La piccola è deceduta a causa di una crisi respiratoria. Era stata visitata al pronto soccorso di Feltre per febbre e affanno

I genitori, sconvolti dalla perdita, hanno presentato un esposto alla magistratura chiedendo di accertare se la patologia fosse più grave di quanto valutato inizialmente dai sanitari. La Procura ha aperto un fascicolo e disposto l’autopsia per chiarire le cause del decesso e verificare eventuali responsabilità. Parallelamente l’Ulss 1 Dolomiti ha avviato un’indagine interna. Guarda il servizio TGR Veneto

Feltre (Belluno) – Una bambina di due anni è morta sabato a Borgo Valbelluna (Belluno) poche ore dopo essere stata dimessa dall’ospedale Santa Maria del Prato di Feltre dove era stata portata venerdì sera per problemi respiratori. La Procura di Belluno ha aperto un’inchiesta, al momento contro ignoti, e disposto l’autopsia per accertare le cause del decesso. L’Ulss 1 Dolomiti ha avviato un’indagine interna. Secondo quanto ricostruito dai quotidiani locali, la piccola da alcuni giorni presentava sintomi febbrili con raffreddore, tosse e respiro affannato. Venerdì sera i genitori, preoccupati per l’aggravarsi delle condizioni, l’hanno portata al Pronto soccorso pediatrico di Feltre dove è stata visitata ed è stata effettuata una serie di accertamenti.

Al termine degli esami, dato che la bambina non sembrava presentare criticità importanti e aveva parametri stabili, è stata dimessa sabato con una terapia da seguire. Sabato pomeriggio, però, le condizioni della piccola si sono improvvisamente aggravate: la bambina è andata in affanno accusando un malore violento. I soccorsi del 118 non sono riusciti a salvarla. La famiglia ha presentato un esposto chiedendo di accertare se la malattia fosse più grave di quanto valutato dai sanitari. La Procura di Belluno ha affidato l’autopsia al medico legale Antonello Cirnelli di Portogruaro, sarà eseguita nei prossimi giorni.

In breve

Operazione dei carabinieri di Vicenza: smantellata un’organizzazione che importava droga dall’Olanda. Venti le persone arrestate. Decine di perquisizioni domiciliari. Almeno 300 i militari coinvolti nell’operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale antimafia della Procura di Venezia. L’operazione dei Carabinieri di Vicenza ha smantellato un’organizzazione criminale interamente composta da cittadini nigeriani regolarmente presenti in Italia. L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Venezia, è iniziata nel 2023 ed è durata due anni. Ha portato all’emissione di 20 misure cautelari in carcere. Sono stati 300 Carabinieri impegnati nel blitz, provenienti da tutta la regione, con il supporto dei colleghi di Lombardia ed Emilia-Romagna, delle squadre di intervento speciale di Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, e del Battaglione di Mestre e Padova. Sul campo anche unità cinofile antidroga ed un elicottero.