Due importanti traguardi in queste settimane: centenari e ultra, sono sempre di più nelle valli di Primiero e Vanoi

La nonna di Primiero, Silvia Toffol di San Martino di Castrozza, ha festeggiato lunedì 16 febbraio, 105 anni. Nelle scorse settimane anche Irma Secco di Tonadico, ha superato i 100 anni, ricordando i bei periodi trascorsi alla “Baita del Vecio” in cucina tra i molti sacrifici di una vita, ma con la gioia nel cuore di una grande famiglia. Buon Compleanno dalla nostra redazione alle festeggiate e alle rispettive famiglie

Primiero (Trento) – Silvia Toffol ha festeggiato lunedì 16 febbraio, 105 anni all’Apsp di Primiero. Lei è la “nonna di Primiero San Martino di Castrozza” in Trentino. Ha celebrato l’importante traguardo dei 105 anni con la famiglia, tanti amici, amministratori locali e ospiti della Casa, che le hanno regalato una torta davvero speciale e tanti fiori per il lieto evento. Con quattro semplici parole, nonna Silvia ha descritto l’essenza della sua vita: stupore per i tanti anni passati, passione per il lavoro che per molti anni ha svolto con grande spirito di iniziativa, bellezza per il posto in cui ha sempre vissuto, l’amato paese di San Martino di Castrozza e la riconoscenza verso tutte le persone che hanno fatto parte in qualsiasi modo della sua lunga vita. A Silvia è stato dedicato un giorno speciale per festeggiare l’importante titolo di Nonna più longeva del Primiero Vanoi. Per dovere di cronaca – salvo nuovi aggiornamenti – ricordiamo che donna Laurina, al secolo Lucia Laura Sangenito, con 115 anni compiuti a novembre 2025, di Sturno, in provincia di Avellino, è tra le persone più longeve d’Italia e tra le poche al mondo.

Auguri Irma Secco, 100 anni e ancora Regina della casa

Altro traguardo straordinario, nei giorni scorsi a Primiero, celebrato con affetto e commozione. Irma Secco, conosciuta da tutti come “Irma della Baita del vecio”, ha spento cento candeline domenica 1 febbraio, circondata dall’amore di una famiglia che attraversa molte generazioni.

La sua è una vita che attraversa un intero secolo, segnata da fatiche e sacrifici, ma anche da sorrisi e un’instancabile dedizione alla famiglia. Rimasta orfana giovanissima, Irma ha saputo costruire attorno a sé un nucleo familiare straordinario: è mamma di cinque figli, nonna di dieci nipoti, bisnonna di quindici pronipoti e, particolarità pressoché unica, anche trisnonna (nella foto). Ma i cento anni non sembrano aver scalfito la sua energia.

“È talmente piena di vita che alla festa degli anziani della parrocchia era l’unica che ballava”, raccontano con orgoglio amici e familiari, che sperano possa continuare a farlo ancora per molti anni. Irma non sta ferma un attimo: continua a lavorare ai ferri, realizzando calzini colorati che regala a parenti e amici, testimonianza tangibile del suo affetto. La passione per la cucina, coltivata negli anni in cui faceva la cuoca alla “Baita” di famiglia, non l’ha mai abbandonata. Quando si mette ai fornelli, cucina per tutti, trasformando ogni occasione in un momento di condivisione. Una centenaria che non è solo memoria storica del territorio di Primiero, ma cuore di una comunità che nei gironi scorsi l’ha festeggiata con la gratitudine e l’affetto che merita.

In breve

A 108 anni don Guido Avi è a tutti gli effetti il parroco più longevo dell’Arcidiocesi di Trento. Di certo è il sacerdote più anziano del Trentino, e molto probabilmente anche tra i più anziani d’Italia. Nel giorno di San San Valentino, il suo paese d’origine, Vigalzano, una piccola frazione di Pergine Valsugana, l’ha festeggiato assieme ai bambini compaesani nati esattamente 100 anni dopo di lui. La storia di don Avi è la storia del ventesimo secolo, con la dolorosa parentesi della Seconda guerra mondiale. In pieno conflitto, quand’era parroco di Noriglio, in Vallagarina, diede ospitalità ad un gruppo di soldati italiani e alleati fuggiti dai tedeschi dopo l’8 settembre del 1943. Don Avi aiutò a salvare un altro soldato, questa volta tedesco, che aveva deciso di disertare. Superando i posti di blocco a Folgaria e in Valsugana, il prete riuscì a portarlo in salvo nella sua casa natale di Vigalzano. Il sacerdote vive tutt’oggi lì.