L’obiettivo dell’artista: “La sfida è restituire valore ai luoghi di passaggio frequentati da tutti”
Rinnovato il sottopasso di via Canestrini, il sindaco Ianeselli: “L’intervento porta bellezza, pensiero ed emozione nello spazio urbano”. Forti (direttrice Mart): “Per cittadini e turisti, un’esperienza capace di riattivare l’attenzione”. Lorenzoni (Galleria civica): “La rigenerazione di un punto fragile del tessuto urbano si inquadra in un ideale di produzione artistica come trasformazione etica dello spazio”

Trento – “Il lavoro nello spazio pubblico per me è un lavoro di cuore, perché credo che l’arte abbia senso solo se condivisa. La sfida è restituire valore ai luoghi di passaggio frequentati da tutti, con l’auspicio che possano offrire un’esperienza non consueta e coinvolgente”. Venerdì mattina, in occasione della riapertura del sottopasso di via Canestrini, l’artista Esther Stocker ha commentato così il progetto che ha trasformato un pezzo di città in un’opera d’arte pubblica. Frutto della collaborazione tra Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Galleria Civica e Comune di Trento, l’intervento ha cambiato aspetto alle pareti del sottopasso, rivisitate da Esther Stocker con linee geometriche in bianco e nero capaci di far vivere a chi si attraversa quello spazio una vera e propria esperienza artistica.
Pensate come collegamento tra i luoghi e anche tra le persone, le linee mostrano improvvise deviazioni da un ordine che solo apparentemente è perfetto, per cui la molteplicità trova la propria armonia senza mai essere uniforme, anzi accogliendo al suo interno distorsioni e scarti dalla norma. Sui significati plurimi dell’intervento si è soffermato il primo cittadino Franco Ianeselli, che ha dichiarato: “Trasformare un sottopasso anonimo in un’opera d’arte pubblica è il sogno di ogni sindaco. In questo caso, è un sogno che diventa realtà, anzi che trasforma la realtà, che porta bellezza, ma anche pensiero ed emozione nello spazio urbano. Nei secoli scorsi le città erano plasmate dagli artisti: pensiamo ai nostri palazzi storici, alle facciate affrescate, alle chiese. Oggi, con quest’opera, l’arte è riuscita nell’impresa di rigenerare uno spazio che ha un valore esclusivamente funzionale, di passaggio, uno spazio che fino a ieri costituiva uno dei tanti non luoghi senza identità di cui abbondano le città. Grazie a questo intervento, tra qualche mese sarà bello passare da qui per raggiungere la nuova stazione delle corriere e il nuovo parco pubblico nell’area ex Sit. Ringrazio l’artista Esther Stocker, il Mart e la Galleria civica, il servizio Cultura e il servizio Mobilità e rigenerazione urbana del Comune che non hanno esitato a sperimentare forme inedite di collaborazione per arrivare allo straordinario risultato di oggi. Mi auguro che questo sia il primo di tanti altri progetti condivisi”.

Micol Forti, direttrice del Mart, ha aggiunto: “Un esperimento che va ben oltre l’impegno per il miglioramento del decoro urbano: una proposta di arte pubblica sensibile e innovativa, che coinvolge e sollecita la cittadinanza e i turisti i quali, nell’attraversamento del tessuto urbano, vivono un’esperienza fisica ed emotiva capace di riattivare l’attenzione e la modalità con cui interagiamo all’interno di luoghi dati per noti e acquisiti”.
Per Gabriele Lorenzoni, responsabile Galleria Civica e curatore del progetto, “l’intervento pubblico di Stocker, volto alla rigenerazione di un punto fragile del tessuto urbano, si inquadra perfettamente all’interno di un ideale di produzione artistica come trasformazione etica dello spazio”. Poi, riferendosi all’esposizione delle opere di Esther Stocker tuttora in corso alla Galleria Civica, Lorenzoni ha aggiunto: “Caos calmo si configura così non come semplice mostra personale, ma come un progetto culturale che intreccia linguaggi del contemporaneo, architettura, spazio pubblico e comunità”. L’intervento. L’originalità e il carattere dell’opera hanno richiesto una stretta collaborazione e un confronto costante tra l’artista Stocker, i tecnici del Comune e l’impresa Nerobutto incaricata della realizzazione dei lavori. È stata necessaria inoltre un’attenta scelta dei materiali e dei dettagli.