A22, Codacons rinnova istanza di annullamento

Lo scorso 20 novembre il Codacons ha notificato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il rinnovo dell’istanza di annullamento in autotutela con cui l’associazione torna a chiedere la revoca del decreto del 27 giugno 2025 che ha sospeso la gara pubblica per l’affidamento della concessione dell’Autostrada A22, prorogando di fatto la gestione in favore della Società Autostrada del Brennero S.p.A., la cui concessione è scaduta dal 2014

NordEst – Il rinnovo – spiega l’associazione – si fonda sulla mancata risposta del Mit alla prima istanza del 15 settembre, nonché sulla lettera di messa in mora complementare dell’8 ottobre 2025 con la quale la Commissione Europea ha censurato in modo netto l’istituto della prelazione e la procedura di project financing utilizzati per l’indizione del bando. Nella sua lettera, Bruxelles ha definito la prelazione un meccanismo che “riduce la gara a un vuoto adempimento burocratico”, disincentiva la partecipazione di altri operatori e attribuisce al promotore “vantaggi competitivi decisivi”, in violazione dei principi europei di parità, trasparenza e concorrenza.

Una posizione che si aggiunge ai forti dubbi già espressi dalla Dg Grow sul riconoscimento della prelazione nel bando A22: per il Codacons, tali prese di posizione rendono del tutto ingiustificata la sospensione del Mit, fondata sull’attesa della decisione della Corte di Giustizia UE nel procedimento relativo alla legittimità del diritto di prelazione nelle concessioni autostradali.

La Commissione – secondo il Codacons – si è già espressa due volte in modo inequivocabile: non esiste alcuna necessità di attendere la Corte. A causa delle proroghe e della sospensione della gara, Autobrennero continua a incassare utili milionari: nel 2024 i profitti hanno superato i 97 milioni di euro, mentre dal 2014 ad oggi gli utili accumulati in regime di proroga hanno superato gli 800 milioni di euro, privando gli utenti dei vantaggi derivanti dal confronto competitivo tra operatori del settore.

Con il rinnovo dell’istanza, conclude il Codacons, si chiede nuovamente al Ministero di revocare la sospensione della gara, in quanto misura contraria al diritto europeo, fonte di un vantaggio indebito per il concessionario uscente e potenzialmente produttiva di danno erariale per la collettività e di ripristinare immediatamente il confronto concorrenziale, unico strumento in grado di garantire efficienza, trasparenza e benefici economici per cittadini e utenti. La gestione ultradecennale in proroga dell’A22 rappresenta una situazione ormai intollerabile e priva di giustificazione normativa.