I ragazzi rientravano da una serata di festa a Lavarone
Alla festa avevano partecipato anche altri coetanei, sia vicentini che trentini.. Le vittime sono Nicola Xausa, residente a Lusiana Conco, del 2005, Pietro Pisapia, residente a Lusiana Conco, del 2004, e Riccardo Gemo, residente a Creazzo, del 2005. Xausa e Gemo avevano compiuto vent’anni pochi giorni fa. Mirko Bez, è il ferito più grave dell’incidente. Illeso il quinto occupante della vettura. L’incidente si è verificato nella notte in via Verdi ad Asiago

NordEst – Nello schianto, hanno perso la vita Nicola Xausa e Pietro Pisapia, entrambi ventenni di Lusiana Conco, e Riccardo Gemo, di Creazzo, che vent’anni li avrebbe compiuti il prossimo 7 dicembre. Ricoverato in ospedale a Bassano del Grappa ma non in pericolo di vita, Mirko Bez, di Belluno; illeso invece Otto Pasini, di Giavera del Montello, nel Trevigiano.
I ragazzi stavano tornando da una festa, di compleanno in Trentino, poi l’impatto devastante della Peugeot 207 – ripreso dalle telecamere di videosorveglianza, le immagini sono al vaglio della Procura: prima ha colpito un’aiuola spartitraffico, poi la fontana della rotatoria all’ingresso del paese, prendendo letteralmente il volo e terminando la traiettoria dall’altro lato della rotatoria. Per tre dei giovani non c’è stato nulla fare: i loro corpi sono stati trasferiti all’obitorio di Asiago a disposizione dell’autorità giudiziaria. Oggi in paese era il giorno del foliage, ma è diventato il giorno del dolore e del silenzio.
Il dolore di Nicola Gemo, fratello di Riccardo
Cerca di trattenere le lacrime, Nicola, 18 anni. Le urla che lo hanno svegliato nella notte. Riccardo, suo fratello maggiore, non c’è più. Strappato a pochi giorni dal suo 20esimo compleanno, Riccardo, il 7 ottobre. I ricordi gli stanno riempiendo la testa mentre è in casa a Creazzo nel vicentino, con la sorellina Marta. Arrivano parenti e amici, mentre i genitori sono ad Asiago. Riccardo era diventato maestro di sci. Si era pagato da solo un corso di formazione per entrare a fisioterapia. C’era riuscito, 13esimo in graduatoria.
Il sindaco di Asiago: «Andavano a velocità folle»
«Il paradosso è che la rotatoria dove è avvenuto lo schianto è stata costruita pochi anni fa, per togliere un incrocio pericoloso sulla strada proveniente da Vicenza, dove in passato si erano verificati altri gravi scontri», dice il sindaco di Asiago Roberto Rigoni Stern all’Ansa, dichiarandosi molto rattristato e sotto choc per l’incidente avvenuto la scorsa notte, in cui hanno perso la vita tre ventenni e altri due giovani sono rimasti feriti (uno gravemente).
«Sono vicino alle famiglie e in particolare ai genitori che hanno visto i loro figli morire così – spiega il primo cittadino asiaghese che poi aggiunge -: questa mattina nella sede della polizia comunale abbiamo visionato le immagini di videosorveglianza che sono chiarissime: l’auto scendeva a velocità folle da via Lavarone e, senza dare la precedenza, ha inforcato un’aiuola spartitraffico andando a impattare contro un segnale stradale, che è stato completamente divelto per poi volare». Rigoni Stern sottolinea: «Siamo rimasti allibiti dal fatto che 5 secondi prima dell’impatto è transitata un’altra vettura, che ha rischiato di essere travolta dalla Peugeot e creare una tragedia ancora più grave».
La vicinanza del governatore Zaia
«Esprimo il mio più profondo cordoglio e la vicinanza dell’intera comunità veneta alle famiglie dei tre giovani che hanno perso la vita questa notte ad Asiago. Un dolore immenso, che colpisce tutti noi. Di fronte a tragedie come questa, che spezzano vite nel fiore degli anni, ogni parola appare inadeguata. Il mio pensiero va anche al ragazzo gravemente ferito, a cui auguro con tutto il cuore di poter superare questo momento drammatico, e al giovane illeso, che dovrà affrontare un dolore che segnerà per sempre la sua vita». Lo dichiara il presidente del Veneto, Luca Zaia, commentando l’incidente della notte scorsa ad Asiago in cui sono morti tre giovani. «L’intera Regione del Veneto – aggiunge Zaia – si stringe attorno alle famiglie colpite da questa immane tragedia, alle comunità coinvolte e a tutti coloro che conoscevano e volevano bene a questi ragazzi. Ci uniamo in un abbraccio collettivo, con rispetto e silenzio».
Due erano figli di dipendenti dell’Ulss Pedemontana
«Esprimo il mio personale cordoglio e la mia vicinanza alle famiglie e a quanti piangono le giovani vittime del tragico incidente avvenuto nelle prime ore di questa domenica ad Asiago», dichiara il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti. «Due dei ragazzi erano figli di dipendenti dell’Ulss Pedemontana», sottolinea, «e questa notizia rende se possibile ancor più doloroso quanto accaduto. Forse l’eccessiva velocità, forse un colpo di sonno o una manovra difficile da gestire: qualunque sia stata la causa, siamo di fronte a giovani vite spezzate, davanti alle quali è impossibile non provare sgomento e amarezza. Ogni tragedia di questo tipo ci ricorda quanto sia fragile l’esistenza e quanto importante sia continuare a educare i nostri figli alla prudenza, al rispetto e alla consapevolezza».
Ciambetti conclude: «A nome del Consiglio regionale del Veneto e a titolo personale esprimo la mia più sincera vicinanza ai familiari delle vittime, ai loro amici e a tutta la comunità di Asiago e dell’Altopiano, così duramente colpita. Un pensiero commosso anche ai ragazzi feriti: mi auguro che possano riprendersi presto e tornare ai loro affetti. Da genitore, il dolore di chi oggi piange i propri figli mi tocca nel profondo».
Presidente Ski College: «Inseguivano i loro sogni»
«Erano bravissimi ragazzi, come tanti altri, senza grilli per la testa se non quello di perseguire i loro sogni sportivi. Avevano fatto un percorso di studi normale, con tanto sacrificio ma anche tanta passione per il loro sport». Così Luca Marchetto, presidente dello Ski College Veneto – Falcade, ricorda Riccardo Gemo e Nicola Xausa, due dei tre ragazzi morti la scorsa notte nell’incidente di Asiago (Vicenza). Entrambi avevano frequentato per anni la squadra.
Con loro anche Mirko Bez, ferito nell’incidente, che aveva continuato a gareggiare con la squadra fino a un anno fa. Gemo e Bez erano diventati maestri di sci e Xausa stava affrontando il percorso di formazione. «Non ci sono parole, solo le più sentite condoglianze da parte mia, del cda e dello staff. Un piccolo segno, anche se può servire a ben poco, è aver bloccato le attività di ogni tipologia sotto l’aspetto sportivo», conclude Marchetto. Anche la Fisi Veneto ha sospeso tutte le sue attività.