Tra la tarda sera di lunbedì non sarà del tutto escluso qualche fiocco fino ai fondovalle specie sulle Prealpi

Dalla sera di lunedì, e fino alle ore centrali di martedì e poi tra mercoledì e giovedì, sono attese precipitazioni via via più diffuse e intense, in particolare al mattino di martedì, avverte Meteotrentino

NordEst – Il 3 febbraio il Ttentino Alto Adige sarà raggiunto da una nuova depressione mediterranea, spiega Dieter Peterlin dell’Ufficio Meteorologia e prevenzione valanghe dell’Agenzia per la Protezione civile della Provincia autonoma di Bolzano: “La mattina le precipitazioni si estenderanno per poco tempo su tutto il territorio. Nelle quote più alte si conteranno dai circa cinque a massimo dieci centimetri. Il limite della neve si troverà tra le basse quote e i 500 metri. Il pomeriggio le nevicate si attenueranno ovunque a partire da ovest”.  Il direttore del Centro Funzionale provinciale Willigis Gallmetzer invita ad un comportamento responsabile e consapevole: “Anche se nel bollettino meteo per il 3 febbraio nelle aree attraversate dalle strade principali il livello di allerta appare verde, dobbiamo essere consapevoli che le precipitazioni nevose generalmente aumentano chiaramente, anche se in misura ridotta, il livello di rischio nel traffico stradale:  fitti strati nevosi o ghiaccio portano ad una drastica riduzione dell’attenzione, cosa che può causare incidenti”.

La Protezione civile si raccomanda, durante i tragitti nella giornata del 3 febbraio, di munire obbligatoriamente i veicoli di attrezzatura invernale e di portare le catene da neve in auto. “Le esperienze passate lo hanno dimostrato: anche se negli scorsi giorni le precipitazioni nevose erano ridotte, i vigili del fuoco volontari sono stati chiamati ad effettuare da 60 fino a 100 interventi per recuperare veicoli”, sottolinea il direttore dell’Agenzia per la Protezione civile Klaus Unterweger: “Ci raccomandiamo dunque con tutti e tutte di essere cauti e prudenti durante i tragitti in auto, qualora siano necessari, e di prestare attenzione alla sicurezza nel traffico sulle strade e di non gravare inopportunamente sul nostro sistema di Protezione civile per servizi di recupero e soccorso”.

Secondo Meteotrentino,  la quota neve “si collocherà attorno ai 700 metri nei settori meridionali più aperti e ventilati; altrove saranno possibili nevicate o neve mista a pioggia anche a quote inferiori ai 500 metri”. Entro il primo pomeriggio di martedì, Meteotrentin stima mediamente 10-20 centimetri di neve oltre i 700-1.000 metri, con accumuli maggiori alle quote più elevate dei settori centro-meridionali. A quote inferiori gli accumuli saranno più contenuti, ma qualche centimetro potrà localmente depositarsi anche nei fondovalle della Valsugana e forse anche della valle dell’Adige. Nel corso del pomeriggio di martedì le precipitazioni tenderanno ad esaurirsi, con un progressivo aumento della quota neve fino a circa 1.000-1.300 metri. Tra mercoledì e giovedì è possibile il transito di un nuovo impulso perturbato, che potrebbe portare precipitazioni deboli o moderate, nevose in prevalenza oltre i 1.000 metri e localmente anche a quote inferiori.

La “Candelòra” il 2 febbraio

Numerosi sono i proverbi dialettali che pronosticano il tempo atmosferico a venire in base a quello che si manifesta il giorno della Candelora, anche in contrasto fra loro:

  • Trieste
    Se la vien con sol e bora
    de l’inverno semo fora.
    Se la vien con piova e vento
    de l’inverno semo drento.
    (“Se [la Candelora] viene con sole e bora, siamo fuori dell’inverno, se viene con pioggia e vento, siamo [ancora] dentro [l’inverno]”)
  • Padova:
    Se ghe xè sołe a Candelora, del inverno semo fòra; se piove e tira vento, del inverno semo drento.
    (Se il giorno della Candelora è soleggiato, siamo fuori dell’inverno, se piove e tira vento, siamo dentro l’inverno)
  • In Lombardia:
    A la Madona da la Sciriœura dol inverno a semm da fœura ma s’al fioca o al tira vent quaranta dì a semm anmò dent
    (Alla Madonna della Candelora dall’inverno siamo fuori, ma se nevica o tira vento per quaranta giorni siamo ancora dentro)
  • Bologna:
    Al dé dl’Inzariôla, o ch’al naiva o ch’al piôva dal invêren a sän fòra, mo s’ai é al suladèl a in arän anc pr un mṡarèl
    (Il giorno della Candelora, che nevichi o piova, dall’inverno siamo fuori, ma se c’è il solicello ne avremo ancora per un mesetto)
  • In Piemonte:
    • A la Candlera n’ora ‘ntera, mesa a la matin, mesa a la se[i]ra
      (Alla Candelora [la giornata è più lunga di] un’ora intera, metà al mattino, metà alla sera”)
    • Se a fà brut a la Candlora, da l’invern i soma fòra.
      (Se fa brutto alla Candelora, dall’inverno siamo fuori)[19]
    • A la Candlora, da l’invern i soma pì ‘ndrinta che fòra.
      (Alla Candelora siamo più dentro all’inverno che fuori)[19]
    • Se la candeila a fa cer, n’aut inver
      (“Se la candela rischiara, (ci sarà) un altro inverno”, dialetto canavesano)
  • In Toscana:
    Pella Candelòra se piove o se gragnola dell’inverno siamo fora, ma se è sole o solicello, siamo ancora nell’inverno.
  • Nelle Marche:
    • Candelora, de l’invernu semu fora; ma se piôe u tira vendu, de l’invernu semu drendu
      (Candelora, dall’inverno siamo fuori; ma se piove o tira vento, dell’inverno siamo dentro).
    • se c’è il sole a Candelora dell’inverno semo fora, ma se piova o buffa il vento dell’inverno semo drento
      (se c’è il sole a candelora siamo fuori dall’inverno, ma se c’è la pioggia o soffia il vento siamo ancora in inverno).
  • In Puglia:
    A Cannëlôrë, ci non nevëchë e non chiovë, a Vërnët non è fôrë
    (Alla Candelora, se non nevica o non piove, l’inverno non è fuori).

Giorno della marmotta, Phil prevede un lungo inverno (ma spesso sbaglia)