‘Caos informatico Asuit’, Uil chiede le dimissioni del direttore generale
Cgil, Cisl e Uil “difendono” l’assessore Tonina e chiedono che sia il direttore generale ad assumersi le proprie responsabilità

Trento – Mentre l’assessore provinciale alla Salute Mario Tonina prende tempo per riflettere sulle eventuali dimissioni, il segretario della Uil Fpl Sanità Giuseppe Varagone ha chiesto che a fare un passo indietro sia il direttore generale di Asuit. In seguito al “caos informatico”, come lo ha definito la sigla sindacale, Varagone ha espresso “forte preoccupazione e profondo dissenso per i gravi disagi che, ormai da settimane, stanno interessando il sistema sanitario provinciale a seguito dell’introduzione del nuovo programma Sio nei Pronto soccorso”.
Il sindacato sottolinea di aver “tempestivamente segnalato le problematiche”, ma l’Azienda ha invece deciso di “ignorare le criticità segnalate dal personale sul campo” fino all’aggravamento dei giorni scorsi con “i disservizi che hanno coinvolto anche il programma informatico del Cup e dei centri prelievi”. Per Varagonesi è di fronte a una “gestione inaccettabile dei processi organizzativi e informatici della sanità trentina, che sta minando la fiducia dei cittadini nel servizio pubblico”.
Per questo, “alla luce della gravità dei fatti, dei disagi arrecati ai cittadini e delle ripercussioni sul benessere psico-fisico di medici, infermieri e personale amministrativo, la Gil Fpl Sanità del Trentino chiede con forza le immediate dimissioni del direttore generale di Asuit del Trentino”. La sigla non cita mai il nome del direttore generale, che ritiene però “politicamente e amministrativamente responsabile di una situazione ormai fuori controllo” perché la “sanità pubblica non può permettersi improvvisazioni, soprattutto quando in gioco ci sono la salute dei cittadini e la dignità professionale”, del personale.
“Da quattro anni a questa parte ci hanno sempre detto che va tutto bene” ribadisce Giuseppe Pallanch della Cisl. “Forse l’assessore ci deve pensare alle dimissioni, certamente a pensarci seriamente deve essere la dirigenza di Asuit” le parole di Alberto Bellini della Cgil.