Dhaulagiri, la ‘montagna bianca’ dove volano le Aquile

Il 4 maggio 1976, le Guide Alpine Aquile di San Martino e Primiero portarono a termine, tra non poche difficoltà, una storica prima ascensione italiana. Proprio a febbraio 1976, la partenza del volo e l’inizio dell’avventura

La foto della partenza della spedizione a febbraio 1976 (ph Archivio Aquile San Martino Dhaulagiri 1976)

di Christian Zurlo

NordEst – La loro impresa ci racconta ancora oggi il senso più vero della montagna, da vivere intensamente, ma da rispettare sempre e comunque, fino in fondo. Dopo 50 anni, arriva nelle scuole di Primiero e Vanoi proprio in questi giorni, l’affascinante spedizione Dhaulagiri 1976, portata a termine dalle mitiche Aquile di San Martino, le Guide alpine della zona. Proprio in queste ore, è Luciano Gadenz a ricordare quei giorni così avventurosi con una foto diffusa sui social che ricorda la partenza dei nostri alpinisti. Oltre ai giovani studenti, molte saranno le iniziative organizzate nei prossimi mesi, con un evento ufficiale a maggio a Primiero e in replica in estate a San Martino di Castrozza, per riscoprire quanto è stato fatto in quel periodo.

L’impresa alpinistica

Il 4 maggio 1976, le ‘Aquile’ di San MartinoGiampaolo Zortea e Silvio Simoni, piantavano sulla vetta del Dhaulagiri avvolta nella bufera, a 8167 metri, le loro piccozze con i gagliardetti italiano, nepalese e naturalmente delle ‘Aquile’. Quello delle guide di Primiero e San Martino, era il primo ottomila conquistato da una spedizione di alpinisti trentini e in ordine di tempo, il terzo ottomila italiano. La spedizione al Dhaulagiri nacque e fu organizzata in tempi strettissimi.

Fu un incontro fra Francesco Santon in possesso di un permesso per l’inviolata cresta sud ovest e Renzo Debertolis, allora capo delle guide di San Martino, a gettare le basi della spedizione al Dhaulagiri. Nei primi giorni di dicembre del 1975 la Guide alpine di San Martino risposero affermativamente e quindi iniziò una febbrile preparazione. Tra il 23 e il 24 febbraio 1976 la spedizione partiva da Milano per Kathmandu ed era così composta: Renzo Debertolis capo spedizione, Francesco Santon vice, gli alpinisti Sergio Martini e Luigi Henry, il medico Achille Poluzzi, le ‘Aquile’ Camillo Depaoli, GianPaolo Depaoli, Luciano Gadenz, Gianpietro Scalet, Silvio Simoni, Giampaolo Zortea, Edoardo Zagonel. Tutto il resto oggi e storia di un’impresa unica, che quest’anno verrà raccontata in più occasioni, dai protagonisti di quella splendida avventura, che ancora una volta ha visto Primiero sul tetto del mondo, volando in alto come solo le Aquile sanno fare.

“La montagna bianca”

Il Dhaulagiri (in lingua nepalese धौलागिरी अञ्चल, pronunciato /daulà-ghirì/, che significa «montagna bianca» o «bella»; occidentalizzato in Dhawalagiri o Dhaulagiri) è un massiccio montuoso himalayano: si trova in Nepal all’interno della catena dell’Himalaya, 35 km a ovest dell’Annapurna I, separato da esso dalla valle Kali Gandaki. La vetta più elevata, il Dhaulagiri I, raggiunge gli 8.167 m s.l.m., rappresentando la settima montagna più alta della Terra e la maggiore cima situata interamente in un’unica nazione (Nepal). Famoso per il suo brutto tempo, il massiccio del Dhaulagiri è costantemente tormentato dalle tempeste e dalle valanghe. Non sorprende, quindi, che 60 anni fa fosse uno degli ultimi 8.000 m ancora da scalare.

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