Modello a livello nazionale, segue 350 bambini e famiglie ogni anno
Il nuovo Hospice pediatrico di Padova giunge al traguardo: via libera alla vigilia di Natale alla delibera di affidamento dei lavori dopo che la Fondazione “La miglior vita possibile” aveva donato il progetto esecutivo della nuova casa dei minori sottoposti a cure palliative

NordEst – “Si tratta di un progetto che nasce dalla comunità – ha commentato il direttore dell’Azienda ospedaliera università di Padova, Giuseppe Dal Ben – ed è un lavoro di squadra che ha coinvolto tutta la città. Nel 2025 abbiamo firmato due atti importanti: la consegna da parte della Fondazione del progetto esecutivo dell’hospice, e il 24 dicembre abbiamo indetto la procedura per l’affidamento dei lavori. Abbiamo imboccato la strada verso il traguardo per questa linea progettuale, compatibilmente con i percorsi amministrativi, in maniera abbastanza veloce dato che nel 2021 quando sono arrivato il progetto era un po’ fermo”.
Il nuovo Hospice
Sorgerà nella centrale via Falloppio, nelle vicinanze dell’ospedale Giustinianeo, e conterà otto posti letto con angolo cottura, sale comuni e altri quattro posti letto aggiuntivi. Si sviluppa su quattro piani con 3.095 metri quadri complessivi e un finanziamento totale di 11 milioni di euro. Sono oltre 400 i minori che vengono seguiti oggi dall’Hospice pediatrico di Padova su un totale di 900 che necessitano di cure palliative pediatriche ogni anno in Veneto.
“L’hospice pediatrico – ha ricordato l’ex rettore dell’università e presidente della fondazione ‘La miglior vita possibile’, Giuseppe Zaccaria – nasce nel 2009, dopo che lo studio della terapia del dolore nel bambino iniziò nel 1982 presso il dipartimento della Pediatria, ed è stato il primo in Italia preso a modello da tutti gli altri. E’ nato tutto con una videocall al tempo del primo lockdown; oggi siamo in dirittura d’arrivo. Il progetto è stato donato a Regione ed Azienda ospedaliera. Questa struttura aiuta famiglie e bambini a fruire a pieno per quanto possibile di quanto la vita può dare”.
Le lezioni per i piccoli pazienti
Il 73% dei bambini presi in carico dall’hospice di Padova continua a frequentare la scuola e il 64% delle mamme dei bambini in trattamento può continuare a coniugare l’accudimento dei figli con il lavoro. E’ il frutto delle metodologie di approccio alla cura messo a segno dal centro padovano, nato nel 1982 come centro per la terapia del dolore: “Se nel 2002 in media erano 10 i giorni di ricovero in media per bambino in un anno – spiega la direttrice Franca Benini – nel corso del 2025 i 350 bimbi presi in carico sono stati in struttura in media 3 giorni; ancora più alto il calo delle presenze medie in terapia intensiva, da 19 giorni nel 2002 a 5 nel 2025; ci sono tre team che escono ogni giorno per seguire i minori seguiti dal nostro centro. Nella struttura seguiamo in una terapia semi-intensiva, ma strutturata come una casa, il paziente, facendo rete con le strutture sul territorio. E’ un modello complicato da mettere in atto, ma è l’unico che dà la possibilità ai bambini di continuare a vivere la ‘miglior vita possibile’. La morte avviene nel luogo che rispetta la volontà delle famiglie e del bambino nell’85% dei casi”, ha concluso.
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