La mostra, è visitabile dal 29 novembre al primo marzo 2026 al Palazzo delle Albere

Nel centenario della nascita, il Mart omaggia Riccardo Schweizer, pittore, scultore, architetto e designer trentino. L’esposizione è curata da Margherita de Pilati, con Denise Bernabè si sviluppa in sezioni tematiche:  confronti, bianconero, scultura, design, architettura, “Ristorante da Silvio”

Riccardo Schweizer (ph GianAngelo Pistoia)

Trento – A 100 anni dalla nascita, rivive l’arte dell’artista primierotto Riccardo Schweizer. Con alcuni mesi di ritardo rispetto alla naturale scadenza del compleanno (nato a Mezzano, 31 agosto 1925, deceduto a Casez il 20 settembre 2004), anche Trento lo ricorda con una mostra al Palazzo delle Albere, dal 29 novembre 2025 al primo marzo 2026.

100 anni di colore, forma e libertà

Nelle sale rinascimentali di quella che fu la prima sede del Mart, il percorso espositivo ripercorre le diverse stagioni della ricerca dell’artista: dalle prime prove figurative agli esiti astratti, dalle ceramiche alle grandi decorazioni murali, fino ai progetti di architettura e design. Il centesimo anniversario della nascita dell’artista diventa l’occasione per presentare un ampio nucleo di opere provenienti da collezioni pubbliche e private: dipinti, sculture, ceramiche, disegni, progetti architettonici e arredi che documentano la straordinaria varietà della produzione di Schweizer. Attraverso circa 100 opere la mostra restituisce al pubblico la ricchezza di un percorso creativo che spazia dall’arte al design, passando per l’architettura e la comunicazione. Un viaggio attraverso colori intensi, forme dinamiche e una costante tensione verso la sintesi tra arte e vita.

La vita di Schweizer in un docu

Riccardo Schweizer, nato a Mezzano nel 1925 e scomparso nel 2004, è noto per opere caratterizzate da colori vibranti e forme dinamiche, con un grande interesse per forme geometriche semplici e armoniose, come il cubo, la sfera, il cilindro e la piramide. I suoi studi tecnico-artistici hanno inizio a Belluno e successivamente a Venezia presso l’Istituto d’Arte dei Carmini, diretto dal roveretano Giorgio Wenter Marini e dove insegna anche Carlo Scarpa. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Venezia, insegnandovi pittura dal 1954 al 1960 in qualità di assistente di Bruno Saetti. Vive in quegli anni in casa del pittore Vittorio Basaglia, che sarà in quel periodo lo stimolo e il paragone per la sua opera.

Gli ambienti dell’avanguardia culturale

Frequenta con molta assiduità gli ambienti dell’avanguardia culturale della città e ha modo di conoscere fra gli altri Luigi Nono, Bruno Maderna, Gino Marinuzzi, Igor’ Fëdorovič Stravinskij, Salvatore Quasimodo, Vittorio Klauser, Francesco Tentori, Virgilio Guidi, Diego Valeri, Rodolfo Pallucchini, Giuseppe Marchiori, Giuseppe Mazzariol, Elio Vittorini, Peggy Guggenheim, Guido Cadorin, Guido Perocco, Alberto Viani, Filippo de Pisis, Felice Carena, Gastone Breddo, Umberto Volante e Carmelo Zotti, che prenderà nel 1960 il suo posto all’Accademia.

Nel 1950 è in Francia, a Vallauris in Costa Azzurra, dove conosce e frequenta Pablo Picasso, Marc Chagall, Fernand Léger, Jean Cocteau, Massimo Campigli e Le Corbusier. Nel 1958, in occasione del decimo anniversario delle fondazione, il Museo Picasso di Antibes gli dedica un’importante mostra personale insieme all’amico artista Davide Orler. Dal 1960 si stabilisce in Costa Azzurra e si impegna nell’attività di ceramista. All’anno successivo risalgono le prime grandi opere murali, per l’Istituto Editoriale Italiano di Milano e per due strutture alberghiere a San Martino di Castrozza. Nel 1963 si sposa con Dina Raveane. Dal matrimonio nasceranno Monica e Barbara. Con il pannello in ceramica progettato per le nuove terme di Levico (1965) inaugura il legame con Ceramica Pagnossin, industria di Treviso con cui collabora dal 1970 al 1977, realizzando importanti oggetti d’arte applicata.

Nel 1966 dedica al disastro del Vajont un importante lavoro a Ponte nelle Alpi. Al 1978 risale uno dei suoi interventi più ampi di decorazione d’interni presso il ristorante Da Silvio a San Michele all’Adige, divenuto poi raro esempio di ristorante tutelato tra i beni culturali trentini. Negli stessi anni realizza affreschi, progetti e cicli decorativi, oggetti di design e decorazioni d’interni per edifici pubblici e privati, in Italia e in Francia, tra cui l’importante progetto di decorazione del 1982 per il Palazzo dei Festival e dei Congressi di Cannes.

1980: mette a punto una tecnica a base di ossidi e cemento per un grande bassorilievo esterno che ricopre tre facciate del Municipio di Carros (Nizza), edificio progettato da François Druet. Nel 1986 realizza un affresco di 75 metri quadrati per la nuova sede dell’Istituto Trentino di Cultura a Trento, ora Fondazione Bruno Kessler. Come designer vince, nel 1986, il Primo Premio Murano. Nel 1989 torna a Venezia per una grande mostra personale presso la Chiesa di San Stae, in occasione della quale la casa editrice Electa gli dedica un ricco catalogo monografico a cura di Luigi Lambertini. Negli anni novanta concepisce e realizza numerose opere su commissione pubblica e privata. Insignito motu proprio da Carlo Azeglio Ciampi del titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana nel 2001, lavora tra Cannes e Casez, in Val di Non, dove muore nel settembre 2004.

I luoghi dell’Anima