Addio a Vittorio Messori, autore cattolico, portò Cristo al centro del dibattito culturale

“Il suo cuore si è spento alle ore 21.45 di Venerdì Santo”, ha annunciato Rosalia Bontà, da lungo tempo assistente personale. La vita di Messori raccontata nello speciale di GianAngelo Pistoia. Nell’ultima intervista disse, ‘vivevo bene senza fede ma ne restai affascinato’

Vittorio Messori in uno scatto di GianAngelo Pistoia

NordEst – E’ scomparso all’età di 84  anni nella sua casa di Desenzano sul Garda (Brescia) lo scrittore e giornalista Vittorio Messori, il più noto apologeta cattolico del secondo Novecento, che con “Ipotesi su Gesù” (Sei, 1976) portò il cristianesimo al centro del dibattito culturale italiano e internazionale. “Il suo cuore si è spento alle ore 21.45 di Venerdì Santo”, ha annunciato Rosalia Bontà, da lungo tempo assistente personale di Messori. Da anni Messori viveva con un pacemaker e un attacco cardiaco è stato fatale. La moglie dello scrittore, anche lei giornalista e scrittrice,  Rosanna Brichetti, era morta quattro anni fa, nel giorno di Sabato Santo. Intellettuale indipendente, appartato, refrattario alle mode. Messori  ha attraversato più di mezzo secolo di vita ecclesiale e civile interrogando il rapporto tra ragione, storia e rivelazione. È stato il primo giornalista a intervistare un prefetto dell’ex Sant’Uffizio, all’epoca il cardinale Joseph Ratzinger (“Rapporto sulla fede”,  Edizioni San Paolo, 1985), e il primo e unico a scrivere un libro-intervista con Giovanni Paolo II (“Varcare la soglia della  speranza”, Mondadori, 1994), che è stato tra i maggiori bestseller della storia editoriale.

La vita di Messori nello speciale curato da GianAngelo Pistoia

Dal quotidiano “La Stampa” al mensile “Jesus”

Timoroso della notorietà, Messori si ritirò per alcuni mesi nel Monferrato, dedicandosi alla meditazione e allo studio. Nel 1978 lasciò “La Stampa” per fondare il mensile “Jesus” (1979), edito dalle Edizioni San Paolo, che divenne un laboratorio di dialogo tra credenti e non credenti. Da questa esperienza nacquero libri di successo come “Inchiesta sul cristianesimo” (Sei, 1987), “Patì sotto Ponzio Pilato?” (Sei) e “Dicono che è risorto” (Sei).

Pur critico verso il clericalismo, Messori difendeva la Chiesa, definendosi portatore di un “anticlericalismo cattolico” che rivendica libertà di giudizio e autonomia intellettuale. Fin dal primo numero di “Jesus”, avviò riflessioni sulla fede attraverso dialoghi su Gesù, confrontando credenti, agnostici e atei. Nonostante le pressioni degli editori laici, privilegiò la continuità della sua ricerca sulla verità evangelica, culminata nel 1982 con “Scommessa sulla morte” (Sei), un libro che sfidava società e Chiesa a confrontarsi con la morte e la resurrezione come speranza universale.

Negli anni successivi si concentrò sulla Chiesa, ottenendo un’intervista straordinaria con il cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, da cui nacque “Rapporto sulla fede” (Edizioni San Paolo, 1985), anticipato su “Jesus” e tradotto in diverse lingue. L’opera suscitò scandalo e critiche da ambienti clericali progressisti, ma consolidò la reputazione di Messori come giornalista indipendente e rigoroso nella riflessione sulla dottrina cattolica. 

Il ricordo

“Da ateo si era convertito al cattolicesimo – ricorda il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani -, con il coraggio di parlare e fare inchieste su Gesù a cavallo degli anni 70, in un contesto difficile per affrontare temi religiosi e legati al valore della fede”. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli lo definisce “fra i più competenti e appassionati studiosi del mondo cattolico”, mentre il presidente della Camera Lorenzo Fontana ricorda: “Dalle sue parole, e dai suoi indimenticabili dialoghi con figure straordinarie come San Giovanni Paolo II e l’allora cardinale Joseph Ratzinger, ho imparato molto”. “Che milioni di lettori, dentro e fuori i confini nazionali, abbiano ‘divorato’ i suoi scritti è la riprova di quanto anche oggi, in un contesto così secolarizzato, sia grande la domanda di verità sull’uomo e su Dio”, commenta il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.