Ha sollevato un vero e proprio ‘vespaio’ a Primiero l’intervento del consigliere provinciale locale, Marino Simoni. Dopo gli interventi dell’Amministrazione di Transacqua, ecco anche le precisazioni di Acsm

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Primiero (Trento) – “Gli argomenti sollevati in questi giorni da Marino Simoni – scrive nella sua nota il direttore di Acsm – meritano alcune precisazioni. Questo per rispetto della trasparenza e della correttezza nel riportare dati ed informazioni che in modo più o meno diretto sono correlabili al lavoro svolto dalle persone che in ACSM ogni giorno operano, credendo in quel che fanno; in silenzio, perché l’obiettivo non è di certo il consenso per nessuno di noi, ma piuttosto la buona e corretta gestione della res pubblica, e al più, la soddisfazione nel vedere che il proprio contributo ha permesso il raggiungimento degli obiettivi posti dai soci ad ACSM e la soddisfazione delle esigenze degli utenti della medesima.

  • In merito al presunto funzionamento a gasolio della centrale di teleriscaldamento di San Martino di Castrozza:

La lettura dei dati relativi al report del primo semestre 2014 evidenzia:

  • Energia prodotta totale: 15.515.641 kWh

  • di cui da cippato: 15.142.871 kWh (94,7 %) corrispondenti a 26.167 metri cubi steri

  • di cui da gasolio: 829.499 kWh (5,3%), pari a litri 86.137

  • risultato ante imposte: 408.936 Euro (+35,6% rispetto al 2013!)

Nel 2014 – continua Colaone – quindi il consumo di gasolio è stato estremamente limitato (in linea con il dato medio degli anni precedenti). Preciso che il gasolio viene utilizzato solo in caso di guasto o esigenze di manutenzione relative alle caldaie a cippato. Molto migliore rispetto agli anni precedenti è stata l’efficienza generale dell’impianto; ciò ha consentito il risparmio, in un solo semestre di circa 150.000 Euro nell’acquisto di cippato.

Considerata poi la riduzione ed il controllo di altre voci di costo ci si attende un risultato di bilancio per il 2014, nonostante un primo semestre dalle temperature miti, decisamente migliore rispetto agli anni precedenti. Tutto questo grazie all’implementazione di un sistema di controllo della gestione (tecnica, finanziaria ed amministrativa) adottato in Ecotermica San Martino ed in tutte le società del gruppo circa 2 anni fa.

  • Sull’argomento “Oil Free Zone”:

La progressiva sostituzione dei derivati del petrolio con energie rinnovabili è una strada già intrapresa in Primiero; le notizie riportate da Marino Simoni sono ben note anche in ACSM. Non dimentichiamo che “Oil Free Zone” non è stato abbandonato, ma i principi in esso contenuto sono stati trasferiti in un progetto più ampio ed operativo che passa sotto il nome di Green Way Primiero (noto a tutti e condiviso da tutti i maggiori enti locali, nonché dai circa 20 operatori privati che hanno già aderito).

Il passaggio – continua la nota di Acsm – da una denominazione all’altra è stato necessario per garantire utilizzabilità da parte di tutti (e non solo di “alcuni” com’era per “oil free zone”) e per poter definire obiettivi e progetti più generali, ed uscire dall’autoreferenzialità in cui “oil free zone” si era arenato.

La mobilità elettrica ed il bike sharing sono esempi concreti dei primi passi svolti e le attestazioni premio Legambiente “comuni rinnovabili” e “Res Champions League” certificano la bontà del percorso intrapreso che porta il Primiero ai vertici nazionali ed europei nel campo del “green”, con grande visibilità e a costo zero.

Green Way Primiero contiene inoltre la definizione di nuovi obiettivi e progetti in fase di analisi e sviluppo, quali ad esempio: il car sharing elettrico, il progetto Green Way Tour (prodotto destinato ai turisti del “green” e del “rinnovabile”), il progetto biometano, ecc…

ACSM, come ha sempre fatto, si impegnerà fortemente per accedere alle opportunità offerte da eventuali futuri fondi stanziati dal governo, per la propria competenza e per i progetti in fase di implementazione e per quelli che nasceranno nell’ambito di Green Way Primiero.

Tutto questo con concretezza, operatività e senza dare troppo spazio al ricorso a consulenti esterni e alla sterile autocelebrazione di insolite meraviglie che nel Primiero ancora non esistono.

  • Sull’argomento “Biometano, Idrogeno e Progetto Legno”:

Quanto al biometano, si precisa che ACSM ha partecipato negli ultimi tre anni attivamente ad un progetto europeo denominato “Biomaster” sull’argomento. E’stata condotta una analisi di dettaglio (è possibile la consultazione presso ACSM e Comunità di Valle) sulla possibilità di realizzazione di un impianto consortile centralizzato per l’utilizzo delle deiezioni animali.

E’ doveroso menzionare a tal riguardo che l’esito della valutazione ha posto forti perplessità in merito alla sostenibilità economica, finanziaria e patrimoniale del progetto (distanze elevate tra un allevamento e l’altro, modeste quantità di biomassa disponibili – alpeggio estivo -, nuove modalità di incentivo da parte dello stato, riservato ai piccolissimi impianti). Ad oggi si stanno valutando le eventuali opportunità di un modello differente, costituito da un insieme di piccoli impianti, piuttosto che da un unico biodigestore.

Quanto alla produzione ed impiego di idrogeno, a seguito di approfondite analisi e di osservazione dell’esperienza di altri enti (vedasi la PAT) si è ritenuto che il “progetto idrogeno” non sia alla portata di ACSM e di Primiero per i seguenti motivi:

  • altissimi costi di acquisto; un mezzo ad idrogeno costa circa 15 volte più di un mezzo elettrico e non è direttamente disponibile sul mercato

  • altissimi costi di gestione dei mezzi e delle infrastrutture per generazione e gestione dell’idrogeno

  • scarsa efficienza energetica (il processo di trasformazione di energia elettrica in idrogeno ed il successivo utilizzo nella mobilità comporta delle perdite pari a circa il 60%); risulta enormemente più efficiente la mobilità elettrica, in grado di sfruttare direttamente e con perdite piccolissime l’energia prodotta dalle nostre centrali

Per questo ACSM ha puntato e punta sulla mobilità elettrica, tecnologia disponibile anche per i privati, infrastruttura di ricarica a basso costo, alta efficienza ecc…

Quanto al “progetto legno” il ruolo di ACSM – conclude il direttore Colaone – è di limitato rilievo; in ogni caso l’impegno della società per quanto di competenza, ha portato alla nascita di una produzione locale di cippato da “filiera cortissima” che oggi riesce a soddisfare circa il 50% del fabbisogno delle nostre centrali di teleriscaldamento, fermo restante il fatto che le quantità rimanenti vengono comunque reperite in un raggio massimo di 70 km”.

Francesco Colaone – Direttore generale ACSM S.p.A.