Coldiretti, ‘fermare importazioni sleali di cibi e più controlli’

La protesta è arrivata fino alla sede dell’Europarlamento a Strasburgo

La protesta di Coldiretti a Strasburgo (ph Coldiretti)

Strasburgo – 700 trattori, oltre 4000 mila agricoltori da tutt’Europa, in particolare francesi, italiani, belgi e polacchi, i più arrabbiati. Un migliaio dall’Italia, tanti dal Veneto. Nel mirino l’accordo commerciale tra l’Unione Europea e i paesi latino-americani di Mercosur, che gli europarlamentari dovranno ratificare nei prossimi mesi. Chi protesta confida nel voto, giovedì, della mozione di censura nei confronti della Presidente Ursula Von der Leyen.

“Fermare le importazioni sleali di cibi che non rispettano gli standard europei e mettono a rischio la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori”. È una delle richieste avanzate da Coldiretti Trentino Alto Adige, la cui delegazione ha preso parte a Strasburgo alla manifestazione di protesta che ha condotto un corteo di contadini fino al Parlamento europeo. Si tratta, informa una nota, delle “stesse regole che seguono le imprese agricole in Europa” che “devono essere rispettate da chi vuole vendere da noi, da qualunque Paese voglia esportare qui.

E servono più controlli, perché ora solo il 3% delle merci viene fisicamente verificato nei porti e alle frontiere”. Della delegazione regionale di Coldiretti fanno parte il presidente Gianluca Barbacovi e il direttore Enzo Bottos, che si sono uniti al presidente nazionale Ettore Prandini e al segretario generale Vincenzo Gesmundo al fianco degli agricoltori francesi della Fnsea. In un comunicato parlano di una “deriva autocratica e ideologica imposta da Ursula Von der Leyen sta uccidendo l’agricoltura europea e mettendo a rischio la sovranità alimentare del continente”.

Coldiretti Trentino Alto Adige chiede anche “trasparenza totale con origine obbligatoria in etichetta per tutti i prodotti e abolizione dell’inganno del codice doganale dell’ultima trasformazione” perché “il negoziato sul Mercosur è l’emblema delle follie della Commissione”, ossia un accordo “costruito per importare prodotti senza reciprocità e senza controlli sanitari e ambientali, aprendo la strada ad altri trattati ancora più pericolosi per l’agricoltura e il cibo europeo. Siamo qui per denunciare la necessità che, partendo proprio dal Mercosur, tutti i prodotti che importiamo in Europa e soprattutto in Italia siano pienamente tracciabili – conclude Barbacovi – Abbiamo fotografato nel porto di Rotterdam quella che possiamo definire la porta degli inferi: le cose più schifose che arrivano in Italia”.

Sul campo però le rivendicazioni sono altre. Le illustra Alex Vantini, vicepresidente di Coldiretti veneto. Chi è rimasto a casa, protesta in piazza a RovigoGiovanni Casarotto è un allevatore di Trecenta. Con paesi grandi per estensione come l’Argentina o il Brasile, non c’è storia. Hanno altre regole e altri costi. Il servizio TGR Veneto.