Kompatscher: stop sui passi dolomitici. Servono scelte coraggiose. I rappresentanti dei vari territori su cui si elevano maestose le Dolomiti – assenti i presidenti Fugatti e Zaia – hanno partecipato a Cortina alla festa per i dieci anni dal riconoscimento Unesco

NordEst – Dieci anni non sempre facili per le Dolomiti Unesco, dalla dichiarazione ufficiale nel 2009 fino ad oggi. Dalle polemiche per il primo logo fino alle più recenti campagne di comunicazione che in più occasioni hanno sollevato accesi confronti tra le province vicine, auspicando un rilancio della promozione del marchio Dolomiti e una migliore sinergia tra i soggetti coinvolti. Ma oggi a rasserenare gli animi di tutti, c’è la fresca aggiudicazione delle Olimpiadi 2026.
La Festa a Cortina senza Zaia e Fugatti
Per la Provincia autonoma c’era il vicepresidente Mario Tonina che, nelle sue vesti di vicepresidente della Fondazione Dolomiti, raccoglierà il testimone della presidenza dal Friuli Venezia Giulia entro l’anno.
“Uno degli obiettivi primari della mia presidenza sarà fare in modo che gli amministratori che condividono le Dolomiti riconoscano il ruolo della Fondazione che finora ha saputo fare bene e proporre altre opportunità per migliorare ancora. Credo che tutela e sviluppo possano andare di pari passo se prima rispondiamo alla domanda, che tipo di sviluppo vogliamo dare alle Dolomiti”, ha detto Tonina.
“La Fondazione può essere una piattaforma importante per supportare i territori nel percorso verso una visione diversa e aperta. Il mio impegno sarà fare in modo che questo strumento venga valorizzato e utilizzato come merita, come laboratorio per costruire insieme un futuro sostenibile per i territori montani. Porto anche il saluto del presidente Fugatti e della Giunta della Provincia autonoma di Trento. Voglio ringraziare tutte le persone che in questi dieci anni, e anche prima, hanno portato avanti un lavoro di squadra molto importante e vincente”, ha detto in apertura il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento e della Fondazione Dolomiti Unesco.
Dolomiti laboratorio per il futuro
Il vicepresidente Tonina ha aggiunto che “Immagino anche – e spero non sia solo un sogno – che le Dolomiti possano diventare il luogo in cui si progetta e si sperimenta il futuro delle aree cosidette marginali, lavorando sulla tutela e la valorizzazione del territorio, l’agricoltura di montagna, la formazione, il turismo, le infrastrutture, la ricerca. Perchè, seppur con notevoli differenze tra loro, i territori che condividono le Dolomiti hanno tendenze analoghe: spopolamento delle terre alte, necessità di trovare equilibrio tra tutela del paesaggio e sviluppo economico, ricchezza e diversità culturali, rischi di frammentazione, di chiusure e di scarsa coesione.
Il riconoscimento Unesco è ciò che ci dà una visione strategica e complessiva. Le Olimpiadi saranno un grande banco di prova in questo senso. Se vogliamo davvero, non solo a parole, che queste Olimpiadi restino nella storia come prima edizione che fa dello sviluppo sostenibile la colonna portante, creando occasioni di sviluppo duraturo per le comunità locali, occorre che già da domani iniziamo a lavorare in questo senso. La Fondazione c’è ed è a disposizione di chi voglia mettersi in gioco”.
Kompatscher, stop sui passi dolomitici. “Servono scelte coraggiose, per affermare con responsabilità il valore della sostenibilità delle Dolomiti, che sia ambientale, economica, storica, culturale. Come presidente della Provincia autonoma di Bolzano e per la Regione Trentino Alto Adige affermo che lavorerò per creare le basi di una normativa solida, per la chiusura dei principali passi delle Dolomiti ai mezzi a motore, per fasce orarie, nelle ore centrali della giornata, durante il periodo culminante della stagione turistica estiva”. Lo ha detto Arno Kompatscher, presidente della Provincia autonoma di Bolzano, intervenendo a Cortina d’Ampezzo alle celebrazioni per il decennale del riconoscimento, da parte dell’Unesco, delle Dolomiti patrimonio dell’umanità. “Certamente sarà necessario proporre una alternativa – ha aggiunto – un servizio pubblico con mezzi a idrogeno o a trazione elettrica, che non hanno emissioni, silenziosi. Vanno fatte scelte coraggiose, con chi vive questo territorio; saranno le basi per un successo futuro”.
Gli interventi
Il primo a prendere la parola è stato Gianpietro Ghedina, sindaco di Cortina d’Ampezzo, seguito da Graziano Pizzimenti, presidente della Fondazione, quindi Enrico Vicenti , segretario generale della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco. Ha poi preso la parola Vannia Gava, sottosegretario di Stato per l’ambiente e la tutela del territorio e del mare e presidente del Comitato per le celebrazioni del decennale del riconoscimento Dolomiti Unesco. E’ stato letto il testo della mail che il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte ha voluto inviare.
Le quattro bande dei quattro territori dolomitici che hanno proposto i brani di apertura, chiusura e intermezzo hanno ad un certo punto proposto il brano commissionato da Artur Kammerer, una delle colonne portanti della candidatura UNESCO che, purtroppo, è mancato prematuramente qualche anno fa. E’ stato ricordo anche Sergio Reolon, presidente della Provincia di Belluno quando l’iter di candidatura ebbe inizio.
Matteo Rosati ha introdotto tavola rotonda a cui hanno partecipato, oltre al vicepresidente Tonina, Federico Caner assessore regionale del Veneto, Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno, Arno Kompatscher, presidente della Regione Trentino Alto Adige, Maria Magdalena Hochgruber Kuenzer, assessora urbanistica tutela e paesaggio e beni culturali, Provincia autonoma di Bolzano, Alessandro Benetton , presidente Fondazione Cortina 2021, Natalia Ranza, amministratore delegato Dolomitibus e Antonio Montani, vicepresidente del CAI nazionale.
I progetti in campo
I ragazzi delle associazioni sportive, accompagnati da Kristian Ghedina, in un momento particolarmente emozionante e divertente, hanno poi lasciato le impronte delle proprie mani sull’argilla, come segno significativo dell’impegno delle generazioni future per il Patrimonio Mondiale. Marcella Morandini, direttrice della Fondazione Dolomiti Unesco ha poi presentato tre progetti: #SOSerrai, realtà aumentata e Dolomites Today. Quest’ultimo è un racconto collettivo in forma di film che raccoglierà tutti i contributi video che arriverranno sul sito della Fondazione www.dolomitiunesco,info e narrano le Dolomiti da un punto di vista personale.
Si è quindi passati alla presentazione del progetto Campo Sentieri: i presidenti del CAI Veneto, CAI FVG, SAT (Società Alpinisti tridentini) e CAI Alto Adige hanno illustrato il progetto di sistemazione dei sentieri del Sistema 1 distrutti dalla tempesta Vaia nell’ottobre 2018 che vede coinvolti 45 ragazze e ragazzi dei CAI giovanili di tutti e 4 i territori.