Procura: “Numero smisurato di coltellate”
Reis Pedroso Douglas, 41enne cittadino brasiliano, ha confessato l’omicidio di Jessica Stapazzolo Custodio de Lima, 33 anni. L’uomo, fermato dai Carabinieri, aveva chiamato annunciando intenti suicidi. L’uomo si era tolto il braccialetto elettronico

NordEst – Nuova tragedia a Castelnuovo del Garda, nel Veronese. Reis Pedroso, di origine brasiliana, ha aggredito Jessica Stapazzolo la compagna, in casa uccidendola con colpi di coltello. L’uomo è già stato arrestato dai Carabinieri che stanno procedendo con i rilievi. La donna, circa un anno e mezzo fa, sarebbe andata a vivere nell’appartamento che Pedroso aveva comprato in precedenza. Da quanto si è appreso la donna in passato aveva già chiamato i carabinieri per maltrattamenti domestici, ma poi aveva ritirato la denuncia. E proprio a causa del clima familiare violento alla donna – su richiesta del padre – era stato tolto l’affidamento della figlia avuta da una precedente relazione.
L’allarme lanciato dagli amici
L’allarme è stato lanciato da alcuni amici della vittima che non la sentivano più da sabato e si sono preoccupati perché la donna non rispondeva alle chiamate ed ai messaggi. Questa mattina è stato scoperto il corpo senza vita nella casa di Castelnuovo del Garda, colpito da numerose coltellate. Gli investigatori del Ris dei Carabinieri stanno procedendo con gli accertamenti e sarà il medico legale a stabilire data e ora del decesso. Risulta che al momento della scoperta del cadavere in casa non c’era il compagno che è poi è stato bloccato e arrestato dai Carabinieri.
Le indagini: l’uomo e il divieto di avvicinamento
Reis Pedroso era sottoposto a divieto di avvicinamento alla compagna e ai luoghi da lei frequentati, con l’obbligo di mantenersi a 500 metri di distanza e con l’applicazione del braccialetto elettronico. Gli era inoltre vietato contattarla con qualsiasi mezzo e risiedere nel Comune di Ponti sul Mincio, dove la donna era domiciliata. Lo ha reso noto oggi la Procura di Verona, precisando che il dispositivo era stato installato il 19 maggio, come comunicato da Fastweb Spa, mentre a Jessica era stato consegnato l’apposito ricevitore e spiegato il funzionamento del sistema di controllo. Al momento del fermo, tuttavia, Reis Pedroso non aveva più il braccialetto elettronico. I Carabinieri lo stanno ancora cercando, mentre l’apparato ricevuto dalla vittima è stato ritrovato nascosto nel garage dell’abitazione della madre, a Ponti sul Mincio.
Una lunga serie di reati
Pedroso annovera una condanna per rifiuto dell’accertamento dello stato di ebbrezza e, dagli accertamenti, risulta fare un uso smodato di alcol e stupefacenti, fa sapere la procura nella nota. Si trova già sottoposto a procedimento penale per numerose ipotesi di reato, tra cui maltrattamenti e lesioni volontarie ai danni della compagna commessi quantomeno da agosto 2024 ad aprile 2025. Sempre la procura gli ha anche contestato alcune violenze sessuali commesse a dicembre 2024 ai danni della sorella della compagna, oltre a episodi di resistenza e minaccia ai danni dei carabinieri intervenuti. In seguito a questo evento il questore di Verona aveva emesso provvedimento di ammonimento e la procura, il 17 settembre, aveva chiesto il rinvio a giudizio.
I carabinieri inoltre avevano arrestato l’uomo in flagranza di reato nel corso delle indagini preliminari, il 21 aprile 2025, per essersi reso protagonista di un nuovo episodio di violenza in danno di Jessica Stapazzolo: l’aveva gettata a terra, trascinata per i capelli sull’asfalto, colpita al volto con tre pugni e poi, ripetutamente, con la chiave della sua autovettura. Il giudice aveva convalidato l’arresto e applicato misura cautelare. “Io sono stato più volte giù anche a Peschiera dai Carabinieri, perché c’era stata una violenta rissa fra lui e un suo conoscente ed erano uscite sia la polizia sia la finanza”. Lo ha detto Paolo Spadoni, amministratore del condominio di Castelnuovo del Garda, dove si trova la casa Reis Pedroso Douglas in cui è stata trovato il corpo di Jessica Stapazzolo, che l’uomo è accusato di avere ucciso. “La convivente aveva una figlia, il marito per fortuna è riuscito a toglierle la patria potestà perché non so se fosse stata presente anche la bambina cosa sarebbe successo”, aggiunge Spadoni.