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Coronavirus: negativo il 17enne friulano rimasto da solo a Wuhan con la febbre

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Richiesta da governatori di Veneto, Lombardia, Friuli, Trentino – senza adesione di Bolzano – per chi torna dalla Cina. Risponde l’Iss: ‘Le misure adottate tutelano la salute dei bimbi’. Tra i 56 rientrati anche una studentessa 24enne veneziana e uno studente dell’Università di Trento. Negativo il 17enne friulano rimasto da solo a Wuhan con la febbre

NordEst (Adnkronos) – I governatori di Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige scrivono una lettera comune al Ministero della Sanità chiedendo che il periodo di isolamento previsto per chi rientra dalla Cina sia applicato anche ai bambini che frequentano le scuole.

“Non c’è nessuna volontà di contrapposizioni politiche, ne’ tantomeno di ghettizzare: vogliamo solo dare una risposta all’ansia dei tanti genitori visto che la circolare non prevede misure in tal senso”, dice il Presidente del Veneto, Luca Zaia.

La bozza della lettera, che dovrebbe essere inviata nelle prossime ore, è già stilata: “A me sembra una regola sanitaria minimale” ha spiegato il governatore Zaia, ricordando che si tratta di una misura che “prendiamo anche per la meningite e per la Tbc”.

Rientrati italiani bloccati a Wuhan

Dopo le prime visite mediche, sono stati traferiti alla Cecchignola dove resteranno tutto il periuodo della quarantena. Visita del premier Conte all’ospedale Spallanzani di Roma. Un 17enne italiano non è potuto salire sull’aereo in partenza da Wuhan, ha la febbre. Negativo ai test il paziente in rianimazione allo Spallanzani. A Torino donna fatta scendere dal bus: “Sei cinese”.

Il parere dell’esperto

“Chi proviene dalle zone interessate della Cina o ha avuto contatti con casi accertati di coronavirus deve essere isolato. Che lo siano anche i bambini mi sembra corretto. Ma di certo questo non vuol dire isolare tutti i bambini cinesi che stanno male, dato anche che in questo periodo circola tantissimo l’influenza stagionale” commenta con l’Adnkronos Salute è Massimo Andreoni, professore di Malattie infettive del policlinico Tor Vergata di Roma.

“Ovviamente i sintomi respiratori sono molto frequenti in questo periodo – ribadisce l’esperto – e tutti i soggetti che provengano dalla Cina nelle ultime due settimane o abbiano avuto contatti con casi provati di coronavirus devono essere precauzionalmente isolati, fino alla dimostrazione della negatività al coronavirus. Eppure, gli scienziati hanno osservato che questo nuovo virus sta colpendo poco i bambini, mentre sono più vulnerabili gli anziani e i malati cronici.

Evidentemente nei soggetti più giovani, con buon assetto immunitario, il coronavirus ha minori probabilità di esplicitarsi sotto forma di malattia. Questa chiaramente è un’ipotesi, ma altrimenti non si spiegherebbe perché ci sono così pochi soggetti giovani malati: le loro difese immunitarie si confrontano meglio col virus e, magari, hanno più spesso infezioni asintomatiche. Questo vorrebbe anche dire, però – conclude – che il numero di casi effettivi rispetto ai casi diagnosticati è molto superiore: se si ha una infezione non clinicamente manifesta, non viene diagnosticata come caso”.

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Pubblicato da Dipartimento Protezione Civile su Lunedì 3 febbraio 2020

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