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Val d’Aosta al centro di un’indagine penale della Dda di Torino, Kaswalder: “Nemmeno l’autonomia speciale può rappresentare uno scudo di fronte a fenomeni criminosi gravissimi”

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La Valle d’Aosta è al centro di un’indagine penale della Dda di Torino, che desta grande allarme e preoccupazione, anche se vista dal versante opposto dell’arco alpino

Trento – “Terra di autonomia speciale come la nostra – scrive in una nota il presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder -, questo territorio regionale si trova a fare i conti con 16 arresti, tra cui quello di un consigliere regionale in carica, con ipotesi di reato centrate sull’associazione a delinquere di stampo mafioso. Gli inquirenti lavorano attorno all’inquietante scenario di una Valle raggiunta dalla ‘ndrangheta, che avrebbe inquinato non solo certi settori dell’economia e degli appalti, ma anche la regolarità di recenti competizioni elettorali.

Premesso che un quadro si potrà tracciare solo a indagine completata, mi sento di esprimere comunque un sentimento di sconcerto e di preoccupazione, a fronte degli autorevoli allarmi che sono stati più volte formulati riguardo alle strategie di infiltrazione della criminalità organizzata anche dentro contesti geograficamente e culturalmente molto lontani dalle terre d’origine del fenomeno. Le notizie che arrivano da Aosta devono avvertirci che nemmeno l’autonomia speciale può rappresentare uno scudo di fronte alla “contaminazione” di fenomeni criminosi gravissimi.

Voglio esprimere – conclude Kaswalder – la mia vicinanza alle istituzioni autonomistiche aostane, consapevole che proprio oggi il Consiglio regionale della Valle – dopo avere sospeso ieri i lavori in seguito allo choc per gli esiti dell’operazione Geenna – ha approvato una mozione per rilanciare l’impegno a fare tutti argine alla criminalità organizzata. Con la fiducia che magistratura, forze dell’ordine e articolazioni sane della nostra società trentina sappiano fare tesoro di questi allarmi per mettere in atto ogni necessaria azione di prevenzione”.

Aosta, blitz contro la ‘ndrangheta: tra i 16 arrestati consigliere regionale dell’Unione Valdotaine e un avvocato, coinvolti anche altri due politici. Consiglio Vda: contrastare ‘ndrangheta. Il Consiglio regionale della Valle d’Aosta ritiene che “debbano essere adottate tutte le misure necessarie per contrastare qualsiasi tentativo di condizionamento esterno a tutela della legalità dell’attività amministrativa e politica a tutti i livelli”. Lo prevede una mozione approvata all’unanimità dall’assemblea al termine di una giornata convulsa, segnata dall’arresto del consigliere di maggioranza Marco Sorbara (Union valdotaine) nell’ambito dell’operazione Geenna della Dda di Torino contro la ‘ndrangheta in Valle d’Aosta. Le ipotesi investigative “delineano inquietanti scenari di infiltrazione criminale nelle istituzioni valdostane”, riporta il documento dei consiglieri. Da parte dell’assemblea c’è quindi “l’assoluta convinzione che la società civile, il mondo economico e le istituzioni valdostane debbano” esserne “immuni”. La mozione esprime poi “preoccupazione”, e “censura l’adozione di metodi e atteggiamenti lesivi della libertà di scelta e della dignità degli elettori valdostani”.

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