Il 68% è ascrivibile al Trentino Alto Adige
Anche nel 2025 il Trentino Alto Adige si è confermato come il primo produttore italiano di mele con quasi 1,6 milioni di tonnellate

NordEst – In Italia la produzione ha sfiorato i 2,318 milioni, in leggero calo rispetto al 2024, quando aveva avvicinato i 2,327 milioni, ma anche superiore di 200 tonnellate rispetto all’ultima stima comunicata da Assomela. Flessione anche per il “bio”: 193.760 tonnellate nel 2022, poi 167.816 nel 2023, 186.568 nel 2024 e 174.387, lo scorso anno. La provincia di Bolzano, che da sola vale il 45% della produzione nazionale, è passata da 1.041 milioni di tonnellate a 1.057 con un aumento del 2%.
In termini percentuali la crescita più importante (28%) è stata quella della Lombardia, che ha però una produzione contenuta a poco meno di 17.000 tonnellate. Il Trentino è passato da quasi 478.000 a oltre 517.400 (+8%). Tra le diverse varietà, la Golden Delicious (la più coltivata: 661.000 tonnellate) ha subito una contrazione dell’1% rispetto all’anno precedente. In decisa diminuzione la Red Delicious (-18%), che segna il livello produttivo più basso degli ultimi quattro anni (163.180 tonnellate) e in ripresa del 2% la Fuji (166.941). Stabile la Gala, la seconda varietà più coltivata (quasi 427.000 tonnellate).
Assomela assicura che “la qualità generale risulta molto buona, la migliore degli ultimi cinque anni in termini di colore e calibro”. La quota di merce destinata al mercato fresco è superiore del 2% rispetto allo scorso anno, mentre circa 280.000 tonnellate sono state indirizzate alla trasformazione (-15%). I mercati extraeuropei continuano a riservare “ottime soddisfazioni in termini di volume e valore”, informa l’organizzazione: il 2025 è stato definito un anno da record per le esportazioni.