Per il ciclo “Ulss 2 incontra. I mercoledì della salute”, mercoledì 20 maggio in sala Piccolotto dell’Ospedale di Feltre si è parlato di cefalee con il direttore dell’UOC di Neurologia Giorgio Caneve e gli specialisti Piero Nicolao e Giovanna Servillo
Feltre (Belluno) – Circa 9 individui su 10 presentano un attacco di mal di testa nella vita e la cefalea rappresenta una frequente causa di accesso al pronto soccorso. Circa il 90% di esse è costituito dalle cosiddette cefalee primarie, in cui il dolore e i sintomi di accompagnamento rappresentano una malattia in sé. Le più frequenti cefalee primarie sono: L’emicrania (con e senza aura), la cefalea tensiva e la cefalea a grappolo. Le cefalee primarie rappresentano una problema di grande rilevanza sociale. Il corretto inquadramento diagnostico e l’introduzione di una terapia adeguata consentono una migliore qualità della vita ai pazienti, riducendo quindi la disabilità, i giorni di assenza dal lavoro e conseguentemente i costi sociali. Il problema assume particolare rilevanza soprattutto in quei pazienti in cui la cefalea si cronicizza con conseguente tendenza ad abusare della terapia sintomatica, quadro che si traduce in una “cefalea da abuso” in cui il circolo vizioso instaurato può essere interrotto solamente mediante opportuna disintossicazione in regime di ricovero ospedaliero.
Le cefalee secondarie rappresentano circa il 10% del totale
Sono riconosciute oltre 300 cause potenziali di cefalea, raggruppate in una classificazione internazionale, che vanno dalle più comuni, quali i traumi cranici, alle più rare, quali i viaggi nello spazio. Ricordiamo che il cervello non presenta recettori per il dolore, che sono invece presenti sulle meningi, sui vasi sanguigni e sulle strutture del cranio, saranno pertanto l’infiammazione e le lesioni di tali strutture a determinare l’insorgenza di cefalea, mentre le lesioni primitive del cervello, quali l’ictus raramente sono associate a mal di testa. Tra le potenziali cause di cefalea, sono state illustrate le forme dovute a malattie potenzialmente pericolose per la vita, quali le meningiti, i tumori cerebrali e le emorragie intracraniche, e le forme più frequenti, quali i traumi, l’assunzione o la sospensione di farmaci o sostanze, l’ipertensione, le sinusiti, ed alcune malattie vascolari cerebrali, tra cui l’infiammazione dell’arteria temporale.
Rappresenta pertanto un’interessante sfida l’ educazione della popolazione a saper riconoscere i “campanelli d’allarme” che possono indirizzare verso la diagnosi di una cefalea secondaria. Spesso il riconoscimento precoce di particolari modalità di insorgenza, qualità del dolore e sintomi di accompagnamento aiutano ad arrivare rapidamente a riconoscere e di conseguenza a trattare patologie potenzialmente pericolose per la vita.
Nell’Unità Operativa di Neurologia dell’Ospedale di Feltre è presente un ambulatorio specialistico dedicato all’inquadramento diagnostico e alla terapia alle cefalee, aperto il mercoledì pomeriggio. Ogni anno, vengono effettuate circa 700 visite a pazienti con cefalee. Vi si può accedere tramite impegnativa del medico curante e appuntamento al CUP. La maggior parte dei pazienti sono gestiti ambulatorialmente, mentre per i casi più complessi e le cefalee da abuso farmacologico i pazienti vengono indirizzati al ricovero in reparto per gli accertamenti e le opportune terapia.
