Le aree evacuate sorvegliate dai droni. In cento accolti nell’area della Protezione civile
Alle 13.28 di domenica, è stata riaperta la “zona rossa”, scattata nell’area sud della città della quercia per le operazioni di disinnesco. Rovereto, operazione bomba: 120 evacuati accolti a Marco di Rovereto. Completato il brillamento della bomba ad Ala. Operazione conclusa in sicurezza

Rovereto – Nel pomeriggio di domenica, alle ore 16 circa, si sono concluse, con esito positivo e in anticipo rispetto ai tempi stimati, sia le operazioni di disinnesco dell’ordigno bellico – una bomba d’aereo da mille libre rinvenuta nel Comune di Rovereto – sia la successiva attività di brillamento effettuata dagli artificieri dell’Esercito Italiano del Secondo Reggimento Genio Guastatori di Trento, presso la cava del Comune di Ala, località Sabonè a Pilcante, dove l’ordigno è stato trasportato con appositi mezzi militari. Le operazioni di sgombero della popolazione ricompresa all’interno del raggio di sicurezza di 591 metri sono regolarmente iniziate alle ore 7 di stamattina e hanno interessato complessivamente circa 6.000 persone. Le attività si sono svolte in un quadro di massima sicurezza, grazie al prezioso contributo della Protezione civile del Trentino, che ha predisposto un’area di accoglienza a Marco di Rovereto, garantendo servizi di supporto alla popolazione, centri di ristoro e personale dedicato, al fine di assicurare un’adeguata assistenza alla popolazione.
Con riferimento all’ospedale Santa Maria del Carmine di Rovereto, tutti i servizi principali sono stati regolarmente allocati a favore dei pazienti. Le persone allettate e i soggetti fragili sono stati gestiti dall’Azienda sanitaria e da Trentino Emergenza, al fine di garantire la massima tutela della salute individuale. Presso la Sala Operativa allestita presso il comando della Polizia locale del Comune di Rovereto è stato inoltre attivato il Centro operativo comunale (COC), al quale hanno preso parte rappresentanti del Commissariato del Governo, del Comune di Rovereto, della Protezione Civile, delle Forze dell’ordine e di tutti gli altri enti coinvolti nelle operazioni.
In relazione alla Società Ferrovie Italiane (RFI), l’interruzione della circolazione ferroviaria dalle ore 9.30 alle 14.30 circa è stata gestita garantendo servizi alternativi tramite navette e autobus. Durante le fasi dello spolettamento dell’ordigno bellico è stata inibita l’utilizzazione della stazione ferroviaria di Rovereto, con impatto sull’utenza mitigato da un’adeguata e tempestiva informazione fornita nei giorni precedenti. Parallelamente, il Servizio Gestione strade della Provincia ha provveduto all’installazione di pannelli a messaggio variabile lungo la tangenziale per informare gli utenti sull’interdizione delle aree di interesse. Determinante per il successo dell’operazione è stata l’attività svolta dagli artificieri dell’Esercito, nonché l’opera prestata dalle Forze dell’ordine, dal Corpo permanente dei Vigili del fuoco di Trento e dal Corpo del Vigili del fuoco volontari di Rovereto, dal Comune di Rovereto, da Trentino Emergenza e, più in generale, dell’intero apparato di Protezione civile messo in campo dalla Provincia.
Il trasferimento della bomba
La bomba d’aereo rinvenuta nell’area ex Cofler di Rovereto ha raggiunto la cava di Pilcante di Ala per il brillamento. Alle 13.28 è stata dunque riaperta la “zona rossa”, scattata domenica nell’area sud della città della quercia per le operazioni di disinnesco da parte del Genio guastatori dell’Esercito. Contestualmente si è sciolto il COC (Centro operativo comunale) istituito presso il comando della Polizia locale di Rovereto. Gli oltre seimila residenti evacuati possono ora rientrare nelle loro abitazioni. L’operazione ha visto il coinvolgimento di oltre 200 persone, di cui una cinquantina di operatori che fanno capo al sistema di Protezione civile del Trentino.

La zona rossa
A Rovereto è scattata di prima mattina l’operazione Leno 2026. Nessuna persona si poteva trovare (all’aperto e al chiuso) nel raggio di 591 metri dall’ordigno bellico rinvenuto nell’area ex Cofler, mentre nella “cintura” compresa tra il raggio di 591 metri e di 755 metri è scattato il divieto assoluto di frequentare gli spazi aperti, compresi balconi, giardini e strade. Azioni di monitoraggio – a tutela della sicurezza delle persone – sono curate anche dal Nucleo droni del Corpo permanente dei Vigili del fuoco di Trento, che sta sorvolando la zona.
Fino al termine delle operazioni di disinnesco, a cura del Genio guastatori, è rimasto attivo il numero verde 800-867-388, istituito dal Dipartimento Protezione civile, foreste e fauna della Provincia. Un centinaio di persone ha scelto di essere ospitato all’interno del centro addestrativo di Marco, dove sono previste iniziative a cura delle organizzazioni di volontariato di Protezione civile. Intanto, presso la caserma della Polizia locale di Rovereto è stato istituito il Centro operativo comunale (Coc) presieduto dalla sindaca Giulia Robol e al quale prende parte anche il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, il vicario del commissario del Governo Massimo di Donato, il dirigente generale della Protezione civile del Trentino Stefano Fait e il questore Nicola Zupo.