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Viadotto Pontet, domenica 3 ottobre di passione lungo lo Schenèr: code di alcuni chilometri in uscita da Primiero (VIDEO)

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Come era prevedibile, il cantiere aperto con urgenza a Sovramonte (Belluno), senza preavviso alla vicina provincia di Trento, sta già creando i primi problemi al traffico nel Primiero. Sono in molti a chiedersi quale sarà la situazione durante il periodo invernale se non si troverà urgentemente una soluzione. Non solo per il turismo ma anche per le emergenze sanitarie: l’ospedale di Feltre è infatti il primo riferimento per la valle

La lunga coda di auto da Pontet a Imèr, domenica 3 ottobre nel tardo pomeriggio

 

Primiero/Belluno – Domenica pomeriggio di passione lungo lo Schenèr, per molti automobilisti, a causa del nuovo senso unico alternato nel cantiere allestito lungo il viadotto che collega il Bellunese a Trentino, fra i comuni di Sovramonte (Belluno) e Imèr (Trento).

Vi proponiamo di seguito, alcuni video ricevuti dai nostri lettori che hanno documentato quanto è accaduto nel tardo pomeriggio di domenica 3 ottobre, con una lunga coda di auto e mezzi in uscita dalla valle di Primiero, verso le ore 18. Rallentamenti si sono registrati anche venerdì e sabato. 

Una situazione che rischia di aggravarsi con la riapertura delle piste da sci a San Martino di Castrozza e passo Rolle, ma non solo. In molti sollecitano quindi una soluzione alternativa al semaforo con senso unico, che rischia di creare grossi problemi soprattutto nel caso di emergenze sanitarie in valle, oltre che per il turismo e i pendolari.

Schenèr, la situazione domenica 3 ottobre

 

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One Reply to “Viadotto Pontet, domenica 3 ottobre di passione lungo lo Schenèr: code di alcuni chilometri in uscita da Primiero (VIDEO)

  1. Al Veneto dei turisti che escono dalla Regione per spendere in un’altra Regione non interessa nulla. E su questo ci posso mettere la firma. Semmai è una questione politica fra Trentino e Veneto, ma non mi pare che il Primiero, di questi tempi, sia particolarmente attenzionato dalla Provincia né riesca a farsi sentire a dovere.
    Altro discorso, invece, la faccenda di tutelare i residenti e soprattutto l’aspetto dell’ospedale (lautamente pagato anche dal Trentino).
    Si pagano decenni di miopia politica. Un budello stradale ottocentesco non può essere l’unica via d’entrata/uscita dalla Valle. Si potevano avere sbocchi a nord, quando i soldi c’erano. Ma la “visione” territoriale limitata ha portato al nulla. Pagheranno i nostri figli e il territorio che si spopola e diventa sempre più povero.

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