la giornata del corteo antimoschea a Gardolo con una nuova protesta anarchica lungo le vie di Gardolo. Si registra però, solo qualche lancio di uova, a disturbare la manifestazione.
La gente è scesa in strada a protestare contro la realizzazione di una moschea. Nei giorni scorsi, il sindaco di Trento Alberto Pacher, aveva ribadito il proprio consenso, con la condizione però, che la strutturta rispettasse i requisiti tecnici.
Intanto la Lega nord conferma la rottura delle trattative politiche con il Pdl in vista delle prossime elezioni provinciali di autunno. Lo ha confermato l'onorevole Maurizio Fugatti, in una nota, contestando i corteggiamenti di Forza Italia nei confronti dell'Udc.
La cronaca di un venerdì di tensione
Il reclutamento dei "volontari" per le ronde si è trasformato in uno scontro vero e proprio tra leghisti e anarchici. Un primo avviso, della tensione che si respirava, era arrivato già nei giorni scorsi a Rovereto con un primo momento di scontro fra i due gruppi.
La situazione è degerata, quando a Trento, in via San Pietro, un gruppo di sette ragazzi verso le 16.30, ha manifestato contro le ronde davanti al gazebo del Carroccio.
Hanno oscurato lo stand provocando l'immediata reazione del consigliere comunale Vittorio Bridi e del senatore Sergio Divina. È la seconda volta che la Lega Nord scende in piazza per la raccolta delle adesioni alle ronde. Una raccolta che ha però trovato la mano dura di giovani anarchici contro gli animi accesi dei leghisti.
Verso le 16.30 è la volta del gruppo di anarchici che intende protestare contro l'iniziativa leghista. Vengono srotolati degli striscioni contro le ronde e si stendono due lenzuoli bianchi davanti al gazebo. Una ragzza legge dei messaggi contro le iniziative delle camice verdi.
I leghisti chiamano le forze dell'ordine, gli anarchici provocano, mentre Divina strappa di mano gli striscioni dei ribelli. Arrivano le forze dell'ordine. La situazione sembra calmarsi, ma i dissidenti continuano a manifestare.
All'improvviso la situazione degenera, diventando una vera e propria rissa. C'è chi finisce a terra, mentre il gazebo viene distrutto.
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Le reazioni
Secondo gli anarchici: "I leghisti ci hanno aggredito, comportandosi come razzisti e fascisti". Il consigliere Vittorio Bridi replica, sostennedo che: "I cittadini vogliono la sicurezza e firmano senza che io chieda nulla".
Dopo quanto accaduto, il senatore Divina infine, polemizza con la polizia che non sarebbe intervenuta per difendere i leghisti.